«Lavoro, mentalità e un bunker difensivo L’Argentana ora c’è»
Eccellenza. Amadori svela i segreti dei granata Una rinascita targata Rambaldi e voluta da tutti
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ARGENTA. Non si ferma più il cammino di questa sempre più sorprendente Argentana targata Sergio Rambaldi. I granata, con la vittoria di domenica a Faenza, hanno toccato quota 22 punti, con cinque vittorie nelle ultime sei partite. Pura utopia se, con la macchina del tempo, si torna indietro di un paio di mesi, quando solo il successo contro lo spacciato Real San Lazzaro regalava i primi tre punti a un tormentato avvio di stagione.
Premesso che anche la dea bendata, ultimamente, sta strizzando l’occhio alla formazione granata, due sono sicuramente le note più liete delle ultime settimane. In primo luogo, dopo essersi sbloccato, capitan Pagani non sembra volersi più fermare. Il numero 10 argentano sta trascinando i suoi a suon di gol, assist e giocate da vero leader, elementi che sono mancati nel primo mese di stagione. In secondo luogo, mister Rambaldi ha costruito un vero bunker nelle retrovie, con appena un gol subito (tra l’altro inutile sul 3-0) nelle ultime sei uscite. Cambiano gli interpreti, ma non il risultato: Amadori, Alberi, Alpi, Brandolini e, talvolta, Saletti, con la preziosa collaborazione della rivelazione Piovaccari tra i pali, hanno eretto un muro invalicabile per tutti, utile a portare in dote numerosi punti.
Con le sue prestazioni, la sua tranquillità, la sua esperienza, il suo carisma, Nicolas Amadori è ormai da anni il perno della difesa dell’Argentana, protagonista anche domenica a Faenza contro gli ex di assoluto valore Negrini e Grazhdani: «È stata una bella vittoria, sofferta, in casa di una squadra molto difficile da battere, perché davanti sono ben attrezzati. Abbiamo preso un ritmo positivo, dopo un avvio non dei migliori. Credo sia stato fondamentale prendere confidenza con i nostri mezzi, conoscendoci meglio con i nuovi compagni».
Mister Rambaldi, in questo senso, ha avuto un ruolo fondamentale: «Sì, è cambiata la metodologia di allenamento - conferma Amadori -, ma con questo non voglio dire che quella precedente fosse sbagliata. Con Rambaldi siamo tornati a un metodo di lavoro più vecchio, ma che sta dando i suoi frutti. Grazie ai suoi allenamenti e alla nostra mentalità abbiamo trovato il matrimonio perfetto».
Amadori è soddisfatto del rendimento del suo reparto, ma non fa proclami: «Devo dire che, con la linea difensiva formata dai “vecchietti”, abbiamo trovato il giusto affiatamento, ma è importante il lavoro che fa tutta la squadra. Come ripete sempre il mister, pensiamo partita dopo partita, sapendo benissimo che, nel ritorno, molte squadre si saranno rinforzate e troveremo nuove difficoltà».
Daniele Carnaroli
Premesso che anche la dea bendata, ultimamente, sta strizzando l’occhio alla formazione granata, due sono sicuramente le note più liete delle ultime settimane. In primo luogo, dopo essersi sbloccato, capitan Pagani non sembra volersi più fermare. Il numero 10 argentano sta trascinando i suoi a suon di gol, assist e giocate da vero leader, elementi che sono mancati nel primo mese di stagione. In secondo luogo, mister Rambaldi ha costruito un vero bunker nelle retrovie, con appena un gol subito (tra l’altro inutile sul 3-0) nelle ultime sei uscite. Cambiano gli interpreti, ma non il risultato: Amadori, Alberi, Alpi, Brandolini e, talvolta, Saletti, con la preziosa collaborazione della rivelazione Piovaccari tra i pali, hanno eretto un muro invalicabile per tutti, utile a portare in dote numerosi punti.
Con le sue prestazioni, la sua tranquillità, la sua esperienza, il suo carisma, Nicolas Amadori è ormai da anni il perno della difesa dell’Argentana, protagonista anche domenica a Faenza contro gli ex di assoluto valore Negrini e Grazhdani: «È stata una bella vittoria, sofferta, in casa di una squadra molto difficile da battere, perché davanti sono ben attrezzati. Abbiamo preso un ritmo positivo, dopo un avvio non dei migliori. Credo sia stato fondamentale prendere confidenza con i nostri mezzi, conoscendoci meglio con i nuovi compagni».
Mister Rambaldi, in questo senso, ha avuto un ruolo fondamentale: «Sì, è cambiata la metodologia di allenamento - conferma Amadori -, ma con questo non voglio dire che quella precedente fosse sbagliata. Con Rambaldi siamo tornati a un metodo di lavoro più vecchio, ma che sta dando i suoi frutti. Grazie ai suoi allenamenti e alla nostra mentalità abbiamo trovato il matrimonio perfetto».
Amadori è soddisfatto del rendimento del suo reparto, ma non fa proclami: «Devo dire che, con la linea difensiva formata dai “vecchietti”, abbiamo trovato il giusto affiatamento, ma è importante il lavoro che fa tutta la squadra. Come ripete sempre il mister, pensiamo partita dopo partita, sapendo benissimo che, nel ritorno, molte squadre si saranno rinforzate e troveremo nuove difficoltà».
Daniele Carnaroli
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