«Tra Spal e Verona un bello scontro»
di Paolo Negri
L’analisi: per i biancazzurri è gara da prendere con le molle
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FERRARA. Bandiera della Spal, idolo del Verona. Due promozioni in B con i biancazzurri, l’ascesa in A con l’Hellas di Bagnoli. Mauro Gibellini vive a Verona, è stato a più riprese d.s. dei gialloblù, e domenica sarà a Ferrara per lo scontro diretto tra le sue ex squadre.
«Mi ha invitato la Spal - afferma l’ex attaccante -, per partecipare alle celebrazioni per i 110 anni della società. Questa attenzione nei confronti del passato, di chi ha giocato in biancazzurro, è un indubbio merito del presidente Mattioli e del club: la storia non va mai dimenticata, ricordarla aiuta ad andare avanti. Il tutto, senza essere nostalgici».
Gibellini continua a girare sui campi, senza limiti di categoria. Ieri ha assistito ad un match di serie D («Perchè ogni tanto si scova qualche elemento molto interessante, lo stesso Lazzari ne è la testimonianza»). In attesa di una chiamata che lo faccia rientrare direttamente nel giro, come talent scout («In fondo di giocatori importanti ne ho tirati fuori, Jorginho per tutti, senza dimenticare un giovanissimo Del Piero fatto provare al Padova») o in un altro ruolo dirigenziale, Gibellini è ormai importante imprenditore vinicolo («Produciamo lambrusco, a Castelvetro, sono proprietario insieme a mio fratello di un’azienda ora condotta da mio figlio»). Ma l’attenzione sul calcio è sempre massima.
Gibellini, che significa il prossimo Spal-Verona?
«Per me, molto. Sono le squadre a cui mi sento più legato, quelle con cui in carriera ho ottenuto di più. La Spal mi ha formato, e sono stato lì dieci anni. Con il Verona di Bagnoli ho vinto la B ed assaggiato la serie A, poi sono tornato come dirigente. Mi imbarazza inquadrare questa sfida. Mi augurerei un pareggio che poi portasse alla salvezza di entrambe».
Scontro diretto decisivo?
«No, è presto per ritenere decisive queste partite. Ma per il morale sicuramente possono incidere. Per altri aspetti no. Mai darsi per vinti, qualunque cosa accada. Ricordiamoci del Crotone della scorsa stagione, chiuse l’andata a 9 punti, poi si salvò».
La Spal viene da una settimana nera, con tre sconfitte compresa quella in Coppa con il Cittadella.
«Sta pagando lo scotto dell’inesperienza, la serie A è una categoria con esigenze ben diverse - e totalmente superiori - rispetto alle altre divisioni. Ed i biancazzurri non hanno molti elementi con un passato in A. In tal senso il Verona ha più mestiere. Altro aspetto: la Spal viene da stagioni in cui si è abituata a vincere ed ora non può riproporre lo stesso modello, per questo non è facile gestire momenti del genere, normali per chi approda in A. Devi salvarti con furore, sacrificio, sudore, con atteggiamento da provinciale e non da prima della classe. Bisogna lavorare ogni domenica per il risultato, facendo fatica. La Spal ora come ora ha qualche problema però può salvarsi, altrochè».
Facendo la corsa su chi?
«Su tutte quelle del gruppo di coda. Si equivalgono, non c’è chi si stacca. L’importante è non sbagliare atteggiamento, non essere presuntuosi. Vale per chiunque. Con il cuore sono con la Spa, voglio che si salvi».
Giocatori decisivi?
«Rizzo lo seguo dai tempi del Modena, mi aveva impressionato, ho sempre pensato che avesse fisico, corsa e qualità tecnica per imporsi ad alti livelli, anche in Nazionale. Non so perchè poi non sia riuscito ad esprimersi con la giusta continuità ovunque è stato. Lazzari in B faceva la differenza, in A patisce di più. Si entra in un’altra dimensione, anche fisica. La serie A richiede ed impone un impatto notevole, non a caso la migliore delle provinciali negli ultimi anni è sempre stato il Chievo, squadra di grande struttura atletica pur se di età media avanzata. Ma, al di là di tutto ciò, credo che per salvarti devi puntare su un collettivo funzionale, equilibrato, più che sulle individualità».
Ma una per parte in Spal e Verona?
«Per l’Hellas, Cerci, se funziona. E Bessa. Nella Spal direi che il miglior Borriello è quello che potrebbe dare quel qualcosa in più in grado di fare la differenza. Ha le qualità per fare gol, non si disimpara».
Come finirà Spal-Verona?
