«Noi vogliamo gente che lotta» Il coro dà la sveglia
Il popolo biancazzurro incita e sprona la squadra Scappano anche fischi e slogan. Ma alla fine sono applausi
2 MINUTI DI LETTURA
FERRARA. Il freddo di dicembre e un grigio pomeriggio hanno accompagnato il popolo estense alla partita salvezza contro l’Hellas Verona. Gara inserita nel contesto dell’anniversario dei 110 anni di storia biancazzurra. I tifosi presenti hanno gremito gli spalti del “Mazza” con congruo anticipo solo nel settore della curva Ovest. Il “popolo” ha risposto positivamente all’iniziativa di portare una bandiera biancazzurra per colorare lo stadio. Conseguente colpo d’occhio speciale. Tra le centinaia di vessilli, anche il bandierone raffigurante Federico Aldrovandi, tornato al suo posto, nel cuore della curva. Assiepati nel settore ospiti anche circa 700 sostenitori scaligeri posizionati dietro i propri stendardi gialloblù. Squadre in campo sulle note di “Biancazzurro è il colore che amo...”, con la Spal che sfoggia la bellissima maglia storica e nella prima frazione riceve da dietro la spinta della Ovest. I boati di sostegno partono a gran voce. Ci si prova a scaldare dal freddo in tutti i modi. Non mancano i reciproci scambi di “complimenti” tra le due tifoserie, non propriamente amiche.
In campo la gara è equilibrata, la Spal ha qualche buona occasione e il pubblico si esalta con un bellissimo “Segna per noi, vogliamo vincere”. L’incitamento è continuo, massiccio e costante. I cori si placano solo per qualche secondo quando il Verona entra nell’area di rigore spallina. Poi il concerto sugli spalti riparte, fino all’intervallo.
Nella ripresa il freddo è ancora più pungente, ma quel che succede in campo fino al triplice fischio distrae dalle condizioni climatiche. Il Verona avanti di due gol. Il pubblico ferrarese continua il suo incitamento ma manifesta anche il proprio dissenso. “Noi vogliamo gente che lotta” e l’invito a tirar fuori gli attributi arrivano molto chiari. Borriello viene sostituito e piovono fischi. L’attaccante risponde con un applauso forse ironico verso la curva. Un altro messaggio chiaro è dato dal coro “Onorate i nostri colori”. La squadra con Floccari e Antenucci si sveglia. Grassi colpisce due pali e nel finale la squadra riacciuffa il match in una maniera incredibile, ma meritata. Prima del triplice fischio viene osannato il rientrante Antenucci con un coro, mentre al termine i tifosi contestano Borriello.
Alessio Duatti
In campo la gara è equilibrata, la Spal ha qualche buona occasione e il pubblico si esalta con un bellissimo “Segna per noi, vogliamo vincere”. L’incitamento è continuo, massiccio e costante. I cori si placano solo per qualche secondo quando il Verona entra nell’area di rigore spallina. Poi il concerto sugli spalti riparte, fino all’intervallo.
Nella ripresa il freddo è ancora più pungente, ma quel che succede in campo fino al triplice fischio distrae dalle condizioni climatiche. Il Verona avanti di due gol. Il pubblico ferrarese continua il suo incitamento ma manifesta anche il proprio dissenso. “Noi vogliamo gente che lotta” e l’invito a tirar fuori gli attributi arrivano molto chiari. Borriello viene sostituito e piovono fischi. L’attaccante risponde con un applauso forse ironico verso la curva. Un altro messaggio chiaro è dato dal coro “Onorate i nostri colori”. La squadra con Floccari e Antenucci si sveglia. Grassi colpisce due pali e nel finale la squadra riacciuffa il match in una maniera incredibile, ma meritata. Prima del triplice fischio viene osannato il rientrante Antenucci con un coro, mentre al termine i tifosi contestano Borriello.
Alessio Duatti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
