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CALCIO SERIE A

Spal, la partita finisce in 10 minuti

Paolo Negri
Spal, la partita finisce in 10 minuti

Biancazzurri subito in dieci per l'espulsione di Felipe, da lì monologo giallorosso. E l'arbitro non aiuta

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ROMA. Vedi Roma e poi muori. Calcisticamente, ovvio. La Spal cade nell’Abisso ed esce sconfitta dall’Olimpico. Il ko con i giallorossi era preventivabile; la dinamica con cui è maturato, quella no. I biancazzurri hanno pagato a carissimo prezzo la subitanea espulsione di Felipe, decretata dall’arbitro palermitano (che aveva ammonito lo spallino) dopo il consulto Var. Da lì è stato un massacro, con la squadra di Semplici (che appena incassato l’1-0 ha tolto Bonazzoli per mettere Mora, un centrocampista al posto di una punta) totalmente in balìa della Roma, con Gomis a moltiplicare gli interventi prodigiosi per limitare il passivo.

Spal in campo con il solito 5-3-2. In difesa centrale Cremonesi - al debutto da titolare in serie A - viene preferito ad Oikonomou. A centrocampo Viviani (ex di turno) rientra dalla squalifica e si accomoda come al solito in regia, al suo fianco giostrano Grassi e Rizzo. Confermata la coppia offensiva Paloschi-Bonazzoli. Assenti gli infortunati Antenucci, Costa, Salamon e Konate, Vaisanen bloccato dalla febbre.La Roma è quella annunciata, con l’eccezione di Florenzi terzino destro preferito a Bruno Peres.

Spal subito vivace e propositiva. Paloschi fa gridare al gol, l’occasione era ghiotta, l’inzuccata poteva essere migliore. Poi c’è l’immediata svolta della gara. La potenza di Dzeko è straripante, Felipe arranca alle sue spalle ed infine lo strattona prima che entri in area. Sembra finita lì, con ammonizione e punizione, ma la tecnologia che sta rovinando il calcio (lo diciamo in assoluto, non per il fatto che la Spal venga penalizzata o meno) ci si mette di mezzo e Abisso dopo attenta visione delle immagini caccia il difensore. Giusto? Sbagliato? Le interpretazioni si dividono. Possiamo sintetizzarla così: decisione tecnicamente non scandalosa, Dzeko sarebbe entrato in area presentandosi solo davanti a Gomis. Ma, in assoluto, il provvedimento suona severo, ci dicono che anche i telecronisti Sky l’hanno giudicato tale. Di sicuro ha cambiato il corso della gara. O lo ha... accelerato.

La Spal si è disposta col 4-4-1, con Bonazzoli laterale destro di centrocampo. I biancazzurri sono andati subito in barca, travolti dalla pressione, dalla qualità e dalla straripante potenza fisica dei romanisti. Privata del pallone, schiacciata in area, la squadra di Semplici si è anche esposta ad errori individuali. È stata più volte colpita, tenuta a galla dai miracoli di un Gomis formato Russia 2018, ma il portierone - tra un intervento e l’altro - si è comunque dovuto arrendere prima a Dzeko e poi a Strootman. La mossa del tecnico spallino nell’immediato post 1-0, l’inserimento di Mora per Bonazzoli (con centrocampo Rizzo-Grassi-Viviani-Mora) non è servita a contenere il dominio locale. Una recita a senso unico.

Nella ripresa è subito arrivato il 3-0 di pellegrini, su altra dormita della difesa biancazzurra. Poi la Spal ha usufruito di un rigore trasformato dall’ex Viviani. L’indisponente Abisso (che, detto per inciso, nel primo tempo avrebbe anche potuto espellere il già ammonito Gonalons) ha fatto ripetere, e Viviani ha segnato in due tempi, riprendendo il pallone deviato da Alisson contro la traversa. Di che addolcire la pillola? Non scherziamo. Scenario identico. Diciamo che la Roma si placa un po’, gestisce le forze in vista del Qarabag, martedì in Champions. Ma basta qualche spunto per sfiorare il poker, c’è solo Gomis ad opporsi a questo o quel tentativo. Se la partita di ieri doveva servire per misurare il polso alla Spal, per coglierne la capacità di reazione dopo il ko di Verona col Chievo, l’eliminazione in Coppa ad opera del Cittadella e - soprattutto - le parole al vetriolo del presidente Mattioli, allora diciamo che le premesse sono state castrate dall’immediata inferiorità numerica. Si è visto nulla, ma c’è quell’episodio che può essere alibi e realtà al tempo stesso.

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