Doppio Semplici difesa e attacco «C’è carattere»
di Marco Nagliati
Il tecnico ammette gli errori e poi rilancia La Spal ha giocatori che non mollano mai
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FERRARA. Le scelte. Il modulo. La curva: “Noi vogliamo gente che lotta”. Una domenica da montagne russe tagliata dal vento gelido di un faccia a faccia salvezza. Che, alla fine, non si capisce come digerire. È il gusto agrodolce di un confronto diretto. La Spal parte con gamba e voglia, si batte: le dà e le prende. Poi, il solito errore. Il Verona colpisce, va sul doppio vantaggio. Esplode la rabbia popolare, eventi rarissimi alle latitudini ferraresi. Dura un soffio. Perché la Spal smarrita si rivitalizza con gli innesti di Floccari e Schiattarella, butta il cuore nella partita. Due pali, una rete annullata. Il pareggio sul fluire di un match che diventa flipper. Il rischio di buscare il 2-3, l’urlo strozzato per un possibile 3-2 scagliato da Floccari e rintuzzato dal muro gialloblù. In sala stampa tanti discorsi, mille riflessioni. Massì, quelle: perché Schiattarella in panchina? Perché Borriello titolare? Semplici arriva: ha perso anni di vita? Un sorriso. Cambi decisivi? Altro sorriso. Dunque? «La carta decisiva è stato il carattere (quello che il presidente Mattioli aveva annotato mancante dopo il ko di coppa col Cittadella; ndr). La voglia di non mollare mai, più che gli interpreti. La squadra ha lottato e meritato il punto. Tra l’altro, nel primo tempo, si poteva passare in vantaggio».
Invece... «Poi succede quanto già accaduto altre volte - amplia l’analisi Semplici -: ci mettiamo noi stessi in difficoltà. Una palla persa, un tocco sbagliato... Errori dei singoli e di reparto, c’è un po’ di tutto. Chiaro che nelle condizioni in cui siamo rialzarsi diventa più complicato. Però il gruppo è stato bravo: i ragazzi li elogio per come hanno rimesso in piedi una partita che s’era fatta estremamente complicata».
Dunque, quale sapore porta con sé questo pari? Ecco il tecnico spallino: «Amaro perché fino alla prima rete del Verona eravamo in piena corsa per vincere. Potevamo passare in vantaggio, ci è mancato solo il gol. Poi è arrivato il rigore e tutto è diventato salita. Ma alla fine ho visto una squadra mostrare qualità determinanti: rispetto della maglia, volontà e forza per non arrendersi mai. Credo che il Verona sia passato soltanto su nostre palle perse e loro ripartenze».
«Insomma, alla fine penso che ci sia stato solo qualche errore di troppo che ha condizionato la nostra gara, che giudico buona. Poi, vista la nostra classifica, tutto si fa più complicato sotto il profilo psicologico».
Anche ieri è stata scelta la coppia Paloschi-Borriello, finora apparsa la meno affiatata. Forse tecnicamente quella meno adatta a stare assieme. Con Paloschi, per dire, dialogano tanto meglio Floccari o Antenucci. Semplici non la vede così: «In realtà penso invece che tutti gli attaccanti che abbiamo possano giocare assieme. Poi qualche giornata storta ci può stare, ma non è figlia di un presunto assortimento sbagliato. Davanti ho giocatori bravi, quando devo formare la formazione guardo a diversi fattori: che tipo di settimana è stata fatta in allenamento, qual è la condizione fisica. Floccari è stato fuori a lungo per infortunio, contro il Cittadella è stato in campo tutta la gara ma nelle previsioni non avrebbe dovuto giocare i 90’. Con il Verona è entrato bene. E Antenucci era al rientro, a sua volta reduce da un infortunio. Comunque, voglio ribadirlo: se siamo qui è merito di tutti. Sappiamo qual è il nostro percorso: noi ci crediamo e vogliamo arrivare là». Nella valle dell’Eden.
Invece... «Poi succede quanto già accaduto altre volte - amplia l’analisi Semplici -: ci mettiamo noi stessi in difficoltà. Una palla persa, un tocco sbagliato... Errori dei singoli e di reparto, c’è un po’ di tutto. Chiaro che nelle condizioni in cui siamo rialzarsi diventa più complicato. Però il gruppo è stato bravo: i ragazzi li elogio per come hanno rimesso in piedi una partita che s’era fatta estremamente complicata».
Dunque, quale sapore porta con sé questo pari? Ecco il tecnico spallino: «Amaro perché fino alla prima rete del Verona eravamo in piena corsa per vincere. Potevamo passare in vantaggio, ci è mancato solo il gol. Poi è arrivato il rigore e tutto è diventato salita. Ma alla fine ho visto una squadra mostrare qualità determinanti: rispetto della maglia, volontà e forza per non arrendersi mai. Credo che il Verona sia passato soltanto su nostre palle perse e loro ripartenze».
«Insomma, alla fine penso che ci sia stato solo qualche errore di troppo che ha condizionato la nostra gara, che giudico buona. Poi, vista la nostra classifica, tutto si fa più complicato sotto il profilo psicologico».
Anche ieri è stata scelta la coppia Paloschi-Borriello, finora apparsa la meno affiatata. Forse tecnicamente quella meno adatta a stare assieme. Con Paloschi, per dire, dialogano tanto meglio Floccari o Antenucci. Semplici non la vede così: «In realtà penso invece che tutti gli attaccanti che abbiamo possano giocare assieme. Poi qualche giornata storta ci può stare, ma non è figlia di un presunto assortimento sbagliato. Davanti ho giocatori bravi, quando devo formare la formazione guardo a diversi fattori: che tipo di settimana è stata fatta in allenamento, qual è la condizione fisica. Floccari è stato fuori a lungo per infortunio, contro il Cittadella è stato in campo tutta la gara ma nelle previsioni non avrebbe dovuto giocare i 90’. Con il Verona è entrato bene. E Antenucci era al rientro, a sua volta reduce da un infortunio. Comunque, voglio ribadirlo: se siamo qui è merito di tutti. Sappiamo qual è il nostro percorso: noi ci crediamo e vogliamo arrivare là». Nella valle dell’Eden.
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