Con Schiattarella il centrocampo canta
A Benevento gran prova del campano e la Spal è decollata
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FERRARA. La vicina aria di casa ha fatto davvero bene a Pasquale Schiattarella, che con la prestazione offerta domenica a Benevento ha comunicato simbolicamente a tutto il mondo Spal la sua indispensabilità. Se andiamo a scavare nelle quattordici presenze del centrocampista napoletano di questa stagione, qualche passaggio a vuoto e qualche partita semi buia la possiamo anche trovare. Allo stesso tempo si crede, una volta in più, che questa squadra non possa prescindere dalla presenza in campo del suo numero 28.
Innanzitutto per il carisma, la personalità e la mentalità che Schiattarella getta su ogni campo senza timori reverenziali. Merce fondamentale, sopratutto per chi opera nel reparto di centrocampo. Se poi le gambe rispondono al massimo e gli avversari non sono dei top player europei, escono prestazioni che dir da applausi è poco. Schiattarella a Benevento ha dispensato calcio, risultando uno dei migliori, se non il migliore in campo per prestazione globale. Il classe 1987 ha distrutto (sportivamente parlando) Memushaj e Cataldi, colonizzando a piacimento il suo settore di competenza iniziale (mezzo destro) e accentrandosi a piacere quasi nel ruolo di trequartista con ulteriore facoltà d’inserimento nei sedici metri avversari. È stato ovunque. Ha dettato l’azione, verticalizzato palloni, scambiato con i compagni (Lazzari su tutti), deliziato i presenti con alcuni colpi di tecnica degni di nota, rubato palloni in fase di filtro e servito due assist al bacio (uno vincente e da bonus fantacalcistico) per Grassi e Floccari.
Della prestazione di Schiattarella ne ha giovato tutta la squadra e in parte anche il reparto mediano biancazzurro che sicuramente ha fatto un piccolo passo in avanti rispetto alle ultime uscite, ma la ricerca della “quadra” finale è ancora in stato di working progress. La continuità nell’impiego di Alberto Grassi è un segnale da cogliere in maniera positiva all’interno del percorso di crescita del centrocampista ex Atalanta, sempre molto bravo a portare minacce nell’area avversaria ma con la pecca di essere un pochino troppo frenetico e impreciso nel momento di colpire. Sotto porta occorre maggiore convinzione, ma la sensazione è che - se la salute fisica sarà dalla sua - Grassi potrà ritagliarsi sempre più spazio in squadra e magari produrre qualche lampo che negli anni passati aveva attirato su di lui l’interesse di mezza serie A con l’approdo in quel di Napoli.
Chi invece non sta trascorrendo un momento particolarmente felice è Federico Viviani. Il regista spallino a Benevento non è mai stato pressato, ma la completa libertà di manovra si è limitata allo smistamento di alcuni semplici palloni nel primo tempo e ad alcuni lanci interessanti nel finale. Viviani è attualmente il terzo giocatore più impiegato da mister Semplici (dopo Gomis e Lazzari). Per il salto di qualità del centrocampo estense occorre anche un suo ritorno a prestazioni come, ad esempio, quella di Bergamo.(a.d.)
Innanzitutto per il carisma, la personalità e la mentalità che Schiattarella getta su ogni campo senza timori reverenziali. Merce fondamentale, sopratutto per chi opera nel reparto di centrocampo. Se poi le gambe rispondono al massimo e gli avversari non sono dei top player europei, escono prestazioni che dir da applausi è poco. Schiattarella a Benevento ha dispensato calcio, risultando uno dei migliori, se non il migliore in campo per prestazione globale. Il classe 1987 ha distrutto (sportivamente parlando) Memushaj e Cataldi, colonizzando a piacimento il suo settore di competenza iniziale (mezzo destro) e accentrandosi a piacere quasi nel ruolo di trequartista con ulteriore facoltà d’inserimento nei sedici metri avversari. È stato ovunque. Ha dettato l’azione, verticalizzato palloni, scambiato con i compagni (Lazzari su tutti), deliziato i presenti con alcuni colpi di tecnica degni di nota, rubato palloni in fase di filtro e servito due assist al bacio (uno vincente e da bonus fantacalcistico) per Grassi e Floccari.
Della prestazione di Schiattarella ne ha giovato tutta la squadra e in parte anche il reparto mediano biancazzurro che sicuramente ha fatto un piccolo passo in avanti rispetto alle ultime uscite, ma la ricerca della “quadra” finale è ancora in stato di working progress. La continuità nell’impiego di Alberto Grassi è un segnale da cogliere in maniera positiva all’interno del percorso di crescita del centrocampista ex Atalanta, sempre molto bravo a portare minacce nell’area avversaria ma con la pecca di essere un pochino troppo frenetico e impreciso nel momento di colpire. Sotto porta occorre maggiore convinzione, ma la sensazione è che - se la salute fisica sarà dalla sua - Grassi potrà ritagliarsi sempre più spazio in squadra e magari produrre qualche lampo che negli anni passati aveva attirato su di lui l’interesse di mezza serie A con l’approdo in quel di Napoli.
Chi invece non sta trascorrendo un momento particolarmente felice è Federico Viviani. Il regista spallino a Benevento non è mai stato pressato, ma la completa libertà di manovra si è limitata allo smistamento di alcuni semplici palloni nel primo tempo e ad alcuni lanci interessanti nel finale. Viviani è attualmente il terzo giocatore più impiegato da mister Semplici (dopo Gomis e Lazzari). Per il salto di qualità del centrocampo estense occorre anche un suo ritorno a prestazioni come, ad esempio, quella di Bergamo.(a.d.)
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