La curva fischia Borriello, un pomeriggio di fuoco
La punta è titolare: gioca sottotono e sul cambio applaude ironicamente i tifosi. A fine gara interviene l’allenatore: «Ci salviamo solo restando tutti uniti»
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FERRARA. Così glamour, così social. Così appassionato di moda e con svariati e crescenti interessi fuori dal calcio. Marco Borriello è uomo esperto, scafato: sa che fino a quando la sua professione principale è quella di prendere a calci un pallone, quello rimane il metro di giudizio popolare. Se giochi bene e segni, puoi esibire una dimensione da red carpet senza che qualcuno ti rinfacci un solo passo. Se invece sembri macchinoso e lento, impacciato e fuori contesto mentre corricchi su un prato verde la gente ti presenta il conto. Regole ruvide, forse. Ma che appartengono alla legge dei tempi. Borriello ha già attraversato tempeste mediatiche, reagisce a testa alta e difficilmente se ne farà condizionare.
Però, ieri al Mazza, è accaduto qualcosa di insolito. Perché se c’è una cosa che distingue la Curva biancazzurra da tutte le altre è la difesa a spada tratta dei calciatori che indossano la casacca della beneamata. Mai c’è reprimenda al singolo. Figurarsi ieri, quando le maglie erano quelle storiche. Eppure è accaduto: Borriello è stato aspramente fischiato. Al momento del cambio, dopo una prestazione opaca come troppe altre, la gente sospira un “finalmente”: inneggia all’entrante Floccari, rumoreggia verso l’uscente Borriello. Mentre si avvicina alla panchina, il “ventidue” spallino applaude ironicamente la Curva.
Fine gara, la squadra va a salutare i tifosi: Borriello rimane un filo dietro ed è contestato. Inequivocabilmente. In sala stampa, mister Semplici mette i puntini sulle “i”: «A questo proposito volevo dire qualcosa io - interviene con piglio -; se si fischia un giocatore non si contesta il singolo o l’allenatore, bensì tutta la Spal. Se siamo arrivati in serie A e siamo in corsa salvezza lo abbiamo fatto tutti assieme, uniti. La nostra forza è sempre stata questa: la compattezza per centrare l’obiettivo. So che magari non è facile, ma tutti devono andare oltre. Squadra, staff, società e città: uniti nella stessa direzione. Se vogliamo salvarci non dobbiamo farci del male da soli».
Semplici si ferma un secondo. Appena uno. Poi ribadisce il concetto: «Certo che abbiamo dei limiti, ma se rimaniamo assieme si possono superare».
Rimane un neo, non di poco conto. Finora Borriello non ha mai dato la sensazione di essere davvero “dentro” al mondo Spal. Una sola rete (il 27 agosto a Ferrara con l’Udinese), poi poco altro. È il piglio mancante, probabilmente, che rimane indigesto alla folla. La stessa società, di recente ha chiesto maggiore rendimento da coloro che hanno carisma e sono costati tanto. Semplici replica: «I nostri allenamenti sono “abbastanza” aperti, venite a vedere come lavora Borriello. Vedrete che si impegna al massimo come tutti i compagni. Marco è un vero professionista». (m.na.)
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