La Baltur a Piacenza mette in palio il primato
Alle 21 big match per i capolista centesi sul parquet della seconda in classifica Coach Benedetto: «Chi vince stasera potrà avere qualche certezza in più»
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CENTO. La Baltur si gioca il primato solitario questa sera alla 21 in casa della seconda in classifica, la Bakery Piacenza distante appena due punti e con la possibilità di scavalcare la capolista centese perché, nel caso, avrebbe appunto vinto lo scontro diretto odierno. Duello sentito, diventato un classico in questi ultimi anni; dalla promozione della Benedetto dalla C nel 2012 (Roveleto e Cortemaggiore rappresentano le radici di quella che oggi - a prescindere dalla categoria - è la prima squadra cittadina a Piacenza), alla semifinale playoff del 2014 vinta dalla Bakery; per finire a quella più recente del 2016 vinta da Cento. Il bilancio indica 10 vittorie di fila per la Baltur, 8 per Piacenza. Come dire che, stasera, ci sono tutti gli ingredienti per gustarsi una grande partita.
Nel percorso della Baltur, fin qui senza macchia, la tappa piacentina rappresenta tanto: un banco di prova per verificare l’effettiva tenuta contro una diretta concorrente. E la concreta possibilità di guadagnarsi, salvo un suicidio successivo, l’accesso alle finali di coppa di Lega in programma a Jesi. «È una partita importante, è un derby che però non decide niente - afferma il coach centese Benedetto, alla vigilia del match-: si tratta di una tappa di avvicinamento. Punto. Un po’ più importante rispetto ad altre perché affrontiamo un’altra squadra ambiziosa. Noi le nostre ambizioni le abbiamo già dichiarate: il risultato di questa partita darà fiducia, sicurezza e certezza. Ecco, dico che chi vince stasera può avere qualche certezza in più, chi perde qualcuna di meno».
Sulla carta la rosa della Baltur sembra avere qualcosa di meglio; più uomini, più soluzioni, ed il centro di ruolo (Benfatto regolarmente in campo). Piacenza una “banda” di esterni terribili, giocatori navigati, tanti “mezzi lunghi” e forse meno pressione. Il club di casa sogna di poter tesserare Hawkins (molto difficile) e segue Raucci. Saranno di fronte due squadre che giocano diversamente: più da corsa e transizione Piacenza, maggiormente a suo agio a difesa schierata la Baltur che per espugnare anche Piacenza dovrà sfoggiare la sua miglior difesa. «Piacenza mi fa paura quando inizia a correre, cosa che però non fa con costanza nel corso della partita - dice Benedetto -; ha investito tanto, penso a Stanic, Bruno, Perego, Pederzini, Rombaldoni (ex Forlì che i tifosi centesi ricordano più per la gomitata ad Andreaus che per l’immensa carriera con tanto di medaglia olimpica; ndr). Io però resto dell’idea che a difesa schierata noi abbiamo qualcosa in più. Vogliamo giocare con grande intensità difensiva. Forse soffriremo i loro piccoli, ma per batterci dovranno correre per 40’. E giocare la partita perfetta». Sotto canestro Benfatto o Ba, a seconda delle situazioni tattiche, potrebbero soffrire i lunghi atipici di Piacenza, ma anche dominarli nel “pitturato”: «Penso sarà Perego a marcare Benfatto - dice Benedetto -; la sua dote più importante è la mano “educata” da 4 o 5 metri, fino a lì “Benfa” può uscire. Perego non ha le caratteristiche del lungo che mette la palla per terra e può mettere in difficoltà Benfatto. È sicuramente un giocatore di grande esperienza, come lo sono altri». Recuperi dell’ultima ora per Vico (semplice affaticamento muscolare nei giorni scorso) e D’Alessandro (caviglia). In campo anche Cantone (giocherà con una fasciatura al mignolo della mano destra). Conterà poco ma è il primo vero big match dell’anno: 150 tifosi centesi in pullman, un centinaio in macchina.
Simone Gagliardi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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