La Baltur capolista inizia a pensare anche alla Coppa
Centrata la qualificazione alla manifestazione della Lega B L’unico neo è l’infortunio di Piunti: fuori almeno un mese
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CENTO. Primo obiettivo matematicamente raggiunto. Con due giornate di anticipo, la Baltur approda alle finali di coppa Italia di categoria in programma a marzo 2018 a Jesi. Determinante la vittoria di domenica su Rimini, oltre al contestuale scivolone di Lecco a Desio. Ora la Baltur, in caso di due sconfitte (ipotesi abbastanza improbabile visto il ruolino di marcia fin qui tenuto) potrebbe essere raggiunta eventualmente da Lecco, ma con lo scontro diretto a favore di Vico e compagni.
«Ce lo siamo meritati - esclama D’Alessandro -: era uno dei nostri obiettivi fin dall’inizio della stagione, ma non deve finire qui. Vogliamo arrivarci da primi, lo meriteremmo per il campionato che stiamo disputando. Per me è un’esperienza nuova, così come per Chiera e Pasqualin. È una bella cosa, non è vero che non conta niente. Immagino che la manifestazione verrà seguita da tanti a livello nazionale, ci sarà una gran platea, una bella occasione per mettersi in mostra. Esserci arrivati è una gran soddisfazione».
Contro Rimini, domenica, la Baltur è andata a corrente alternata; un grandissimo impatto con tutte le bocche da fuoco già a referto in una partita che pareva un massacro. Poi 15’ di buio, forse un po’ di appagamento con tanto di sorpasso di Rimini, passata da “-22” a “+4”. Finché si è nuovamente riaccesa la luce (con i titolari in campo) e chiusura in scioltezza. «Abbiamo fatto la stessa partita di qualche giorno prima contro Palermo, commettendo lo stesso errore e cioè staccata la spina un po’ troppo presto - dice D’Alessandro -; solo che Rimini non è Palermo. L’impatto è stato ottimo, il vantaggio subito importante. Ci siamo seduti e loro hanno rimontato. Poi per fortuna siamo tornati a giocare come sappiamo e l’abbiamo vinta anche con un buon margine».
D’Alessandro a suon di prestazioni è ormai stabile in quintetto. In quel ruolo (ala piccola) ha un futuro. Perché dei due metri così pericolosi da oltre il perimetro ce ne sono pochi in serie B: «A questo primo traguardo penso di aver contribuito pure io, sono contento anche del mio rendimento; ma tutta la squadra ha ormai acquisito la giusta alchimia per puntare in alto. Sto tirando male da tre? Il tiro è un mio punto di forza, non mi preoccupa il fatto di avere percentuali inferiori rispetto all’anno scorso. Mi sa che sia una questione mentale, tutto qui». Momento sì rovinato però da una brutta notizia: più lunghi del previsto i tempi di recupero per Giorgio Piunti, strappato all’adduttore prima della partita di domenica. Impossibile rivederlo in campo prima di un mese.
Simone Gagliardi
«Ce lo siamo meritati - esclama D’Alessandro -: era uno dei nostri obiettivi fin dall’inizio della stagione, ma non deve finire qui. Vogliamo arrivarci da primi, lo meriteremmo per il campionato che stiamo disputando. Per me è un’esperienza nuova, così come per Chiera e Pasqualin. È una bella cosa, non è vero che non conta niente. Immagino che la manifestazione verrà seguita da tanti a livello nazionale, ci sarà una gran platea, una bella occasione per mettersi in mostra. Esserci arrivati è una gran soddisfazione».
Contro Rimini, domenica, la Baltur è andata a corrente alternata; un grandissimo impatto con tutte le bocche da fuoco già a referto in una partita che pareva un massacro. Poi 15’ di buio, forse un po’ di appagamento con tanto di sorpasso di Rimini, passata da “-22” a “+4”. Finché si è nuovamente riaccesa la luce (con i titolari in campo) e chiusura in scioltezza. «Abbiamo fatto la stessa partita di qualche giorno prima contro Palermo, commettendo lo stesso errore e cioè staccata la spina un po’ troppo presto - dice D’Alessandro -; solo che Rimini non è Palermo. L’impatto è stato ottimo, il vantaggio subito importante. Ci siamo seduti e loro hanno rimontato. Poi per fortuna siamo tornati a giocare come sappiamo e l’abbiamo vinta anche con un buon margine».
D’Alessandro a suon di prestazioni è ormai stabile in quintetto. In quel ruolo (ala piccola) ha un futuro. Perché dei due metri così pericolosi da oltre il perimetro ce ne sono pochi in serie B: «A questo primo traguardo penso di aver contribuito pure io, sono contento anche del mio rendimento; ma tutta la squadra ha ormai acquisito la giusta alchimia per puntare in alto. Sto tirando male da tre? Il tiro è un mio punto di forza, non mi preoccupa il fatto di avere percentuali inferiori rispetto all’anno scorso. Mi sa che sia una questione mentale, tutto qui». Momento sì rovinato però da una brutta notizia: più lunghi del previsto i tempi di recupero per Giorgio Piunti, strappato all’adduttore prima della partita di domenica. Impossibile rivederlo in campo prima di un mese.
Simone Gagliardi
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