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«A Ferrara stagioni fantastiche»

«A Ferrara stagioni fantastiche»

Il ricordo di Rampanti: a rovinare tutto fu l’arrivo destabilizzante di tre giocatori

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FERRARA. Rampanti, la Spal gioca la serie A a distanza di cinquant’anni...

«E mi fa molto piacere. Capisco l’entusiasmo della città. Ferrara è bellissima, ricordo il clima di normalità che si respirava. Il posto ideale per un giocatore di calcio, anche se magari non tutti, non sempre, lo capiscono».

Per lei esperienza triennale.

«Stagioni fantastiche, con persone straordinarie. Il grande presidente Mazzanti, il notaio Giacomelli, il dottor Montagna... Ricordo tutti, anche mister Caciagli. Persone perbene, rare nel calcio. E il ds Govoni. Bravissimo, ma commise un errore».

Quale?

«L’ultimo anno prese giocatori navigati per la la B, ma dal Sud, dove evidentemente avevano maturato esperienze diverse. Arrivarono e guastarono il bel giocattolo che era quella Spal. Tre o quattro, non faccio nomi ma se uno vuole li può individuare, che destabilizzarono la squadra. Avevamo avuto ragazzi bravissimi come Cavasin e Gibellini, Ferrari o il povero Tagliaferri, ne avevamo altrettanti come Morganti e Bergossi, ma quei tre o quattro rovinarono tutto».

Mister Rota perse la bussola?

«Sì, perchè la situazione era ingestibile. Io stesso, come capitano, venni delegittimato, e non riuscii a dare il mio contributo».

L’ultimo ricordo bello, nel 1981, la doppia sfida di Coppa Italia proprio col Toro nei quarti di finale?

«All’andata grande gara e vittoria 1-0 a Ferrara. Al ritorno si decise per il suicidio tattico del fuorigioco, con la linea difensiva alta. Forse, Rota aveva intuito che non avevamo le risorse per andare avanti e si giocò il tutto per tutto, perdemmo 4-0. Non capii...». (p.n.)

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