Lampo di Pagani e l’Argentana trova un altro regalo
A tempo scaduto un gol del capitano piega il Sanpaimola «Ci siamo messi a posto dietro e prima o poi segniamo»
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ARGENTA. Erano quasi le 16.30, qualche tifoso infreddolito aveva già cominciato ad abbandonare il Mongardi, il timido sole pomeridiano aveva già salutato lasciando il posto alle prime tenebre. Poi, il lampo di Pagani: uno scatto perentorio e un destro che non perdona, per il delirio granata e la disperazione del Sanpaimola. Mancava una vittoria di questo genere in casa Argentana, un inedito che vuol dire sei successi nelle ultime sette partite.
La formazione di Sergio Rambaldi non si ferma più, anche quando tutto faceva presagire al più classico degli zero a zero, al termine di una partita povera di emozioni, dominata da fasi difensive attente a concedere solo le briciole. Invece, al 92’, è arrivato il morso del capitano, giunto a quota sei gol in campionato. «Sono felicissimo - commenta entusiasta Jacopo Pagani -, è stato un gol voluto perché è arrivato dopo una partita in cui si faceva fatica a correre e scattare a causa del campo molto pesante, contro un avversario che ha tenuto bene il campo. Abbiamo creato meno occasioni del solito, ma siamo stati bravi a concretizzarne una, sicuramente con un pizzico di fortuna».
Pagani individua la chiave di questi successi: «Ci siamo messi a posto dietro, praticamente non prendiamo più gol ed è un aspetto fondamentale, perché poi almeno una rete la facciamo sempre. Per come avevamo iniziato, è tanta roba avere 25 punti, ma non dobbiamo essere tranquilli finché non saremo salvi». Il numero dieci dell’Argentana svela qualche aspetto del lavoro di mister Rambaldi, principale artefice di questo straordinario cammino granata: «È un “tedesco” - conferma Pagani -, si lavora sodo sempre, sia che si vinca, sia che si perda. Ha posto l’accento sulla condizione fisica e si vede, perché adesso corriamo veramente tanto, con un’attenzione particolare alla difesa. In campo abbiamo trovato i giusti equilibri, nonostante alcune assenze ancora pesanti: Tumolo è ancora ai box così come Orlando, mentre Migliari è rientrato solo domenica».
Daniele Carnaroli
La formazione di Sergio Rambaldi non si ferma più, anche quando tutto faceva presagire al più classico degli zero a zero, al termine di una partita povera di emozioni, dominata da fasi difensive attente a concedere solo le briciole. Invece, al 92’, è arrivato il morso del capitano, giunto a quota sei gol in campionato. «Sono felicissimo - commenta entusiasta Jacopo Pagani -, è stato un gol voluto perché è arrivato dopo una partita in cui si faceva fatica a correre e scattare a causa del campo molto pesante, contro un avversario che ha tenuto bene il campo. Abbiamo creato meno occasioni del solito, ma siamo stati bravi a concretizzarne una, sicuramente con un pizzico di fortuna».
Pagani individua la chiave di questi successi: «Ci siamo messi a posto dietro, praticamente non prendiamo più gol ed è un aspetto fondamentale, perché poi almeno una rete la facciamo sempre. Per come avevamo iniziato, è tanta roba avere 25 punti, ma non dobbiamo essere tranquilli finché non saremo salvi». Il numero dieci dell’Argentana svela qualche aspetto del lavoro di mister Rambaldi, principale artefice di questo straordinario cammino granata: «È un “tedesco” - conferma Pagani -, si lavora sodo sempre, sia che si vinca, sia che si perda. Ha posto l’accento sulla condizione fisica e si vede, perché adesso corriamo veramente tanto, con un’attenzione particolare alla difesa. In campo abbiamo trovato i giusti equilibri, nonostante alcune assenze ancora pesanti: Tumolo è ancora ai box così come Orlando, mentre Migliari è rientrato solo domenica».
Daniele Carnaroli
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