Colpe altrui ed errori propri Perchè la Spal si trova in una posizione difficile
di Paolo Negri
A Roma la squadra è stata sicuramente penalizzata dall’arbitro Abisso Ma la netta superiorità giallorossa non si spiega solo con gli episodi
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FERRARA. La Spal ieri ha ribadito la linea espressa nell’immediato dopo-partita contro la Roma: silenzio. O meglio, silenzio di proprietà e dirigenza al netto dello j’accuse affidato venerdì sera alle parole del d.s. Davide Vagnati, che ha portato la vibrata protesta del club per i torti arbitrali patiti dai biancazzurri all’Olimpico, ultimi episodi di una serie che la Spal ravvisa iniziata già in precedenti partite. A questo punto si impone tutta una serie di riflessioni.
Abisso ha sbagliato? Sì
Il primo interrogativo è il più semplice: l’arbitro Abisso ha sbagliato ai danni della Spal? La risposta è altrettanto facile: sostanzialmente sì. I fatti incriminati sono noti: l’espulsione di Felipe (dopo ricorso al Var) già al 10’ per aver atterrato Dzeko al limite dell’area interrompendo quella che è stata giudicata chiara occasione da rete; il rigore negato a Rizzo dopo fallo di Florenzi, senza che in tale circostanza l’arbitro abbia visionato le immagini; la mancata espulsione di Gonalons che avrebbe meritato il secondo cartellino giallo; il gol del 2-0 di Strootman, convalidato dopo il consulto Var e nonostante le immagini evidenzino che El Shaarawy è in posizione di fuorigioco.
È evidente che si tratta di una pesante (per la Spal) somma di episodi. Ma qual è il confine tra errore di Abisso ed interpretazione che ci può stare?
Nel primo caso, quello dell’espulsione di Felipe, l’arbitro - che inizialmente aveva solo ammonito il difensore - è stato richiamato dal Var, ha visionato le immagini ed a quel punto ha estratto il rosso. La norma dice che per i falli commessi per interrompere una chiara occasione da gol fuori dall’area vige il cartellino rosso, sempre e comunque. La Spal infatti lo chiese (inutilmente) quando un difensore del Cagliari atterrò Paloschi, e contesta che quella di Dzeko a Roma rientrasse in tale casistica. La discriminante è scattata davanti al monitor: vedendo il filmato, Abisso ha ritenuto che Dzeko, anche se in posizione defilata, potesse entrare in area presentandosi da solo davanti a Gomis, perchè gli altri difendenti spallini - Vicari e Cremonesi - erano a distanza che li rendeva impossibilitati ad intervenire. Decisione arbitrale al limite, discutibile, che ha diviso gli opinionisti, ma a stretto termine di regolamento non scandalosa.
Errore tecnico e ricorso
Nessuno ha ravvisato in tutto ciò la possibilità di un errore tecnico da parte di Abisso. Il pensiero forse c’è stato, ma non i margini. Nel caso, la Spal avrebbe potuto fare reclamo «che deve essere preannunciato entro le ore 24.00 del giorno feriale successivo a quello della gara alla quale si riferisce. Le motivazioni e la relativa tassa devono essere trasmesse entro il settimo giorno successivo allo svolgimento della gara stessa (art. 46, punto 1, C.G.S.). Copia del ricorso deve essere inviata alla società controparte con lettera raccomandata o mezzo equipollente (art. 38, comma 7 C.G.S.). L’attestazione dell’invio alla controparte deve essere allegata alla documentazione originale del reclamo che viene inviata al Giudice Sportivo». Ma in mancanza di presupposti non è questo il quadro.
Decisioni dubbie
Globalmente, hanno destato maggiori perplessità le altre decisioni. Sul 2-0, però, è possibile che l’arbitro convalidi il gol se le immagini tolgono effettivamente ogni ragionevole dubbio rimarcando l’irregolarità? La prospettiva del filmato Var era diversa da quella delle riprese Sky? O si deve pensare alla malafede? Sarebbe grave, e non bisogna cadere in tale tranello.
Analisi interna
Evidenziare errori è giusto. Gridare al complotto e ritenere di aver perso a Roma per colpa dell’arbitro è eccessivo. Certo, lo ribadiamo: non esiste controprova, in parità numerica la Spal magari avrebbe compiuto l’impresa o se la sarebbe giocata con maggior equilibrio. Ma 37 tiri complessivi della Roma, di cui 15 nello specchio della porta e 12 parate (primato del campionato) di uno straordinario Gomis non si spiegano solo con le imperfezioni di Abisso e della tecnologia. La Spal deve compiere un’analisi interna, riflettere sulle scelte di mercato, valutare perchè diversi elementi non hanno totalizzato un secondo, altri hanno giocato a singhiozzo e non tantissimo, altri ancora hanno avuto un rendimento al di sotto delle attese. Servono serenità, calma, compattezza, fiducia. Le proteste, legittime, vanno inoltrate nelle giuste sedi e non urlate pubblicamente col rischio di un effetto boomerang. Servono nervi saldi.
