Spal, contro il Verona servono cuore e coraggio/LA DIRETTA
Il via alle 15: i tre punti pesano per classifica e morale I 110 anni biancazzurri festeggiati proprio nel big match
FERRARA. Il terzo Natale consecutivo a Ferrara di mister Semplici, non cade in un pomeriggio banale. Alle 15 al Mazza, la sua Spal riceve il Verona per un duello dal ruvido sapor di salvezza.
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I cui riflessi si riverberano non solo sulla classifica (giallobù penultimi a quota 9, biancazzurri appena un gradino sopra con 10 punti), ma soprattutto sull’aspetto psicologico: un ko avrebbe ricadute rovinose in termini di ambiente ed autostima.
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La Spal se la gioca con il massimo dei vantaggi possibili in questo momento: ha goduto di più giorni di riposo rispetto ai rivali (estensi in campo venerdì 1 a Roma, Hellas lunedì 4 col Genoa), recupera un paio di pedine (Salamon ed Antenucci; rivali senza Zuculini e con Pazzini zoppicante), potrà contare sull’appoggio del fortino amico. Semplici si ritrova su una panchina del Mazza col fuoco che arde. L’8 dicembre del 2014 prende il posto di Oscar Brevi, l’avventura sarà lunga e felice. Quel giorno però finì malissimo: la Carrarese espugnò Ferrara (0-2) e Spal sull’orlo della retrocessione in Seconda Divisione. Sibilarono fischi come pallottole. «La partenza non è stata esaltante - dice spesso Semplici -: uscii tra la contestazione». Che in realtà non era rivolta a lui: era rabbia per una situazione da tempesta.
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Il sole è arrivato rapido e i nasi storti si sono trasformati in applausi. Il 4º posto con playoff sfiorato, la promozione in B. Il salto nella massima serie. Il terzo anniversario da nocchiero biancazzurro, cade nel giorno in cui la Spal festeggia i 110 anni di storia. Simbolico, forse. Di certo, alle 15, non ci sarà gran spazio per il divertimento puro. Si preannuncia una partita da trincea, tesa e bollente. Non a caso affidata ad un arbitro di spessore internazionale quale Rocchi. Sia estensi che scaligeri, negli ultimi tempi, qualcosina tra Var e “fischietti” avrebbero da dire. L’anno scorso si sono inaspettatamente ritrovare fiere rivali per il salto di categoria. Verona invero gran favorita, poi a lungo in crisi e promozione acciuffata all’ultimo. Spal abile a navigare nell’ombra, poi a sorpassare e a non farsi raggiungere. Tanto che Luca Toni, all’epoca dirigente gialloblù, finì col dire: «La vera impresa è stata della Spal, il Verona ha solo fatto il suo dovere».
Ora, rieccole a duellare per cibo e acqua. E se per Ferrara era tutto prevedibile, in casa Hellas si aspettavano qualcosa di più. Altrimenti non prendi Cerci e ingaggi Cassano (poi rapidamente fuggito da Giulietta & c.); non confermi i costosi big quali Pazzini o Romulo. Di rovescio in rovescio, la truppa di Pecchia non è mai stata sopra la linea di galleggiamento. Pareva in ripresa dopo aver vinto in casa del Sassuolo due settimane fa, invece... Segna poco (una rete in meno della Spal, già stitica di suo) e subisce una valanga di gol: con 30 ha la seconda peggior retroguardia del campionato davanti solo al Benevento (36). Fragile come cristallo l’anima gialloblù.
La Spal sembrava invece avere capito tanto. Un mini filotto positivo (vittoria col Genoa, pari con Atalanta e Fiorentina), poi s’è buttata via. Regalato il secondo tempo al Bentegodi col Chievo, sballottata in Coppa dal Cittadella (non avere gli impicci extra campionato però non pare malaccio), spazzata dal vento romanista. I ragazzi estensi hanno regalato troppi punticini in giro, è l’ora di essere concreti e il confronto diretto risulta l’opzione migliore per ridare linfa al morale. Semplici ha la spina di una difesa non corazzata come servirebbe. Oggi è atteso Salamon dopo la frattura allo zigomo, dovrebbe essere confermato Cremonesi a sinistra (Vaisanen non attraversa il miglior momento). A centrocampo è opportuno il rientro di Schiattarella, a sinistra dubbio tra il fedelissimo Mora e Grassi. E se invece si volesse spavalderia, ecco Rizzo. Davanti Paloschi blindatissimo, probabile il talentuoso Floccari al fianco. Antenucci pronto dopo l’infortunio però non ha i 90’. In attesa che Borriello esca dal suo torpore. Ah, Marco al Verona non ha mai segnato. Chissà che oggi non arrivi una prova tutta rock.
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