«La Spal era partita bene, il Verona come peggio non avrebbe potuto. Adesso, invece, i biancazzurri hanno qualche difficoltà mentre l’Hellas è in fase di recupero. Sarà un bello scontro, ieri più tendente alla Spal, ora da prendere con le molle. La salvezza dovranno sudarsela entrambe, ma penso che ce la possano fare».
«Mi ha invitato la Spal - afferma l’ex attaccante -, per partecipare alle celebrazioni per i 110 anni della società. Questa attenzione nei confronti del passato, di chi ha giocato in biancazzurro, è un indubbio merito del presidente Mattioli e del club: la storia non va mai dimenticata, ricordarla aiuta ad andare avanti. Il tutto, senza essere nostalgici».
Gibellini continua a girare sui campi, senza limiti di categoria. Ieri ha assistito ad un match di serie D («Perchè ogni tanto si scova qualche elemento molto interessante, lo stesso Lazzari ne è la testimonianza»). In attesa di una chiamata che lo faccia rientrare direttamente nel giro, come talent scout («In fondo di giocatori importanti ne ho tirati fuori, Jorginho per tutti, senza dimenticare un giovanissimo Del Piero fatto provare al Padova») o in un altro ruolo dirigenziale, Gibellini è ormai importante imprenditore vinicolo («Produciamo lambrusco, a Castelvetro, sono proprietario insieme a mio fratello di un’azienda ora condotta da mio figlio»). Ma l’attenzione sul calcio è sempre massima.
Gibellini, che significa il prossimo Spal-Verona?
«Per me, molto. Sono le squadre a cui mi sento più legato, quelle con cui in carriera ho ottenuto di più. La Spal mi ha formato, e sono stato lì dieci anni. Con il Verona di Bagnoli ho vinto la B ed assaggiato la serie A, poi sono tornato come dirigente. Mi imbarazza inquadrare questa sfida. Mi augurerei un pareggio che poi portasse alla salvezza di entrambe».
Scontro diretto decisivo?
«No, è presto per ritenere decisive queste partite. Ma per il morale sicuramente possono incidere. Per altri aspetti no. Mai darsi per vinti, qualunque cosa accada. Ricordiamoci del Crotone della scorsa stagione, chiuse l’andata a 9 punti, poi si salvò».
La Spal viene da una settimana nera, con tre sconfitte compresa quella in Coppa con il Cittadella.
«Sta pagando lo scotto dell’inesperienza, la serie A è una categoria con esigenze ben diverse - e totalmente superiori - rispetto alle altre divisioni. Ed i biancazzurri non hanno molti elementi con un passato in A. In tal senso il Verona ha più mestiere. Altro aspetto: la Spal viene da stagioni in cui si è abituata a vincere ed ora non può riproporre lo stesso modello, per questo non è facile gestire momenti del genere, normali per chi approda in A. Devi salvarti con furore, sacrificio, sudore, con atteggiamento da provinciale e non da prima della classe. Bisogna lavorare ogni domenica per il risultato, facendo fatica. La Spal ora come ora ha qualche problema però può salvarsi, altrochè».
Facendo la corsa su chi?
«Su tutte quelle del gruppo di coda. Si equivalgono, non c’è chi si stacca. L’importante è non sbagliare atteggiamento, non essere presuntuosi. Vale per chiunque. Con il cuore sono con la Spa, voglio che si salvi».
Giocatori decisivi?
«Rizzo lo seguo dai tempi del Modena, mi aveva impressionato, ho sempre pensato che avesse fisico, corsa e qualità tecnica per imporsi ad alti livelli, anche in Nazionale. Non so perchè poi non sia riuscito ad esprimersi con la giusta continuità ovunque è stato. Lazzari in B faceva la differenza, in A patisce di più. Si entra in un’altra dimensione, anche fisica. La serie A richiede ed impone un impatto notevole, non a caso la migliore delle provinciali negli ultimi anni è sempre stato il Chievo, squadra di grande struttura atletica pur se di età media avanzata. Ma, al di là di tutto ciò, credo che per salvarti devi puntare su un collettivo funzionale, equilibrato, più che sulle individualità».
Ma una per parte in Spal e Verona?
«Per l’Hellas, Cerci, se funziona. E Bessa. Nella Spal direi che il miglior Borriello è quello che potrebbe dare quel qualcosa in più in grado di fare la differenza. Ha le qualità per fare gol, non si disimpara».
Come finirà Spal-Verona?
«La Spal era partita bene, il Verona come peggio non avrebbe potuto. Adesso, invece, i biancazzurri hanno qualche difficoltà mentre l’Hellas è in fase di recupero. Sarà un bello scontro, ieri più tendente alla Spal, ora da prendere con le molle. La salvezza dovranno sudarsela entrambe, ma penso che ce la possano fare».
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