ciclismo: dopo la positività
La difesa di Froome: «Conosco le regole, nessun illecito»
MAIORCA (Spagna). Chris Froome proprio non ci sta a passare per dopato e il giorno dopo la notizia della sua positività al salbutamolo in una tappa dell'ultima Vuelta torna a difendersi, sia...
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MAIORCA (Spagna). Chris Froome proprio non ci sta a passare per dopato e il giorno dopo la notizia della sua positività al salbutamolo in una tappa dell'ultima Vuelta torna a difendersi, sia attraverso i social - con un post su twitter «È triste vedere quante idee sbagliate sugli atleti e sull'uso di salbutamolo. La mia speranza è che ciò non impedisca agli atleti asmatici di usare i loro inalatori in situazioni di emergenza per paura di essere giudicati. Non è qualcosa di cui vergognarsi» afferma il quattro volte vincitore a Parigi. «Sono un ciclista professionista, conosco le regole e sono certo: non le ho infrante», dice il ciclista del Team Sky, che intervistato dalla Bbc a Maiorca spiega quanto detto ieri con un comunicato congiunto con la sua squadra. «Non credo che la mia immagine sia compromessa - dice - Non si tratta di un test positivo: l'Uci mi ha chiesto chiarimenti, daremo tutte le informazioni per spiegare che si tratta di curare una malattia».
Resta però una macchia da pulire, o almeno da decifrare. In gioco non c’è solo il futuro e la carriera del campione britannico, c’è anche la credibilità di un movimento troppo spesso al centro di bufere sul doping: «Posso capire che ci si stato uno shock per tante persone -le parole di Froome - ma io non ho infranto le regole. Conosco alla perfezione i regolamenti e non ho commesso alcun illecito».
L'Uci vuole acquisire maggiori dettagli del caso sia dal Team che dallo stesso corridore, che nel frattempo non è stato sospeso. «Sarò felice di collaborare con l'UCI - ha detto Froome - Posso capire la reazione di tante persone, specialmente visti i trascorsi nello sport. Ma voglio precisare che non è un test positivo. Lo sport ha vissuto un periodo buio e io ho sempre fatto di tutto nella mia carriera perché questo non accadesse più. Conosco le regole».
Resta però una macchia da pulire, o almeno da decifrare. In gioco non c’è solo il futuro e la carriera del campione britannico, c’è anche la credibilità di un movimento troppo spesso al centro di bufere sul doping: «Posso capire che ci si stato uno shock per tante persone -le parole di Froome - ma io non ho infranto le regole. Conosco alla perfezione i regolamenti e non ho commesso alcun illecito».
L'Uci vuole acquisire maggiori dettagli del caso sia dal Team che dallo stesso corridore, che nel frattempo non è stato sospeso. «Sarò felice di collaborare con l'UCI - ha detto Froome - Posso capire la reazione di tante persone, specialmente visti i trascorsi nello sport. Ma voglio precisare che non è un test positivo. Lo sport ha vissuto un periodo buio e io ho sempre fatto di tutto nella mia carriera perché questo non accadesse più. Conosco le regole».
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