Spal, gli acquisti estivi non stanno incidendo
di Paolo Negri
Gomis, innesto azzeccatissimo, di gran lunga il più positivo. Paloschi è cresciuto Tante le delusioni per rendimento o minutaggio. In quattro mai utilizzati
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FERRARA. La Spal è attrezzata per la serie A? Il mercato estivo è stato sbagliato? A gennaio servono innesti di qualità ed esperienza?
Sono alcuni degli interrogativi sulla bocca di tutti. Domande un filo retoriche, che a ben guardare racchiudono già le conseguenti risposte. Ma le sfumature sono tante.
La partita di domenica scorsa con il Verona - al di là delle dinamiche di gara e di come è maturato il 2-2 finale - ha detto/confermato che i biancazzurri possono vantare un’organizzazione quantomeno pari a quelle delle altre squadre in lotta per la salvezza: collettivamente, Sassuolo, Crotone, Genoa e Verona non sono superiori alla Spal. Qualcuna, forse, ha maggiori qualità individuali, ed il Verona lo ha dimostrato (Caceres, Romulo, Verdi, Cerci...). E qui si innesta il discorso del mercato. I vertici biancazzurri hanno spesso sottolineato che con il minor budget del campionato non si potevano fare miracoli, però qui si potrebbe entrare in discorsi e opinioni che porterebbero molto lontano. Diciamo che, da fuori, le incongruenze sono sembrate e sembrano tante.
Se Konate viene acquistato dopo un lungo corteggiamento e gli si fa un triennale, poi - prima del recente infortunio - colleziona 0 secondi, allora significa che si è completamente sbagliata la valutazione sulle doti del giocatore, mai utilizzato non certo per i problemi di lingua.
Della Giovanna, arrivato infortunato, ha a sua volta totalizzato 0 secondi. Al pari di Bellemo, che rientrato dal presisto al Fano aveva offerte in C e B ma è stato trattenuto allungandogli anche il contratto: dopo averlo fatto, è stato acquistato Vitale che gioca nello stesso ruolo di Bellemo e come lui non ha mai visto il campo. La logica di queste operazioni qual è stata? Anzichè prestare Di Pardo alla Juventus Primavera ed avere Vitale, non era meglio inserire in rosa il proprio centrocampista, dando così anche un senso al lavoro del settore giovanile? Nella peggiore delle ipotesi, Di Pardo avrebbe raccolto gli stessi 0 secondi degli altri.
Dice: sono esempi di giocatori ai margini del campionato.
Ok. Sta di fatto che sui 28 elementi dell’organico, la Spal ne ha 7 mai utilizzati, ed altri dall’impatto minimo, sia pure per motivi diversi, da infortuni a scelte tecniche: Oikonomou e Cremonesi 3 presenze, Schiavon 8 (38 minuti di media), Floccari 5. Significa che le possibilità di scelta sono state ridotte, per una ragione o per l’altra.
Soffermandosi unicamente sui neo-acquisti, non si può dire - in assoluto - che non siano stati utilizzati. Gomis, Salamon, Viviani e Paloschi sono titolari assoluti, quelli tra i nuovi che hanno giocato di più per presenze e minutaggio. Il portiere, sempre in campo, si sta esibendo con regolarità su altissimi livelli, è stato spesso decisivo, ha conquistato la Nazionale senegalese, per rendimento va considerato uno dei migliori guardiani del torneo: un acquisto, il suo, azzeccatissimo sotto ogni punto di vista.
Viviani e Salamon, secondo e terzo per minuti giocati, finora hanno avuto rendimento altalenante, con ottime gare ed altre deludenti. Il centrocampista, in particolare, di recente ha oscillato parecchio, col picco negativo contro il Verona.
Quanto a Paloschi, ha avuto un inizio difficilissimo, ma con perseveranza, lavoro, dedizione, ha saputo crescere progressivamente ed ha segnato 4 gol: se la squadra arriva in area avversaria, se mette palloni nei sedici metri, Paloschi ha dimostrato e sta dimostrando che la zampata sa sempre piazzarla, è in agguato, ci arriva. In 15 presenze ha appunto realizzato 4 reti, dopo una stagione da 0 bersagli con l’Atalanta. Si sta rivalutando.
Per tutti gli altri il discorso cambia. Certo, con delle sfumature. Felipe è giocatore da serie A, ma all’inizio è stato fuori per infortunio: 914 i minuti al suo attivo. In ogni caso tra tutti i difensori è quello dal rendimento migliore.
Mattiello, considerando la lunga inattività alle spalle causa gravissimi infortuni, non si può dire che non abbia giocato abbastanza, anzi. L’apporto finora è stato non brillante, globalmente onesto, con qualche episodio di grave difficoltà.
Di Borriello si è parlato e si sta parlando tantissimo. Il bilancio di 1 gol in 14 gettoni - ma con 821 minuti complessivi, media di 58.642 a gara - è purtroppo eloquente. Non sarà semplice gestirne il futuro.
Vaisanen all’inizio ha mostrato cose discrete, poi è andato calando, si è infortunato, è rientrato male. In tutto, poche presenze. Le stesse di Grassi, dal minutaggio anche inferiore: gli infortuni in cui è incappato il centrocampista hanno ovviamente inciso, l’auspicio è che da qui in avanti possa trovare continuità.
Rizzo ha segnato 2 gol che sono valsi 4 degli 11 punti complessivi che ha la Spal, ma 48,3 minuti di media sono briciole. E Oikonomou tra lungo infortunio e scelte tecniche ha raccolto le citate 3 presenze ed appena 55 minuti di media.
Per il giovane Bonazzoli ancora peggio, 25 minuti di media nonostante qualche sprazzo interessante e la buona prova di Verona col Chievo.
