Ultras e mafia, un cancro sempre più diffuso
Dura analisi della commissione parlamentare: «Situazione critica, nelle curve dilaga la criminalità»
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ROMA. A Torino la 'ndrangheta «si è inserita come intermediaria e garante nel fenomeno del bagarinaggio gestito dagli ultras della Juventus, emerge un quadro molto preoccupante di infiltrazione 'ndranghetista nei gruppi di tifosi organizzati della Juve, che deve suonare più di un campanello di allarme per tutti». In 99 pagine il coordinatore Marco Di Lello ha illustrato con la presidente dell'Antimafia, Rosy Bindi i risultati del lavoro di audizione di 37 soggetti. «L'incapacità di riconoscere le modalità dell'agire mafioso, sempre meno violente e sempre più mimetizzate rappresenta il più diffuso fattore di debolezza di soggetti politici, amministrativi e imprenditoriali, al di fuori delle regioni di tradizionale insediamento». Da parte dei dirigenti della Juve, ha detto Bindi, «non c'è stata complicità ma la società non è stata vittima. C'è stata una sottovalutazione del rischio. Servirebbero più responsabilità e consapevolezza. Quando la consapevolezza è maturata la Juve si è data delle regole che la potranno rendere più forte».
L'Antimafia cita lo stadio San Paolo di Napoli, relativamente «alla distribuzione delle tifoserie nelle curve dello stadio e alla dislocazione dei clan mafiosi competenti per territorio». In alcuni casi i capi ultras sono appartenenti ad associazioni mafiose o ad esse collegate, come a Catania o a Napoli; in altri casi, come al Genoa le modalità organizzative e operative degli ultras vengono mutuate dalle associazioni di tipo mafioso». «Non sempre l'attività illecita o violenta dei gruppi ultras - bacchetta l'Antimafia - riceve l’attenzione mediante attività di polizia giudiziaria, e della magistratura, ad esse dedicate». Il documento registra «l’osmosi tra la criminalità organizzata, comune e le frange violente del tifo organizzato e crea inquietudine la presenza di ultras in tutti i casi di manifestazioni politiche estremistiche». I pregiudicati negli stadi si aggirerebbero intorno al 30%. Ogni settimana 165 mila agenti vigilano per la sicurezza negli stadi, «possiamo permetterci questo lusso?», si è chiesta Bindi, secondo la quale il costo dovrebbe essere a carico delle società calcistiche. Gli stessi giocatori poi «possono essere sfruttati a fini illeciti, attraverso l'alterazione del risultato per illeciti guadagni». Tra le soluzioni avanzate l'intervento sul Daspo, sia prevedendo termini di efficacia più severi; misure che consentano di trattenere soggetti in stato di fermo nello stadio; la tracciabilità dei flussi finanziari e l'introduzione del reato di bagarinaggio.
L'Antimafia cita lo stadio San Paolo di Napoli, relativamente «alla distribuzione delle tifoserie nelle curve dello stadio e alla dislocazione dei clan mafiosi competenti per territorio». In alcuni casi i capi ultras sono appartenenti ad associazioni mafiose o ad esse collegate, come a Catania o a Napoli; in altri casi, come al Genoa le modalità organizzative e operative degli ultras vengono mutuate dalle associazioni di tipo mafioso». «Non sempre l'attività illecita o violenta dei gruppi ultras - bacchetta l'Antimafia - riceve l’attenzione mediante attività di polizia giudiziaria, e della magistratura, ad esse dedicate». Il documento registra «l’osmosi tra la criminalità organizzata, comune e le frange violente del tifo organizzato e crea inquietudine la presenza di ultras in tutti i casi di manifestazioni politiche estremistiche». I pregiudicati negli stadi si aggirerebbero intorno al 30%. Ogni settimana 165 mila agenti vigilano per la sicurezza negli stadi, «possiamo permetterci questo lusso?», si è chiesta Bindi, secondo la quale il costo dovrebbe essere a carico delle società calcistiche. Gli stessi giocatori poi «possono essere sfruttati a fini illeciti, attraverso l'alterazione del risultato per illeciti guadagni». Tra le soluzioni avanzate l'intervento sul Daspo, sia prevedendo termini di efficacia più severi; misure che consentano di trattenere soggetti in stato di fermo nello stadio; la tracciabilità dei flussi finanziari e l'introduzione del reato di bagarinaggio.
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