Abisso ha sbagliato? Sì
Il primo interrogativo è il più semplice: l’arbitro Abisso ha sbagliato ai danni della Spal? La risposta è altrettanto facile: sostanzialmente sì. I fatti incriminati sono noti: l’espulsione di Felipe (dopo ricorso al Var) già al 10’ per aver atterrato Dzeko al limite dell’area interrompendo quella che è stata giudicata chiara occasione da rete; il rigore negato a Rizzo dopo fallo di Florenzi, senza che in tale circostanza l’arbitro abbia visionato le immagini; la mancata espulsione di Gonalons che avrebbe meritato il secondo cartellino giallo; il gol del 2-0 di Strootman, convalidato dopo il consulto Var e nonostante le immagini evidenzino che El Shaarawy è in posizione di fuorigioco.
È evidente che si tratta di una pesante (per la Spal) somma di episodi. Ma qual è il confine tra errore di Abisso ed interpretazione che ci può stare?
Nel primo caso, quello dell’espulsione di Felipe, l’arbitro - che inizialmente aveva solo ammonito il difensore - è stato richiamato dal Var, ha visionato le immagini ed a quel punto ha estratto il rosso. La norma dice che per i falli commessi per interrompere una chiara occasione da gol fuori dall’area vige il cartellino rosso, sempre e comunque. La Spal infatti lo chiese (inutilmente) quando un difensore del Cagliari atterrò Paloschi, e contesta che quella di Dzeko a Roma rientrasse in tale casistica. La discriminante è scattata davanti al monitor: vedendo il filmato, Abisso ha ritenuto che Dzeko, anche se in posizione defilata, potesse entrare in area presentandosi da solo davanti a Gomis, perchè gli altri difendenti spallini - Vicari e Cremonesi - erano a distanza che li rendeva impossibilitati ad intervenire. Decisione arbitrale al limite, discutibile, che ha diviso gli opinionisti, ma a stretto termine di regolamento non scandalosa.
Errore tecnico e ricorso
Nessuno ha ravvisato in tutto ciò la possibilità di un errore tecnico da parte di Abisso. Il pensiero forse c’è stato, ma non i margini. Nel caso, la Spal avrebbe potuto fare reclamo «che deve essere preannunciato entro le ore 24.00 del giorno feriale successivo a quello della gara alla quale si riferisce. Le motivazioni e la relativa tassa devono essere trasmesse entro il settimo giorno successivo allo svolgimento della gara stessa (art. 46, punto 1, C.G.S.). Copia del ricorso deve essere inviata alla società controparte con lettera raccomandata o mezzo equipollente (art. 38, comma 7 C.G.S.). L’attestazione dell’invio alla controparte deve essere allegata alla documentazione originale del reclamo che viene inviata al Giudice Sportivo». Ma in mancanza di presupposti non è questo il quadro.
Decisioni dubbie
Globalmente, hanno destato maggiori perplessità le altre decisioni. Sul 2-0, però, è possibile che l’arbitro convalidi il gol se le immagini tolgono effettivamente ogni ragionevole dubbio rimarcando l’irregolarità? La prospettiva del filmato Var era diversa da quella delle riprese Sky? O si deve pensare alla malafede? Sarebbe grave, e non bisogna cadere in tale tranello.
Analisi interna
Evidenziare errori è giusto. Gridare al complotto e ritenere di aver perso a Roma per colpa dell’arbitro è eccessivo. Certo, lo ribadiamo: non esiste controprova, in parità numerica la Spal magari avrebbe compiuto l’impresa o se la sarebbe giocata con maggior equilibrio. Ma 37 tiri complessivi della Roma, di cui 15 nello specchio della porta e 12 parate (primato del campionato) di uno straordinario Gomis non si spiegano solo con le imperfezioni di Abisso e della tecnologia. La Spal deve compiere un’analisi interna, riflettere sulle scelte di mercato, valutare perchè diversi elementi non hanno totalizzato un secondo, altri hanno giocato a singhiozzo e non tantissimo, altri ancora hanno avuto un rendimento al di sotto delle attese. Servono serenità, calma, compattezza, fiducia. Le proteste, legittime, vanno inoltrate nelle giuste sedi e non urlate pubblicamente col rischio di un effetto boomerang. Servono nervi saldi.
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