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«Soffrire è normale La Spal si salverà»

di Paolo Negri
«Soffrire è normale La Spal si salverà»

Il doppio ex: servono equilibrio, serenità ed entusiasmo

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FERRARA. «Quando ho visto le foto della maglia celebrativa per i 110 anni del club, mi sono venuti i brividi».

Parole e musica di Aladino Valoti, che ieri mattina era chiaramente emozionato. Domani sarà al “Paolo Mazza” per assistere a Spal-Verona. Una presenza, la sua, dettata da tre motivi:

«La società ha avuto la gentilezza di invitarmi alla festa che ci sarà prima del match. Poi ho giocato sia in biancazzurro che con l’Hellas. E poi... via, lo sapete, nel Verona c’è mio figlio Mattia. Diciamo che le celebrazioni dei 110 anni della Spal non potevano cadere in un’occasione migliore di questa».

Valoti ha vissuto la sua esperienza ferrarese quando aveva 21 anni, nella stagione 1987/88, mentre in gialloblù è stato per due stagioni. Tra le numerose squadre della sua carriera va annoverato anche il Crotone, per cui oggi Aladino guarda con interesse alla lotta-salvezza che in serie A coinvolge - tra gli altri - ben tre dei suoi vecchi club. Lo fa con l’occhio dell’appassionato ed anche con quello dell’addetto ai lavori, del manager, visto che dopo le esperienze con Albinoleffe e Cosenza la scorsa estate ha firmato un contratto triennale come direttore sportivo del Sudtirol, in serie C. Nel frattempo, attende con impazienza la giornata di domani:

«Davvero, non vedo l’ora. Porterò anche il mio piccolino, Alessandro: ha 9 anni, comincia a giocare e gli piace infinitamente. Impazzisce per Mattia, il fratello è il suo grande idolo. Non so se diventerà un calciatore, ma la passione è infinita ed a casa è... circondato: non ha scampo!».

Valoti, la Spal celebra i 110 anni e l’ha invitata, uno dei tanti amati ex che faranno passerella prima della partita.

«Un gesto elegante e di grande sensibilità che ho apprezzato, che mi ha fatto infinito piacere. Una bellissima iniziativa. Ho già sentito tanti amici che ci saranno, da Paradiso a Profumo, da Colombo a Primizio. Sarà emozionante ritrovarsi tutti. Per fortuna giochiamo domani (oggi, il riferimento è al Sudtirol impegnato alle 14.30 in casa contro il Ravenna; ndr) così non avrò problemi ad essere a Ferrara».

Diceva che ha visto le foto della maglia storica che verrà indossata dalla Spal per l’occasione.

«Sì, e confermo che non mi ha lasciato insensibile. È bellissima, inoltre è molto simile a quella che ho vestito nell’87/88. Non giocavamo con la maglia a righine ma con quella azzurra a maniche bianche, stilisticamente la più vicina a quella che verrà indossata contro il Verona e che richiama la casacca degli anni ’50. Un’emozione in più».

Parliamo della partita.

«Intanto dico che è bellissimo vedere la Spal in serie A. Ferrara se lo merita».

Ha visto giocare i biancazzurri?

«Sì, ma non dal vivo. Non ho dubbi nell’affermare che alla squadra manca qualche punticino. Penso alle partite con l’Atalanta e col Chievo, ad esempio».

Adesso è un momento un po’ di turbolenze.

«Mah... È normale che una neo-promossa come la Spal viva un periodo di sofferenza in serie A. L’ambiente deve restare sereno e far passare un messaggio semplice: la squadra può giocarsela tranquillamente, per la salvezza è in corsa e ci resterà, anche meglio di tutte le altre quattro o cinque formazioni coinvolte in questo discorso».

La Spal viene da due sconfitte consecutive, tre considerando anche quella con il Cittadella e la conseguente eliminazione dalla Coppa Italia.

«Nulla di scandaloso, capita, in A è facile perderne due o tre di fila. Servono equilibri e motivazioni, lucidità e serenità. Società e ambiente devono continuare a portare entusiasmo, a cavalcarlo. Restare in serie A, per la Spal, equivarrebbe a vincere lo scudetto oppure a qualificarsi per la Champions».

Meglio la Spal o il Verona?

«L’Hellas l’ho visto anche dalle tribune, più di una volta. Complessivamente ha forse qualcosa in meno della Spal, però ha raggiunto la forza della consapevolezza che la permanenza in categoria può passare anche dall’ultimo minuto dell’ultima giornata di campionato. Sta capendo cosa significa lottare per questo obiettivo».

La Spal, invece, no?

«Non sto dicendo questo. La Spal ha avuto un bell’inizio, adesso è un po’ più in difficoltà. Però possiede tutte le carte in regola per salvarsi».

Suo figlio Mattia domani giocherà dall’inizio?

«Ah, questo non lo so proprio. Non l’ho nemmeno sentito».

Ecco, se lo sente gli dica di stare calmo, di non fare come nella sfida del settembre 2016: due gol e un assist...

«È sempre calmo. A Verona sono contenti di lui, peccato che a Reggio col Sassuolo abbia sbagliato due gol: in un’occasione ha fatto un intervento clamoroso il portiere, sull’altra non è stato bravo lui. Ma sta andando bene».

Un pronostico per questa sfida-salvezza?

«Mi astengo. Ma sarà una gara equilibrata. Ripeto solo la mia convinzione: la Spal ha tutto per salvarsi».

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