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promozione - variazioni tattiche con difesa a “quattro” 

La Portuense cambia modulo e si scopre ancora più incisiva

La Portuense cambia modulo e si scopre ancora più incisiva

PORTOMAGGIORE. Con l'Anzolavino è stata una partita equilibrata. Poteva finire in pareggio o poteva vincere una delle due. Non è stata una questione di episodi: l'unica cosa storta dei bolognesi era...

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PORTOMAGGIORE. Con l'Anzolavino è stata una partita equilibrata. Poteva finire in pareggio o poteva vincere una delle due. Non è stata una questione di episodi: l'unica cosa storta dei bolognesi era la seconda maglia, di un terribile giallo evidenziatore. Ed è per questo che la vittoria di misura della Portuense prende maggiore valore: c'è la sensazione che sia stata una vittoria meritata e giunta attraverso il gioco, non maturata per un colpo di fortuna. Ed ottenuta contro una squadra di valore.

Sensazione importante, quella di aver ottenuto in ragione di quanto dato.

Mister Buriani ha abbandonato la difesa a tre, proponendo una retroguardia a quattro in linea con Braiati a far da scudo avanzato e da primo propulsore, ma senza mai rinunciare a costruire sin dalla difesa, vero marchio di fabbrica della mentalità propositiva rossonera.

«Ci pensavo da un po’ - ha detto mister Buriani -: il modulo non deve diventare l'unica cosa da seguire». Centrocampo a rombo, con elementi capaci di costruire oltre che di limitare gli avversari. Vertice basso Braiati, vertice alto Maione; Demchenko a sinistra e Saugo a destra: uomini solidi, di buona od ottima tecnica e di valida capacità in copertura. Il solo fatto di aver inserito Karapici in avanti, oltre a togliere peso dalle spalle di Corbino, ora garantisce la possibilità di allungare e restringere la squadra. Capiamoci: con la difesa a tre e due laterali alti, la squadra occupa benissimo il campo nel senso della larghezza, e non lascia spazio, ma è costretta alla manovra aggirante che però non può concludere con traversoni a causa di scarsa potenza e statura sotto porta ma puntando alla linea di fondo o alla triangolazione.

Karapici è un velocista, non uomo di potenza in elevazione, quindi cambia apparentemente poco: resta l'affidabilità difensiva, però aumenta la capacità di verticalizzazione per linee interne e la possibilità di scambio ed inserimento su tutto il fronte offensivo.

I segnali visti contro l'Anzolavino sono stati estremamente positivi e c'è subito, all'ultima di andata prima del giro di boa, una prova importante, contro la solida Copparese. Poi c'è tutto un girone di ritorno da affrontare con molte certezze e con una nuova consapevolezza. (a.b.)

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