La Bondi riparte In crescita e senza più limiti
Basket A2. La creatura estiva ha preso forma Con Rush recuperato potrà sfidare chiunque
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FERRARA. Eccola servita la Bondi dei desideri. Quella che Martelossi ha pensato durante l’estate e che, assieme al direttore sportivo Pasi e alla società, è stata costruita. Quella capace di vincere tre gare filate, superando Orzinuovi, vincendo la prima partita in trasferta niente meno che a Forlì e fermando il talento di Treviso. La stessa squadra che ha tenuto testa ai marziani di Trieste, pagando solo piccole disattenzioni, ma che ha imparato dai propri errori e che, fatti i conti con gli infortuni, ha finalmente iniziato quel processo di crescita che potrebbe portarla verso le mete desiderate.
Per ora la classifica racconta di una Bondi in piena zona playoff. Dieci punti non sono forse il bottino adeguato per una formazione che, dopo l’altalena iniziale e dopo aver sbattuto il muso contro le difficoltà di un campionato tanto bello quanto avvincente, ha mostrato finalmente il suo vero volto, trovandosi a propri agio anche a un livello tecnico molto elevato. I timori della vigilia sull’assetto tattico della squadra sono stati fugati da prestazioni convincenti e, col tempo, pure vincenti. Le vittorie, ma non solo quelle, hanno contribuito a creare fiducia all’interno della squadra ed entusiasmo sugli spalti. Dopo i mugugni iniziali, la squadra è stata capace di farsi amare dal proprio pubblico, mostrando un carattere e una determinazione che in alcuni frangenti erano stato insufficienti. L’ultima gara, quella persa con Trieste, ha dimostrato ancora una volta che se c’è una cosa che non manca alla Bondi è il carattere e la voglia di sbucciarsi le ginocchia. Anche contro un’avversaria di elevato spessore tecnico, la squadra di Martelossi ha giocato senza timori, riuscendo a reggere il campo anche nei momenti più difficili. Sono bastati cinque minuti di appannamento per vedere Trieste scappare via. Cinque minuti in cui gli avversari hanno fatto leva sul talento e su una panchina infinitamente più lunga, contro una Bondi a corto di energie. Ma ciò che lascia ben sperare è il fatto che questa squadra ha carattere da vendere. Dopo essere andata sotto nel punteggio, ha recuperato. E nel finale, quando Trieste è andata addirittura avanti di 10 lunghezze, ha avuto ancora la forza di reagire.
Per la Bondi questo dev’essere un punto di partenza, per affrontare senza paura la parte finale del girone d’andata. Recuperando pienamente Rush, Ferrara può legittimamente pensare a cinque gare in cui fare bottino, non perché gli avversari abbiano un livello tecnico più basso di quelli affrontati sin qui, ma perché la Bondi ha innescato un processo di crescita che la sta facendo migliorare partita dopo partita, acquisendo maggior consapevolezza dei propri mezzi. Come ha detto Martelossi dopo la sconfitta con Trieste, le gare da vincere per la Bondi sono altre, partendo dalla doppia trasferta di Verona e Roseto, in un mese di dicembre da affrontare con tanta concentrazione.
Mauro Cavina
Per ora la classifica racconta di una Bondi in piena zona playoff. Dieci punti non sono forse il bottino adeguato per una formazione che, dopo l’altalena iniziale e dopo aver sbattuto il muso contro le difficoltà di un campionato tanto bello quanto avvincente, ha mostrato finalmente il suo vero volto, trovandosi a propri agio anche a un livello tecnico molto elevato. I timori della vigilia sull’assetto tattico della squadra sono stati fugati da prestazioni convincenti e, col tempo, pure vincenti. Le vittorie, ma non solo quelle, hanno contribuito a creare fiducia all’interno della squadra ed entusiasmo sugli spalti. Dopo i mugugni iniziali, la squadra è stata capace di farsi amare dal proprio pubblico, mostrando un carattere e una determinazione che in alcuni frangenti erano stato insufficienti. L’ultima gara, quella persa con Trieste, ha dimostrato ancora una volta che se c’è una cosa che non manca alla Bondi è il carattere e la voglia di sbucciarsi le ginocchia. Anche contro un’avversaria di elevato spessore tecnico, la squadra di Martelossi ha giocato senza timori, riuscendo a reggere il campo anche nei momenti più difficili. Sono bastati cinque minuti di appannamento per vedere Trieste scappare via. Cinque minuti in cui gli avversari hanno fatto leva sul talento e su una panchina infinitamente più lunga, contro una Bondi a corto di energie. Ma ciò che lascia ben sperare è il fatto che questa squadra ha carattere da vendere. Dopo essere andata sotto nel punteggio, ha recuperato. E nel finale, quando Trieste è andata addirittura avanti di 10 lunghezze, ha avuto ancora la forza di reagire.
Per la Bondi questo dev’essere un punto di partenza, per affrontare senza paura la parte finale del girone d’andata. Recuperando pienamente Rush, Ferrara può legittimamente pensare a cinque gare in cui fare bottino, non perché gli avversari abbiano un livello tecnico più basso di quelli affrontati sin qui, ma perché la Bondi ha innescato un processo di crescita che la sta facendo migliorare partita dopo partita, acquisendo maggior consapevolezza dei propri mezzi. Come ha detto Martelossi dopo la sconfitta con Trieste, le gare da vincere per la Bondi sono altre, partendo dalla doppia trasferta di Verona e Roseto, in un mese di dicembre da affrontare con tanta concentrazione.
Mauro Cavina
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