«Non capiamo i momenti delle gare»
De Zerbi deluso e rammaricato per l’ennesima sconfitta del suo Benevento
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BENEVENTO. Sedici sconfitte su 17 partite giocate e una “Spal...lata” quasi definitiva. Il bottino del Benevento in questo torneo continua a essere poverissimo e la matematica non sta per diventare di certo la migliore amica dei sanniti. A contribuire al peggioramento della situazione degli “stregoni” ci ha pensato la vittoria dei biancazzurri nella partita giocata al “Vigorito” nel tardo pomeriggio di ieri. Match che è stato commentato così dal rammaricato tecnico giallorosso Roberto De Zerbi: «Continuiamo a non capire i momenti delle partite. Forse è colpa mia. Non abbiamo la percezione della scelta del ritmo da utilizzare e questa cosa si percepisce. Subito dopo il vantaggio abbiamo continuato ad andare all’attacco in maniera troppo forte soltanto perché in quei minuti la Spal ci concedeva campo. Volevo anche mettere un difensore in più per dare un segnale dell’interpretazione della gara che volevo ma alla fine non l’ho fatto».
«Se rifarei le scelte iniziali? Probabilmente cambierei qualcosa ma lo dico soltanto perché si è perso. Sapevo che poteva essere una partita controllata dalla Spal: loro giocando a tre dietro riuscivano a impostare l’azione anche se lo facevano stando piuttosto bassi. La classifica? La linea di galleggiamento è distante. Ci giochiamo le partite ma non portiamo a casa punti. A noi per far gol ci vuole la mano di Dio, mentre regaliamo reti per delle stupidate. Personalmente patisco le sconfitte. Sono abituato a prendermi le responsabilità e non ad addossarle a qualcuno. Non sono un vigliacco che abbandona. Non sono riuscito a cambiare le sorti di questa squadra e questo me lo posso rimproverare. Sotto la mia gestione tante partite sono state perse per la fragilità e sembra sempre che gli altri abbiano un collegamento mentale più che tattico». (a.d.)
«Se rifarei le scelte iniziali? Probabilmente cambierei qualcosa ma lo dico soltanto perché si è perso. Sapevo che poteva essere una partita controllata dalla Spal: loro giocando a tre dietro riuscivano a impostare l’azione anche se lo facevano stando piuttosto bassi. La classifica? La linea di galleggiamento è distante. Ci giochiamo le partite ma non portiamo a casa punti. A noi per far gol ci vuole la mano di Dio, mentre regaliamo reti per delle stupidate. Personalmente patisco le sconfitte. Sono abituato a prendermi le responsabilità e non ad addossarle a qualcuno. Non sono un vigliacco che abbandona. Non sono riuscito a cambiare le sorti di questa squadra e questo me lo posso rimproverare. Sotto la mia gestione tante partite sono state perse per la fragilità e sembra sempre che gli altri abbiano un collegamento mentale più che tattico». (a.d.)
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