Il Mazza è un’arma in più Secondo solo all’Allianz
L’impianto estense segue quello juventino per percentuale di riempimento
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FERRARA. Che il pubblico della Spal rappresenti un valore aggiunto per la formazione di mister Semplici per arrivare a conquistare il difficile traguardo della salvezza lo si è detto a più riprese. E ad ogni gara emerge in maniera chiara come la presenza della tifoseria biancazzurra sia copiosa sia al Paolo Mazza che in trasferta. Dai numeri che fanno riferimento al campionato di serie A in corso, emerge un dato sicuramente molto interessante che riguarda la Spal che conquista la medaglia d'argento “nell'indice di percentuale di riempimento” del proprio stadio. Infatti con un 91,25% di riempimento degli spazi disponibili, la Spal è dietro solo alla Juventus. La formazione di mister Allegri fa segnare un indice del 95,05% con 39.452 spettatori medi. Al terzo posto e quindi medaglia di bronzo c'è il Cagliari con 13.955 spettatori e un indice di riempimento della Sardegna Arena del 85,97%. In coda il peggior risultato lo fa registrare la Lazio che riempie solamente il 36,53% dello stadio Olimpico.
La Spal fino a questo punto in casa, anche se non ha mai fatto registrare tecnicamente il tutto esaurito - nemmeno nella sfida contro il Napoli che è stata il top stagionale al momento con 12.650 persone sulle poco più di 13.000 che contiene l'impianto - è sempre stata ampiamente sopra i 10.000 spettatori per gara. Destinato probabilmente ad aumentare, perché nel ritorno giocheranno a Ferrara quasi tutte le big e quindi il tutto esaurito sarà probabile in più di ogni match. Finora un tifo incessante ha caratterizzato le gare al Mazza nelle quali sono arrivate anche le due uniche vittorie ottenute fino a questo punto in campionato contro Genoa e Udinese e anche i pareggi contro Crotone e Fiorentina. Otto dei dieci punti totali della formazione biancazzurra sono arrivati in casa.
C'è da dire però che anche fuori casa la Spal non è mai stata sola, veri e propri esodi hanno caratterizzato questa prima fase del campionato. Sicuramente anche con la complicità del calendario, che ha programmato una dopo l'altra le principali trasferte in casa delle corazzate che lottano per lo scudetto in stadi come San Siro, Allianz Stadium e Olimpico, la Spal fa registrare numeri che suscitano profonda invidia in altre latitudini. Si è iniziato in una calda serata estiva con oltre 1.500 persone assiepate sugli spalti dell'Olimpico per la sfida contro la Lazio e che hanno assistito al primo punto in classifica raccolto. Il calendario ha poi proposto un settembre da sogno con due partite a San Siro racchiuse nel giro di dieci giorni: in una domenica a pranzo molto favorevole dal punto di vista dell'organizzazione logistica erano circa 4.000 i tifosi biancazzurri nel terzo anello dello stadio per la partita contro l'Inter. Comunque considerevole anche il dato dei fedelissimi, circa 1.500, che sono ritornati a San Siro di mercoledì sera per tifare anche contro il Milan allora guidato da Montella.
In questo inizio scoppiettante non poteva mancare anche il “derbyssimo” di Bologna del 15 ottobre: e qui è al momento il record stagionale con oltre 4.500 spettatori al seguito. A Torino, nella serata infrasettimanale del 25 ottobre, era arduo fare di meglio ma 1.400 persone che si sono sobbarcate i tanti km per arrivare nel capoluogo di regione piemontese meritano solo elogi. Novembre ha visto calare il “tasso di prestigio delle trasferte”, però nemmeno a Bergamo sotto una pioggia battente (700 presenti) e a Verona, sponda Chievo, con la pioggia meno battente ma qui c'era la copertura (quasi 2.000 i presenti), la Spal non è stata mai sola. Fino alla trasferta numero due di Roma anche qui in un orario difficile, di venerdì pomeriggio alle 18.30, con quasi 700 presenti. Molte di queste trasferte hanno avuto un viaggio di ritorno molto amaro, alcune anche con rabbia per alcune decisioni arbitrali ma nulla è perduto. La salvezza è lì, c'è ancora tutto il tempo per giocarsela e per chi ha fatto le trasferte a Borgo San Lorenzo e Budrio prima, e poi Pontedera e Santarcangelo in serie, quello attuale rimane un sogno che nessun risultato può intaccare.
Andrea Tebaldi
La Spal fino a questo punto in casa, anche se non ha mai fatto registrare tecnicamente il tutto esaurito - nemmeno nella sfida contro il Napoli che è stata il top stagionale al momento con 12.650 persone sulle poco più di 13.000 che contiene l'impianto - è sempre stata ampiamente sopra i 10.000 spettatori per gara. Destinato probabilmente ad aumentare, perché nel ritorno giocheranno a Ferrara quasi tutte le big e quindi il tutto esaurito sarà probabile in più di ogni match. Finora un tifo incessante ha caratterizzato le gare al Mazza nelle quali sono arrivate anche le due uniche vittorie ottenute fino a questo punto in campionato contro Genoa e Udinese e anche i pareggi contro Crotone e Fiorentina. Otto dei dieci punti totali della formazione biancazzurra sono arrivati in casa.
C'è da dire però che anche fuori casa la Spal non è mai stata sola, veri e propri esodi hanno caratterizzato questa prima fase del campionato. Sicuramente anche con la complicità del calendario, che ha programmato una dopo l'altra le principali trasferte in casa delle corazzate che lottano per lo scudetto in stadi come San Siro, Allianz Stadium e Olimpico, la Spal fa registrare numeri che suscitano profonda invidia in altre latitudini. Si è iniziato in una calda serata estiva con oltre 1.500 persone assiepate sugli spalti dell'Olimpico per la sfida contro la Lazio e che hanno assistito al primo punto in classifica raccolto. Il calendario ha poi proposto un settembre da sogno con due partite a San Siro racchiuse nel giro di dieci giorni: in una domenica a pranzo molto favorevole dal punto di vista dell'organizzazione logistica erano circa 4.000 i tifosi biancazzurri nel terzo anello dello stadio per la partita contro l'Inter. Comunque considerevole anche il dato dei fedelissimi, circa 1.500, che sono ritornati a San Siro di mercoledì sera per tifare anche contro il Milan allora guidato da Montella.
In questo inizio scoppiettante non poteva mancare anche il “derbyssimo” di Bologna del 15 ottobre: e qui è al momento il record stagionale con oltre 4.500 spettatori al seguito. A Torino, nella serata infrasettimanale del 25 ottobre, era arduo fare di meglio ma 1.400 persone che si sono sobbarcate i tanti km per arrivare nel capoluogo di regione piemontese meritano solo elogi. Novembre ha visto calare il “tasso di prestigio delle trasferte”, però nemmeno a Bergamo sotto una pioggia battente (700 presenti) e a Verona, sponda Chievo, con la pioggia meno battente ma qui c'era la copertura (quasi 2.000 i presenti), la Spal non è stata mai sola. Fino alla trasferta numero due di Roma anche qui in un orario difficile, di venerdì pomeriggio alle 18.30, con quasi 700 presenti. Molte di queste trasferte hanno avuto un viaggio di ritorno molto amaro, alcune anche con rabbia per alcune decisioni arbitrali ma nulla è perduto. La salvezza è lì, c'è ancora tutto il tempo per giocarsela e per chi ha fatto le trasferte a Borgo San Lorenzo e Budrio prima, e poi Pontedera e Santarcangelo in serie, quello attuale rimane un sogno che nessun risultato può intaccare.
Andrea Tebaldi
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