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Semplici, un colpo di spugna «Ripartiamo dalle nostre qualità»

di Marco Nagliati
Semplici, un colpo di spugna «Ripartiamo dalle nostre qualità»

Il mister della Spal cancella la Coppa e accetta le critiche di Mattioli: ha il diritto di dire ciò che pensa Poi si concentra sulla durissima partita dell’Olimpico: voglio dare filo da torcere ai giallorossi

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FERRARA. Il presidente Walter Mattioli sale le scale con passo svelto e faccia scura. Il ko di martedì in Coppa è ancora lì che gironzola nel cuore e nella testa del massimo dirigente spallino. Né le recenti riunioni a Milano, per cercare la quadra di una “governance” di Lega, possono averlo rallegrato. Mattioli arriva al Centro Fabbri pochi minuti prima che inizi la conferenza stampa di mister Semplici, come di consueto organizzata alla vigilia di una gara di campionato. Mentre il presidente si chiude nel suo ufficio, il trainer biancazzurro entra nella sala in cui è accolto dai cronisti. Si accendono i riflettori, le telecamere attivate. Il microfono pronto. Semplici ha tuta rossa con uno spruzzo di bianco sulle maniche. Lo attende poi l’allenamento di rifinitura, quindi il viaggio in treno. Oggi la Spal entra nell’arena dell’Olimpico: Roma. Non esattamente una passeggiata di salute per una squadra estense, peraltro, reduce dal ko col Chievo (gran primo tempo e ripresa con lento assopimento) e col Cittadella. Il tecnico cerca di sfoderare anche un sorriso, ma è un po’ tirato. Non è neppure portatore di buone notizie: Salamon non può recuperare dopo l’operazione allo zigomo (ricordo del duello con la Fiorentina), Vaisanen è out causa influenza. E poi c’è quel Mattioli furioso... «Il presidente ha tutto il diritto di dire quello che pensa» stoppa ogni discorso ulteriore. Il tecnico si aspettava la domanda, la risposta è pronta. Il tono sereno. Squadra senza personalità era sbottato il “pres”.

«Mi auguro che la squadra sappia fare tesoro di certi errori, di tutti gli errori - allarga il concetto Semplici -; il gruppo ha sempre gli stessi stimoli, l’atteggiamento mentale non è mancato nemmeno nelle sconfitte in cui siamo incappati in campionato. Martedì è stato un discorso a parte. Tutte le battute d’arresto sono utilizzate per mettersi in discussione, migliorarsi. La Coppa non mette in dubbio le nostre qualità: ripartiamo da tre giorni prima». Ovvero, dice Semplici, facciamo che il Cittadella non sia esistito. Facciamo, però, che dopo un secondo tempo opaco a Verona col Chievo, adesso c’è la Lupa. Sospiro. «Mi pare chiaro che i giallorossi sono forti, in piena corsa per superare il girone di Champions. È scontato affermare che per noi sarà difficilissimo, ma è giusto provarci. Voglio dar loro filo da torcere».

Nella precedente avventura romana, la notte di agosto (domenica 20) declinò al dolce e all’incredulo. Era la prima di campionato, la Spal fece 0-0 con la Lazio. Felicità e l’idea che, forse, la serie A non era poi quel gran mostro da addomesticare. Oltre tre mesi dopo, il ritorno da gladiatori ha reso invece qual è la vera dimensione della lotta in cui Ferrara s’è impegnata a partecipare. «Sappiamo qual è la nostra strada - spiega Semplici -: dobbiamo trarre il positivo dal negativo. E non conta come giochi, ma i risultati». È questa la vera trasformazione spallina, dapprima anche alla ricerca estetica del bello. Della manovra avvolgente. Ora è necessaria la sostanza. «In linea di massima la formazione sarà quella vista con il Chievo - sussurra il trainer -; ci sono solo alcune situazioni da valutare all’ultimo momento. Il modulo a “quattro”? L’abbiamo usato in certe circostanze, in momenti particolari di gara. E anche in funzione alle caratteristiche dell’avversario. Oltre al momento che si stava attraversando. Ad ogni modo, più che i numeri conta l’interpretazione». Insomma, il canovaccio 3-5-2 non verrà accantonato proprio stavolta. «Non è che va tutto messo in discussione» aggiunge Semplici ai margini della riflessione tattica. Rientra Schiattarella, torna Viviani. Borriello c’è dopo la squalifica ma è destinato alla panchina. Davanti è probabilissima la conferma della coppia Paloschi-Bonazzoli. Il tecnico spallino non si sbilancia tanto, però... «Bonazzoli? Potrebbe esserci la possibilità di rivederlo titolare».

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