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È in arrivo la partitissima La Spal fa finta di niente

di Marco Nagliati
È in arrivo la partitissima La Spal fa finta di niente

Lo staff lavora anche di psicologia: programmata una settimana normale Ma i punti in palio col Verona pesano e non sarà facile gestire un momento tosto

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FERRARA. Rendere normale una settimana che, di routinario, avrà decisamente poco. È questo il tentativo della Spal, che solo oggi inizierà la marcia di avvicinamento al match salvezza con il Verona. Mancano quattro turni alla fine dell’andata, ben ventitré al termine della stagione: è quindi evidente che per quanto importante, ora come ora, nessuna partita può essere così incisiva per le sorti di una squadra. Però, sovente, conta il momento ed il contesto in cui “cadono” certi duelli. E sotto questo punto di vista è indubbio che, in casa biancazzurra, il faccia a faccia con i gialloblù dell’Hellas assume contorni delicati. Al sale di una rivalità fiera e tosta, alimentata di recente con la lotta promozione vinta nella scorsa stagione dalla Spal, ora si aggiunge il peso di tre punti che psicologicamente valgono più dell’effettivo valore in graduatoria.

La Spal ci arriva con cielo grigio e minaccia temporalesca. Dal 25 novembre, plumbeo pomeriggio in cui il Chievo ha tolto certezze ai ragazzi di Semplici, ad oggi si sono infilati giorni tesi. Perché al Bentegodi gli estensi - con una ripresa balbettante - hanno lasciato pepite d’oro. Poi c’è stato lo scivolone di Coppa col Cittadella, che da un lato va catalogato come pragmatica evenienza in funzione campionato ma che a livello emozionale un filino ha lasciato scorie. Non a caso il presidente Mattioli è sbottato: «Squadra presuntuosa». Infine, il ko netto a Roma. Preventivabile e reso ancora più nella “logica” dopo la rapida espulsione di Felipe. Ad ogni modo, anche dalla Capitale si torna con i lividi.

Se consideriamo, inoltre, che la Spal ha perso in giro qualche bocconcino prelibato (un po’ per sfortuna, vedi palo nel finale di Bergamo; un po’ per errori propri: vedi ad esempio il palo col Sassuolo con Antenucci tutto solo davanti al portiere) è evidente che l’arrivo del Verona è ritenuto uno spartiacque importante. Tra l’altro si gioca al Mazza ed il fattore campo deve essere sfruttato, in quanto in trasferta la Spal finora non ha mai vinto. E dopo l’Hellas ci sarà il viaggio a Benevento. Insomma, per non incorrere in una vera crisi di nervi e di classifica, arrivano un paio di gare dall’enorme peso specifico.

Ed ecco che l’ambiente spallino usa anche l’arma della psicologia. Costruire un percorso abitudinario di lavoro. Non porre l’accento sull’eventuale eccezionalità del momento. Così, nonostante l’ultima uscita agonistica risalga a venerdì pomeriggio (1 dicembre), la squadra è rimasta a riposo tre giorni e mezzo. Si riparte oggi, come accade sempre. Una mossa che, probabilmente, vuole agire sulla testa dei giocatori. Un po’ di relax aggiuntivo per non bruciare energie mentali. Se lo staff ritiene che nei muscoli la benzina non manchi, meglio dunque evitare un sovraccarico emotivo. Niente ritrovo lunedì, a casa anche stamani. Il Centro Fabbri riapre gli spogliatoi oggi alle 14.30. E non sarà a porte chiuse: la città può iniziare a stringersi attorno ai suoi calciatori. Perché questo si deve fare, quando la chiamata alle armi - sportivamente parlando, of course - riguarda tutti. Raccontarsi che sarebbero arrivati momenti duri era logico e facile, la scorsa estate: adesso le asperità si sono palesate e servono i fatti. Nervi saldi e unità.

Detto del tentativo spallino di spalmare camomilla, chiaro che scorreranno giorni gonfi di attesa. Non foss’altro considerando che proprio domenica si celebreranno ufficialmente i 110 anni del club. Maglia storica, le vecchie glorie: un inno alla ferraresità. “Tutti i tifosi allo stadio con gadget ed abbigliamento storico” invita la società. Un “humus” che non potrà che contagiare l’atmosfera. La pattuglia di Semplici, ad oggi, ha invece incognite da risolvere. Difficile capire se Salamon potrà rientrare dopo l’operazione allo zigomo, medesima incertezza per Antenucci dopo il problema muscolare al polpaccio. Se anche “Anteseven7” tornasse a disposizione, impossibile pensarne un impiego dall’inizio e con minutaggio abbondante. Infine, c’è da intuire qual è la situazione di Schiattarella. A Roma non tra i titolari e poi tenuto in panca quando sono entrati dapprima Mora, quindi Schiavon. Forse l’idea era di preservarlo per le prossime battaglie. In cui, a naso, ci si sente di dire che servirà.

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