Spal, 2 punti in 4 partite È la seconda peggior media
di Paolo Negri
Analizzando le fasi di 4 match, solo una volta il bottino è stato inferiore A 3 gare da fine andata serve una netta inversione di tendenza: 5 o 6 punti
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FERRARA. Una bella partenza. Una fase nerissima. Una promettente ripresa. Un nuovo calo.
Il rendimento della Spal è oscillante. La squadra non è ancora riuscita ad andare oltre una serie di tre risultati utili di fila. E, soprattutto, non ha mai conquistato più di 4 punti nei cicli di quattro gare ciascuno in cui si può suddividere il cammino dei biancazzurri.
In serie A sono state disputate 16 giornate, quindi si possono idealmente separare quattro fasce. Si è appena giunti a compimento dell’ultima, ed i numeri dicono che la Spal ha fatto registrare la sua seconda peggior performance stagionale: dalle partite con Fiorentina, Chievo, Roma e Verona sono infatti arrivati appena 2 punti. La squadra di mister Semplici aveva raccolto meno solo nel periodo tra la 5ª e l’8ª giornata, con un bottino (si fa per dire...) di 1 punto.
La Spal (buono l’approccio iniziale alla nuova categoria: 4 punti nei primi due turni) nel corso del campionato ha saputo superare il momento di massima criticità rappresentato dalla striscia di sette sconfitte in otto incontri (quattro ko consecutivi, un pareggio, tre nuove cadute di fila). È stato alla fine di quel periodo che sono giunti i tre risultati utili che hanno portato 5 punti: vittoria col Genoa, pareggio a Bergamo, nuovo match nullo con la Fiorentina a Ferrara. Quando sembrava che la Spal fosse in ascesa, ecco invece il repentino calo.
Proprio la partita con la Viola ha dato inizio a quest’ultimo ciclo di quattro match che hanno fatto poi scivolare la squadra al terzultimo posto. Con la Fiorentina si poteva vincere, ma nel finale Chiesa ha impattato. La gara di Verona con il Chievo era in mano e andava chiusa, dopo un ottimo primo tempo, invece è arrivata l’incredibile rimonta gialloblù favorita da errori individuali biancazzurri nel contesto di una ripresa di tenore tutto diverso. All’Olimpico contro la Roma le polemiche per l’arbitraggio ed una sconfitta dal punteggio non più ampio grazie alle parate di Gomis. Infine, lo scontro diretto interno di domenica con il Verona, terminato con un 2-2 che per come è maturato sa di vittoria morale (al 41’ della ripresa il punteggio era ancora di 2-0 a favore dei gialloblù) ma che certo non è stato quanto si auspicava alla vigilia.
Morale: due pareggi e altrettante sconfitte, 2 punti conquistati su 12 a disposizione. Pochi, pochissimi. Potevano essere 6 o anche 9, ma poteva pure arrivarne solo 1. Probabilmente questo è il momento più difficile vissuto dalla Spal dall’inizio del campionato fino ad ora, anche se numericamente non è - di poco - il più negativo in assoluto. Il fatto è che mai come nel periodo attuale si sono avvertite e si stanno avvertendo tensioni, paure, preoccupazioni. L’impatto delle partite sulla classifica e l’importanza dei risultati è notevole, non a caso dopo la gara con il Verona il patron biancazzurro Francesco Colombarini ha detto che «dobbiamo provare a fare 5 o 6 punti da qui alla fine del girone di andata».
Considerando che alla scadenza mancano la trasferta di domenica a Benevento, la gara interna del 23 con il Torino ed il viaggio del 30 a Genova per affrontare la Sampdoria, il bottino auspicato dal proprietario spallino rappresenterebbe una nettissima inversione di tendenza, una media di gran lunga superiore a quelle dei quattro quarti in cui abbiamo suddiviso il percorso compiuto. Significherebbe una vittoria e due pareggi, o due vittorie. Eh, non sarebbe male.
Il rendimento della Spal è oscillante. La squadra non è ancora riuscita ad andare oltre una serie di tre risultati utili di fila. E, soprattutto, non ha mai conquistato più di 4 punti nei cicli di quattro gare ciascuno in cui si può suddividere il cammino dei biancazzurri.
In serie A sono state disputate 16 giornate, quindi si possono idealmente separare quattro fasce. Si è appena giunti a compimento dell’ultima, ed i numeri dicono che la Spal ha fatto registrare la sua seconda peggior performance stagionale: dalle partite con Fiorentina, Chievo, Roma e Verona sono infatti arrivati appena 2 punti. La squadra di mister Semplici aveva raccolto meno solo nel periodo tra la 5ª e l’8ª giornata, con un bottino (si fa per dire...) di 1 punto.
La Spal (buono l’approccio iniziale alla nuova categoria: 4 punti nei primi due turni) nel corso del campionato ha saputo superare il momento di massima criticità rappresentato dalla striscia di sette sconfitte in otto incontri (quattro ko consecutivi, un pareggio, tre nuove cadute di fila). È stato alla fine di quel periodo che sono giunti i tre risultati utili che hanno portato 5 punti: vittoria col Genoa, pareggio a Bergamo, nuovo match nullo con la Fiorentina a Ferrara. Quando sembrava che la Spal fosse in ascesa, ecco invece il repentino calo.
Proprio la partita con la Viola ha dato inizio a quest’ultimo ciclo di quattro match che hanno fatto poi scivolare la squadra al terzultimo posto. Con la Fiorentina si poteva vincere, ma nel finale Chiesa ha impattato. La gara di Verona con il Chievo era in mano e andava chiusa, dopo un ottimo primo tempo, invece è arrivata l’incredibile rimonta gialloblù favorita da errori individuali biancazzurri nel contesto di una ripresa di tenore tutto diverso. All’Olimpico contro la Roma le polemiche per l’arbitraggio ed una sconfitta dal punteggio non più ampio grazie alle parate di Gomis. Infine, lo scontro diretto interno di domenica con il Verona, terminato con un 2-2 che per come è maturato sa di vittoria morale (al 41’ della ripresa il punteggio era ancora di 2-0 a favore dei gialloblù) ma che certo non è stato quanto si auspicava alla vigilia.
Morale: due pareggi e altrettante sconfitte, 2 punti conquistati su 12 a disposizione. Pochi, pochissimi. Potevano essere 6 o anche 9, ma poteva pure arrivarne solo 1. Probabilmente questo è il momento più difficile vissuto dalla Spal dall’inizio del campionato fino ad ora, anche se numericamente non è - di poco - il più negativo in assoluto. Il fatto è che mai come nel periodo attuale si sono avvertite e si stanno avvertendo tensioni, paure, preoccupazioni. L’impatto delle partite sulla classifica e l’importanza dei risultati è notevole, non a caso dopo la gara con il Verona il patron biancazzurro Francesco Colombarini ha detto che «dobbiamo provare a fare 5 o 6 punti da qui alla fine del girone di andata».
Considerando che alla scadenza mancano la trasferta di domenica a Benevento, la gara interna del 23 con il Torino ed il viaggio del 30 a Genova per affrontare la Sampdoria, il bottino auspicato dal proprietario spallino rappresenterebbe una nettissima inversione di tendenza, una media di gran lunga superiore a quelle dei quattro quarti in cui abbiamo suddiviso il percorso compiuto. Significherebbe una vittoria e due pareggi, o due vittorie. Eh, non sarebbe male.
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