In sintesi: non si può dire che gli acquisti estivi nella loro globalità abbiano particolarmente inciso. Ciò merita una riflessione, poi il tempo consentirà un bilancio più completo.
Sono alcuni degli interrogativi sulla bocca di tutti. Domande un filo retoriche, che a ben guardare racchiudono già le conseguenti risposte. Ma le sfumature sono tante.
La partita di domenica scorsa con il Verona - al di là delle dinamiche di gara e di come è maturato il 2-2 finale - ha detto/confermato che i biancazzurri possono vantare un’organizzazione quantomeno pari a quelle delle altre squadre in lotta per la salvezza: collettivamente, Sassuolo, Crotone, Genoa e Verona non sono superiori alla Spal. Qualcuna, forse, ha maggiori qualità individuali, ed il Verona lo ha dimostrato (Caceres, Romulo, Verdi, Cerci...). E qui si innesta il discorso del mercato. I vertici biancazzurri hanno spesso sottolineato che con il minor budget del campionato non si potevano fare miracoli, però qui si potrebbe entrare in discorsi e opinioni che porterebbero molto lontano. Diciamo che, da fuori, le incongruenze sono sembrate e sembrano tante.
Se Konate viene acquistato dopo un lungo corteggiamento e gli si fa un triennale, poi - prima del recente infortunio - colleziona 0 secondi, allora significa che si è completamente sbagliata la valutazione sulle doti del giocatore, mai utilizzato non certo per i problemi di lingua.
Della Giovanna, arrivato infortunato, ha a sua volta totalizzato 0 secondi. Al pari di Bellemo, che rientrato dal presisto al Fano aveva offerte in C e B ma è stato trattenuto allungandogli anche il contratto: dopo averlo fatto, è stato acquistato Vitale che gioca nello stesso ruolo di Bellemo e come lui non ha mai visto il campo. La logica di queste operazioni qual è stata? Anzichè prestare Di Pardo alla Juventus Primavera ed avere Vitale, non era meglio inserire in rosa il proprio centrocampista, dando così anche un senso al lavoro del settore giovanile? Nella peggiore delle ipotesi, Di Pardo avrebbe raccolto gli stessi 0 secondi degli altri.
Dice: sono esempi di giocatori ai margini del campionato.
Ok. Sta di fatto che sui 28 elementi dell’organico, la Spal ne ha 7 mai utilizzati, ed altri dall’impatto minimo, sia pure per motivi diversi, da infortuni a scelte tecniche: Oikonomou e Cremonesi 3 presenze, Schiavon 8 (38 minuti di media), Floccari 5. Significa che le possibilità di scelta sono state ridotte, per una ragione o per l’altra.
Soffermandosi unicamente sui neo-acquisti, non si può dire - in assoluto - che non siano stati utilizzati. Gomis, Salamon, Viviani e Paloschi sono titolari assoluti, quelli tra i nuovi che hanno giocato di più per presenze e minutaggio. Il portiere, sempre in campo, si sta esibendo con regolarità su altissimi livelli, è stato spesso decisivo, ha conquistato la Nazionale senegalese, per rendimento va considerato uno dei migliori guardiani del torneo: un acquisto, il suo, azzeccatissimo sotto ogni punto di vista.
Viviani e Salamon, secondo e terzo per minuti giocati, finora hanno avuto rendimento altalenante, con ottime gare ed altre deludenti. Il centrocampista, in particolare, di recente ha oscillato parecchio, col picco negativo contro il Verona.
Quanto a Paloschi, ha avuto un inizio difficilissimo, ma con perseveranza, lavoro, dedizione, ha saputo crescere progressivamente ed ha segnato 4 gol: se la squadra arriva in area avversaria, se mette palloni nei sedici metri, Paloschi ha dimostrato e sta dimostrando che la zampata sa sempre piazzarla, è in agguato, ci arriva. In 15 presenze ha appunto realizzato 4 reti, dopo una stagione da 0 bersagli con l’Atalanta. Si sta rivalutando.
Per tutti gli altri il discorso cambia. Certo, con delle sfumature. Felipe è giocatore da serie A, ma all’inizio è stato fuori per infortunio: 914 i minuti al suo attivo. In ogni caso tra tutti i difensori è quello dal rendimento migliore.
Mattiello, considerando la lunga inattività alle spalle causa gravissimi infortuni, non si può dire che non abbia giocato abbastanza, anzi. L’apporto finora è stato non brillante, globalmente onesto, con qualche episodio di grave difficoltà.
Di Borriello si è parlato e si sta parlando tantissimo. Il bilancio di 1 gol in 14 gettoni - ma con 821 minuti complessivi, media di 58.642 a gara - è purtroppo eloquente. Non sarà semplice gestirne il futuro.
Vaisanen all’inizio ha mostrato cose discrete, poi è andato calando, si è infortunato, è rientrato male. In tutto, poche presenze. Le stesse di Grassi, dal minutaggio anche inferiore: gli infortuni in cui è incappato il centrocampista hanno ovviamente inciso, l’auspicio è che da qui in avanti possa trovare continuità.
Rizzo ha segnato 2 gol che sono valsi 4 degli 11 punti complessivi che ha la Spal, ma 48,3 minuti di media sono briciole. E Oikonomou tra lungo infortunio e scelte tecniche ha raccolto le citate 3 presenze ed appena 55 minuti di media.
Per il giovane Bonazzoli ancora peggio, 25 minuti di media nonostante qualche sprazzo interessante e la buona prova di Verona col Chievo.
In sintesi: non si può dire che gli acquisti estivi nella loro globalità abbiano particolarmente inciso. Ciò merita una riflessione, poi il tempo consentirà un bilancio più completo.
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