Sceneggiata Donnarumma «Ma io grido forza Milan»
Il portiere prova a cancellare i fischi col Verona e posa per la festa del vivaio Botta e risposta Mirabelli-Raiola sul contratto: «È uno showman», «Lui usa Gigio»
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MILANO. «Non ho mai detto né scritto di aver subito violenza morale quando ho firmato il contratto». È quanto afferma Gianluigi Donnarumma all'indomani della contestazione subita dai tifosi del Milan a San Siro. «È stata una brutta serata e non me l'aspettavo! Nonostante tutto guardo avanti e testa alla prossima partita..forza Milan!», Questa la reazione di Donnarumma che, dopo i sorrisi con l'ad Fassone, mostra tranquillità. Ma da come scuoteva la testa per i fischi e gli insulti, forse per la prima volta ha realizzato la portata del caos generato dalle comunicazioni con cui un paio di mesi fa attraverso il entourage ha messo in discussione, per presunte pressioni psicologiche, il rinnovo di contratto.
Donnarumma è tornato allo stadio assieme ai compagni di squadra per la festa del settore giovanile rossonero. «Sono tifoso del Milan», ha detto dal palco: «Ho sempre sognato di fare gol, purtroppo l'ho subito io da un altro». Donnarumma giocatore si è presentato a Milanello meno turbato, rinfrancato dall'atteggiamento della squadra e in particolare di Bonucci quando era a un passo dalle lacrime, e di Rino Gattuso, che lo ha difeso spiegando che non è un mostro e sta vivendo un momento di grande difficoltà. Il ds Massimiliano Mirabelli ha attaccato duramente («Sappiamo da dove viene il male. Fa lo showman, non ci facciamo infinocchiare») Mino Raiola. Pronta la replica dell’agente: «Prendo atto di quello che dice Mirabelli su di me e contro di me. Ha un problema personale contro di me e usa Donnarumma per attaccarmi. Ma io non ne farò un circo mediatico e non voglio che questo venga fatto sulla pelle di Gigio. Risponderò a Mirabelli nei luoghi appropriati e al momento giusto. Gigio non c’entra e non ha fatto niente di male e quindi non è giusto strumentalizzarlo per fare guerra a me». L'ad Marco Fassone punta sul dialogo. Ha tenuto vivi i contatti con l'agente, che ed è finito nel mirino di una buona parte dei tifosi: gli ultrà della Curva Sud chiedono senza mezzi termini al portiere di «prendere delle decisioni nette» e cambiare procuratore, e sui social network prende quota l'hashtag #gigiomollalo.
A questo punto si profila un bivio senza troppe alternative: o Donnarumma rinnega l'agente che segue lui e il fratello Antonio (terzo portiere con un milione di ingaggio e zero presenze), oppure diventa sempre più probabile la cessione, a giugno o già a gennaio, con il Milan non disposto a fare sconti. Al di là di Real Madrid e Psg, alla finestra c'è la Juventus, che potrebbe offrire 40 milioni di euro più Szczesny.
Donnarumma è tornato allo stadio assieme ai compagni di squadra per la festa del settore giovanile rossonero. «Sono tifoso del Milan», ha detto dal palco: «Ho sempre sognato di fare gol, purtroppo l'ho subito io da un altro». Donnarumma giocatore si è presentato a Milanello meno turbato, rinfrancato dall'atteggiamento della squadra e in particolare di Bonucci quando era a un passo dalle lacrime, e di Rino Gattuso, che lo ha difeso spiegando che non è un mostro e sta vivendo un momento di grande difficoltà. Il ds Massimiliano Mirabelli ha attaccato duramente («Sappiamo da dove viene il male. Fa lo showman, non ci facciamo infinocchiare») Mino Raiola. Pronta la replica dell’agente: «Prendo atto di quello che dice Mirabelli su di me e contro di me. Ha un problema personale contro di me e usa Donnarumma per attaccarmi. Ma io non ne farò un circo mediatico e non voglio che questo venga fatto sulla pelle di Gigio. Risponderò a Mirabelli nei luoghi appropriati e al momento giusto. Gigio non c’entra e non ha fatto niente di male e quindi non è giusto strumentalizzarlo per fare guerra a me». L'ad Marco Fassone punta sul dialogo. Ha tenuto vivi i contatti con l'agente, che ed è finito nel mirino di una buona parte dei tifosi: gli ultrà della Curva Sud chiedono senza mezzi termini al portiere di «prendere delle decisioni nette» e cambiare procuratore, e sui social network prende quota l'hashtag #gigiomollalo.
A questo punto si profila un bivio senza troppe alternative: o Donnarumma rinnega l'agente che segue lui e il fratello Antonio (terzo portiere con un milione di ingaggio e zero presenze), oppure diventa sempre più probabile la cessione, a giugno o già a gennaio, con il Milan non disposto a fare sconti. Al di là di Real Madrid e Psg, alla finestra c'è la Juventus, che potrebbe offrire 40 milioni di euro più Szczesny.
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