La Nuova Ferrara

Sport

Spal, con Antenucci è un’altra musica

di Paolo Negri
Spal, con Antenucci è un’altra musica

2 punti in 6 gare senza la punta, 9 in 10 con l’attaccante

4 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. «La Spal, in attacco, deve giocare con Antenucci e Floccari. Sono i più forti di tutti, lì davanti. Ed anche i giocatori migliori della rosa».

Parole e musica di Salvatore Cascella. Prima di Spal-Verona, domenica scorsa. E non dopo, a ingresso delle due durante il secondo tempo: innesti decisivi.

Cascella, al “Paolo Mazza” insieme ai tanti ex biancazzurri intervenuti alle celebrazioni per i 110 anni della Spal, è convinto estimatore di Antenucci e Floccari. Da tempo. Adesso, all’immediata vigilia della partita di domani a Benevento (e Cascella è anche ex giallorosso), si pone il dilemma: Antenucci o Floccari? Floccari o Antenucci?

Già, perchè Paloschi - miglior realizzatore spallino con 4 gol all’attivo - gioca di sicuro. E allora mister Semplici sfoglia la margherita. O lascia credere di farlo, e si diverte: che siano gli osservatori esterni a prendere un petalo dopo l’altro ed a scervellarsi su chi scenderà in campo dall’inizio.

Vediamo un po’. Floccari è rientrato prima ed ha più minuti nella gambe; Antenucci è tornato solo domenica scorsa ed è entrato dopo il compagno, negli ultini dieci minuti. Però, l’infortunio del numero 7 spallino è stato molto meno serio -con conseguente assenza più ridotta - rispetto a quello di Floccari. Sul piatto della bilancia bisogna mettere tutti questi elementi, e giungere ad una conclusione.

Posto che Antenucci e Floccari possono benissimo giocare insieme, e che sia uno che l’altro sono perfettamente complementari con tutte le altre punte biancazzurre (Paloschi, Borriello, Bonazzoli), la sensazione è che domani a Benevento il prescelto dal primo minuto sia Antenucci. Perchè agli occhi dell’allenatore sta meglio del compagno? Perchè ha più autonomia? Perchè Floccari al momento può essere più utile subentrando?

Di tutto un po’, forse. O per mettere in campo la maggior forza realizzativa della Spal: Paloschi 4 gol-Antenucci 3 = 7 gol in due, sui 15 complessivi della squadra (gli altri marcatori: 2 Rizzo, 2 Viviani, 1 Borriello, Schiattarella e Lazzari, oltre ad un’autorete). Quasi il 50%. Una forza d’urto che al momento delle scelte pesa sicuramente, soprattutto se si considera che la Spal è tra le squadre di A con più difficoltà nell’andare in gol.

Ma c’è anche dell’altro, pur se Semplici non lo dirà mai. Non pubblicamente, almeno. Le cifre dicono che l’incidenza di Antenucci sui risultati positivi della Spal è enorme.

L’attaccante ha realizzato 3 gol - appunto; 4 i punti messi in paniere - e fornito anche parecchi assist (3 secondo alcune fonti, 6 per i dati ufficiali della Lega Calcio). Con lui in campo la Spal ha colto 9 punti in 10 partite; senza Antenucci, il bilancio si riduce a 2 in 6 partite. Le medie: 0,9 contro 0,33. Il contrasto è stridente.

Poichè le cifre non vanno solo lette ma anche interpretate, il discorso è molto semplici. Antenucci ha tecnica, qualità, capacità di segnare e di far segnare, è tatticamente intelligente, sa stare in campo, sa dialogare così come fungere da stoccatore, è in grado di legare centrocampo e attacco venendo incontro. Ed ha personalità, carisma, leadership. La sua influenza sul gruppo è evidente, sia in campo che fuori. E la folla lo adora. Domenica scorsa i primi fischi e mugugni - con Semplici che si rivolgeva alla tribuna mimando con braccia e mani l’invito a stare quieti - sono stati placati proprio nel momento (ancora nel primo tempo) in cui Antenucci si è alzato dalla panchina - con Floccari - per andare a scaldarsi. Boato all’ingresso in campo. Delirio popolare alla trasformazione del rigore del 2-2, coronamento della rimonta da 0-2. E per tirarlo, quel penalty, quasi allo scadere, servivano huevos non indifferenti.

Antenucci per la Spal è scossa, è adrenalina, è soluzioni, è capacità di trascinamento. Miglior marcatore l’anno scorso in B con 18 gol, il suo calcio è perfettamente adeguato alle esigenze della serie A.

Dunque? Antenucci domani a Benevento è favorito di un’incollatura su Floccari. Che, sia detto per inciso, vanta carriera significativa ai massimi livelli, sa giocare a calcio come pochi, ha tante qualità allineabili nel solco di quelle di Antenucci (o viceversa). La loro complicità è anche evidente, bastava vedere come parlottavano, le idee che scambiavano, domenica scorsa durante il lungo riscaldamento congiunto.

Peccato che non facciano tandem. D’altra parte, Semplici deve cercare soluzioni che tengano conto di tutto. E i fatti dicono che Paloschi quando i palloni arrivano in area c’è sempre. I tifosi, loro, in settimana hanno auspicato un tridente, come nel finale col Verona, ma quella è stata una soluzione che l’allenatore - nel caso - riproporrà solo a gara in adamento, ed in caso di necessità. Certo sarebbe una variante estremamente stuzzicante.

Al di là di tutto, la Spal in attacco potrà dire la sua contro un Benevento che a livello offensivo appare molto meno attrezzato dei biancazzurri. Ma la differenza, poi, la faranno tanti aspetti, tanti dettagli. Il collettivo avrà peso determinante. Come la personalità. Guai aver paura: chi ne sarà pervaso, perderà la partita di domani, che non è scontro diretto in senso stretto ma è sfida per la salvezza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google