Mirontsev, lotta e gol per la Copparese
Promozione. Sasha garantisce spirito guerriero: «Do sempre il massimo»
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COPPARO. Alto? Beh, non proprio. Pesante e poderoso? Ehmmm... Non proprio. Veloce, dinamico, aggressivo? Sì, qui ci siamo. E un nome che dice tutto, perché se tutti lo chiamano Sasha, il classico diminutivo, il suo nome è Alexandr, un nome che significa “Guerriero”. E Mirontsev, in attacco o preferibilmente a centrocampo è proprio così: un vero, inesauribile, irriducibile guerriero con la maglia rossoblù della Copparese. Ci parla da casa, a Fiesso, dopo una mattina di lavoro in un laboratorio di abbigliamento.
Cominciamo dal gol segnato domenica nel 5-2 allo Sporting Argenta: «Fa piacere. È il secondo, quest'anno». Il suo modo di giocare è intenso, non si tira indietro, non molla mai; continua a correre, a rincorrere e ripartire... «Gioco in questo modo perché mi hanno insegnato così. Non so in che altro modo giocare, se non dando il massimo». È al secondo anno a Copparo: «Lo scorso anno mi sono trovato veramente bene, quest'anno... mi trovo meglio. La squadra sta andando bene, il gruppo è fantastico e con molti giovani: la classifica è buona. E poi - e si intuisce il sorriso - quest'anno gioco anche di più. Un vero divertimento. Comunque ci troviamo bene al di là del calcio, ci sentiamo, parliamo».
«Abbiamo un gruppo solido e gli esperti sono uomini, persone giuste. Per esempio, abbiamo il nostro difensore più esperto, Franceschini, che quando fai un errore non ti sbrana, ma ti fa notare dove hai sbagliato senza farla lunga o troppo pesante. Se sbagli te lo dice, ti richiama alle responsabilità e aggiunge le indicazioni. Mister Baiesi è tranquillo, esperto: ti mette in condizione di dare il massimo».
Tutto bene, quindi. E il campionato? «Il Medicina sta andando molto bene. Ma noi vogliamo e possiamo restare attaccati e giocarcela fino alla fine. E comunque cerchiamo di mettere via più punti possibili; se non ce la facessimo a prendere il Medicina, avere tanti punti ci può fare solo comodo. Ma proviamo a prenderla la capolista, sia chiaro».
Sasha Mirontsev è come la sua squadra: giovane, vivace, mai domo. Uno storico, una volta, disse che chi fa la storia senza rendersene conto di solito si diverte un sacco. Parlando con Sasha, e con tutti i ragazzi della Copparese, si capisce che si stanno divertendo un sacco. Forse non faranno la storia. Ma possono andarci vicino.
Alessandro Bassi
Cominciamo dal gol segnato domenica nel 5-2 allo Sporting Argenta: «Fa piacere. È il secondo, quest'anno». Il suo modo di giocare è intenso, non si tira indietro, non molla mai; continua a correre, a rincorrere e ripartire... «Gioco in questo modo perché mi hanno insegnato così. Non so in che altro modo giocare, se non dando il massimo». È al secondo anno a Copparo: «Lo scorso anno mi sono trovato veramente bene, quest'anno... mi trovo meglio. La squadra sta andando bene, il gruppo è fantastico e con molti giovani: la classifica è buona. E poi - e si intuisce il sorriso - quest'anno gioco anche di più. Un vero divertimento. Comunque ci troviamo bene al di là del calcio, ci sentiamo, parliamo».
«Abbiamo un gruppo solido e gli esperti sono uomini, persone giuste. Per esempio, abbiamo il nostro difensore più esperto, Franceschini, che quando fai un errore non ti sbrana, ma ti fa notare dove hai sbagliato senza farla lunga o troppo pesante. Se sbagli te lo dice, ti richiama alle responsabilità e aggiunge le indicazioni. Mister Baiesi è tranquillo, esperto: ti mette in condizione di dare il massimo».
Tutto bene, quindi. E il campionato? «Il Medicina sta andando molto bene. Ma noi vogliamo e possiamo restare attaccati e giocarcela fino alla fine. E comunque cerchiamo di mettere via più punti possibili; se non ce la facessimo a prendere il Medicina, avere tanti punti ci può fare solo comodo. Ma proviamo a prenderla la capolista, sia chiaro».
Sasha Mirontsev è come la sua squadra: giovane, vivace, mai domo. Uno storico, una volta, disse che chi fa la storia senza rendersene conto di solito si diverte un sacco. Parlando con Sasha, e con tutti i ragazzi della Copparese, si capisce che si stanno divertendo un sacco. Forse non faranno la storia. Ma possono andarci vicino.
Alessandro Bassi
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