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GRANATA IN DIFFICOLTà 

Torino tra tanti problemi e il “fastidio” Coppa Italia

di Paolo Negri
Torino tra tanti problemi e il “fastidio” Coppa Italia

FERRARA. Su e giù. Come sulle montagne russe. Il Torino non trova continuità. E, soprattutto, è ondivago l’ambiente intorno ai granata: squadra da Europa dopo la vittoria di Roma con la Lazio;...

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FERRARA. Su e giù. Come sulle montagne russe. Il Torino non trova continuità. E, soprattutto, è ondivago l’ambiente intorno ai granata: squadra da Europa dopo la vittoria di Roma con la Lazio; squadra senza alibi a seguito del ko interno con il Napoli.

In realtà, servirebbe un po’ di equilibrio. E capire sia che non si tratta di un Toro di grande valore complessivo, sia che mister Mihajlovic non è ancora riuscito a trovare le soluzioni giuste sia a livello tattico che nella gestione dei singoli. Inoltre, gli infortuni hanno avuto e hanno il loro peso, dalla lunga assenza di Belotti (che dopo il rientro - forzato per averlo tra i convocati dell’Italia contro la Svezia - non è ancora tornato al top, pur avendo ritrovato il gol proprio contro il Napoli) ai guai di Barreca, dall’operazione cui è stato sottoposto Ansaldi al guaio muscolare - distrazione al bicipite femorale destro, rischia un mese di stop - che ha messo fine al 2017 di Ljajic (il serbo, tra l’altro, è anche entrato in rotta di collisione con l’allenatore, suo connazionale, e potrebbe essere ceduto a gennaio).

Il Torino è 9º, in una posizione che ci sembra coerente con il reale spessore dell’organico granata. Però gli viene chiesto l’approdo alla zona Europa League. Per riuscirci, intanto deve chiudere bene l’anno solare, il girone di andata, che proporrà le partite con la Spal (sabato a Ferrara) e contro il Genoa. In particolare, il match più immediato, quello con i biancazzurri, viene ritenuto di basso grado di difficoltà e quindi da vincere a tutti i costi. Per carità, è una chiave di lettura. Di sicuro non sarà semplice gestire il momento, tra tensioni interne, pressioni dell’ambiente, infortuni e calendario denso.

Domani alle 17.30 il Toro è atteso dalla trasferta di Roma per affrontare i giallorossi in Coppa Italia. Non l’ideale per preparare la trasferta ferrarese. Mihajlovic sarà senza i citati Ansaldi, Barreca e Ljajic, senza l’ottimo ex spallino Bonifazi (negativissimo, finora, il suo ritorno in granata: tra infortuni e scelte del tecnico praticamente non ha visto il campo), ed ha bocciato il giovane attaccante Sadiq. Vedremo che scelte farà il trainer. Se vorrà giocarsi l’accesso ai quarti di finale di Coppa Italia, allora qualche pezzo da novanta lo schiererà. Se invece punterà tutto sul match con la Spal, Mihajlovic domani ricorrerà ai vari Lyanco, Moretti, Obi, Gustafsson, Acqua, Edera, Niang e Boyè, mentre in porta troverà posto uno tra Ichazo e Milinkovic Savic (20anne fratello del laziale) a meno che il titolare Sirigu sia il prescelto. Poi vedremo quali saranno i terzini.

La società intanto pensa al mercato, per l’attacco adesso girano i nomi di Pazzini, Falcinelli e Nestorovski: serve un vice Belotti. Niang (compagno di Nazionale, nel Senegal, dello spallino Gomis) domani in Coppa avrà la sua ultima chance e se non la coglierà verrà a sua volta ceduto. Ma non è un centravanti.

Ieri pomeriggio, intanto, il Toro si è allenato al Filadelfia. Barreca ha ripreso ma solo in parte, a Roma non giocherà e non dovrebbe esserci nemmeno a Ferrara. Oggi i granata lavoreranno ancora al Filadelfia e partiranno per Roma nel pomeriggio. Vedremo se dopo la gara con i giallorossi torneranno a Torino per poi rimettersi in viaggio venerdì per Ferrara o se invece opteranno per un programma meno stressante.



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