Milan in crisi nera, Gattuso cambia modulo
Contro il Bologna possibile 4-3-3, squadra alla ricerca di un’anima dopo la figuraccia in Croazia
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MILANO. La cura Gattuso non sta dando i risultati sperati da Fassone e Mirabelli: il Milan resta il paziente zero di un male oscuro. Lo dicono le prestazioni scadenti, lo confermano i risultati mediocri: i titolari regalano il primo storico punto in campionato al Benevento, le seconde linee - in quella che Gattuso ha definito senza mezzi termini «una figuraccia» - perdono l'imbattibilità in Europa League contro il Rijeka e la situazione si fa sempre più grave. La stagione della sbandierata rinascita dopo il passaggio di proprietà, l'azzeramento del Milan di Berlusconi e un mercato di opulenza grazie al prestito del fondo Elliott si sta trasformando in una lenta ma inesorabile agonia: l'esonero di Montella non ha dato la scossa e nemmeno la promozione dalla Primavera di un simbolo come Gattuso ha ancora saputo infondere adrenalina e orgoglio nel cuore del giocatori. Nulla sembra cambiato negli ultimi 10 turbolenti giorni, sebbene gli allenamenti siano più intensi. Ma proprio dal passato il nuovo tecnico pare intenzionato a ricominciare: se dopo l'umiliante sconfitta contro la Lazio il suo predecessore era passato alla difesa a tre, ecco che un'altra sconfitta bruciante porta ad un nuovo cambio di modulo. Gattuso infatti nell'allenamento di ieri mattina ha provato il 4-3-3 che l'anno scorso aveva donato identità, l'ultimo trofeo dell'era Berlusconi (da sempre contrario alla difesa a tre) e il ritorno in Europa dopo 4 anni. Una mossa a sorpresa, testata già nell'ultimo quarto d'ora anche contro il Rijeka, che sconfessa le dichiarazioni rilasciate da Gattuso nel giorno della sua presentazione alla stampa («giocheremo con la difesa a tre e un centrocampo a quattro, davanti poi vedremo») e parte del mercato fatto in estate da Mirabelli.
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