Il Milan sprofonda È ancora fatal Verona Ringhio: «Figuraccia»
Per il tecnico Gattuso è la prima sconfitta in campionato «Non riusciamo a reagire. Il caso Donnarumma non c’entra»
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VERONA. Sprofonda il Milan a Verona. Un crollo senza appelli per la squadra di Gattuso, lontana parente anche di quella della gestione Montella, che sempre al Bentegodi, ma contro il Chievo, aveva marcato un poker.
La sconfitta per 3-0 subita dagli uomini di Pecchia - sin qui la seconda peggiore in campionato per gol subiti - pesa sul rilancio delle ambizioni dei rossoneri, e quindi anche sugli scenari futuri del Diavolo, non ultimo quello finanziario. Contro l'Atalanta, poi, Gattuso non avrà gli squalificati Romagnoli e Suso, quest'ultimo autore di una bella partita, macchiata da una sciocchezza finale.
Un'involuzione seria quella del Milan, che solo 4 giorni fa proprio con il Verona in Coppa Italia aveva ottenuto un 3-0 che forse aveva illuso i rossoneri di aver già iniziato la risalita. Ieri il Diavolo è stato trafitto dalle reti di Caracciolo nel primo tempo e di Kean e Bessa nella ripresa.
Gennaro Gattuso, alla sua prima sconfitta in campionato da allenatore rossonero, non cerca scuse e non minimizza il tracollo dei rossoneri a Verona: «Abbiamo fatto una figuraccia– commenta a fine gara – per 25 minuti abbiamo creato tantissimo, poi abbiamo pagato il primo episodio a loro favorevole. Il secondo gol ci ha tagliato le gambe. Sono dell'idea che sino al raddoppio del Verona la squadra abbia fatto una buona partita, anzi meritavamo noi di passare in vantaggio. E poi, come capita spesso, siamo crollati dopo la prima difficoltà». E proprio questa incapacità di reagire, una volta sotto nel punteggio, sembra essere il nervo più scoperto dei rossoneri. «Non riusciamo a reagire – ribadisce Gattuso – o se reagiamo diamo la sensazione di essere confusionari e arruffoni. E questa cosa non mi piace. La figuraccia resta, ora bisogna guardare avanti». Prova a consolarsi, “Ringhio”, con il poco di buono visto al Bentegodi: «Resta il fatto – osserva – che nel primo tempo abbiamo fatto 12 tiri in porta contro 2 e davamo la sensazione di essere pericolosi». Gattuso non crede però che il Milan peggiore della stagione abbia a che vedere con il caso Donnarumma e le difficoltà per il club arrivate dal no della Uefa: «Sarebbe più facile dire sì ma non è vero. I giocatori percepiscono lo stipendio ogni mese, la società è molto presente e molto brava e nello spogliatoio le problematiche non le tocchiamo con mano. Dobbiamo solo pensare a giocare meglio».
La sconfitta per 3-0 subita dagli uomini di Pecchia - sin qui la seconda peggiore in campionato per gol subiti - pesa sul rilancio delle ambizioni dei rossoneri, e quindi anche sugli scenari futuri del Diavolo, non ultimo quello finanziario. Contro l'Atalanta, poi, Gattuso non avrà gli squalificati Romagnoli e Suso, quest'ultimo autore di una bella partita, macchiata da una sciocchezza finale.
Un'involuzione seria quella del Milan, che solo 4 giorni fa proprio con il Verona in Coppa Italia aveva ottenuto un 3-0 che forse aveva illuso i rossoneri di aver già iniziato la risalita. Ieri il Diavolo è stato trafitto dalle reti di Caracciolo nel primo tempo e di Kean e Bessa nella ripresa.
Gennaro Gattuso, alla sua prima sconfitta in campionato da allenatore rossonero, non cerca scuse e non minimizza il tracollo dei rossoneri a Verona: «Abbiamo fatto una figuraccia– commenta a fine gara – per 25 minuti abbiamo creato tantissimo, poi abbiamo pagato il primo episodio a loro favorevole. Il secondo gol ci ha tagliato le gambe. Sono dell'idea che sino al raddoppio del Verona la squadra abbia fatto una buona partita, anzi meritavamo noi di passare in vantaggio. E poi, come capita spesso, siamo crollati dopo la prima difficoltà». E proprio questa incapacità di reagire, una volta sotto nel punteggio, sembra essere il nervo più scoperto dei rossoneri. «Non riusciamo a reagire – ribadisce Gattuso – o se reagiamo diamo la sensazione di essere confusionari e arruffoni. E questa cosa non mi piace. La figuraccia resta, ora bisogna guardare avanti». Prova a consolarsi, “Ringhio”, con il poco di buono visto al Bentegodi: «Resta il fatto – osserva – che nel primo tempo abbiamo fatto 12 tiri in porta contro 2 e davamo la sensazione di essere pericolosi». Gattuso non crede però che il Milan peggiore della stagione abbia a che vedere con il caso Donnarumma e le difficoltà per il club arrivate dal no della Uefa: «Sarebbe più facile dire sì ma non è vero. I giocatori percepiscono lo stipendio ogni mese, la società è molto presente e molto brava e nello spogliatoio le problematiche non le tocchiamo con mano. Dobbiamo solo pensare a giocare meglio».
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