«Bondi, in trasferta c’è troppa rilassatezza»
Pasi non ha digerito alcuni scivoloni e adesso la classifica non è da playoff Le potenzialità del gruppo ci sono però servono più carattere e determinazione
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FERRARA. Alessandro Pasi, diesse del Kleb, fa autocritica. Alla proprietà gli ultimi ko a Verona e a Roseto non sono andati giù. Così, dopo un confronto franco e lungo con lo staff tecnico domenica sera e con quello societario lunedì, ieri Pasi ha parlato in conferenza stampa. «Se non chiudiamo con tre successi il girone d’andata, la proprietà mette in discussione tutti, me per primo» dice il dirigente biancazzurro, che a sua volta non ha digerito i brutti ko a Imola e a Roseto. In sostanza, l’andamento esterno della squadra. «Siamo tutti vincitori o perdenti, non siamo alla ricerca del capro espiatorio o del salvatore della patria - riprende Pasi -: siamo tutti sulla stessa barca».
Pasi lamenta un «ventre molle fuori casa», questione più di atteggiamento che tecnico. La squadra non deve sentirsi appagata, ma essere maggiormente rigorosa. «C’è una latente inconsapevole rilassatezza» ha chiuso Pasi. Alla proprietà questo non sta bene. «Oggi siamo di poco fuori dai playoff: autocritica va fatta».
E ancora. «Tre ko consecutivi si possono tranquillamente chiamare mini crisi, ci preoccupa una mancanza di atteggiamenti in alcuni aspetti della nostra stagione: non vogliamo trovarci già troppo indietro il 7 gennaio. Pensiamo di meritare la zona playoff, adesso non siamo molto lontani, ma non ci siamo, così è giusto prevenire piuttosto che curare. Ci mancano un paio di vittorie, quelle due sconfitte che dal punto di vista dell’atteggiamento non riusciamo ancora a metabolizzare: sto parlando dei ko a Imola e a Roseto. A parte a Forlì, fuori casa non siamo stati affamati e cattivi come dovremmo essere. Siamo tutti responsabili». Come si spiega la differenza fra gare interne ed esterne? «Beh, se sapessimo come risolvere il problema avremmo fatto un bel passo avanti. Fuori casa, se non dai te stesso e oltre, non ti imponi: bisogna dare di più sotto questo aspetto. Abbiamo leader emotivi, come Hall e Fantoni, e tecnici come Riccardo Cortese; abbiamo un gruppo con potenzialità e qualità per essere intenso in difesa e pericoloso in attacco, dobbiamo estendere a tutti quanti questa comune coscienza: tendiamo a essere remissivi».
Come a uscire da questa situazione? «Ci sono stati confronti, la società si aspetta una classifica sicuramente migliore, non sono state metabolizzate due sconfitte, mi preoccupa questa differenza di atteggiamento, questo ventre molle da trasferta; a parte a Forlì siamo stati discontinui e impalpabili, pure superficiali, cosa che a noi non va bene».
«Tutti siamo in discussione - ha chiuso il diesse del Kleb -; dietro l’operato dei giocatori c’è l’attività della società e non solo, siamo tutti chiamati a fare analisi e autocritica, come del resto a metterci in discussione, a venirci incontro, facendo un passo verso il collega o il compagno ancora di più di quanto è stato fatto fino ad ora. La classifica, sotto questo aspetto, latita un po’: abbiamo anche giocato quasi due mesi senza un americano come Rush. Però alcune situazioni esulano da questo aspetto».
Lorenzo Montanari
Pasi lamenta un «ventre molle fuori casa», questione più di atteggiamento che tecnico. La squadra non deve sentirsi appagata, ma essere maggiormente rigorosa. «C’è una latente inconsapevole rilassatezza» ha chiuso Pasi. Alla proprietà questo non sta bene. «Oggi siamo di poco fuori dai playoff: autocritica va fatta».
E ancora. «Tre ko consecutivi si possono tranquillamente chiamare mini crisi, ci preoccupa una mancanza di atteggiamenti in alcuni aspetti della nostra stagione: non vogliamo trovarci già troppo indietro il 7 gennaio. Pensiamo di meritare la zona playoff, adesso non siamo molto lontani, ma non ci siamo, così è giusto prevenire piuttosto che curare. Ci mancano un paio di vittorie, quelle due sconfitte che dal punto di vista dell’atteggiamento non riusciamo ancora a metabolizzare: sto parlando dei ko a Imola e a Roseto. A parte a Forlì, fuori casa non siamo stati affamati e cattivi come dovremmo essere. Siamo tutti responsabili». Come si spiega la differenza fra gare interne ed esterne? «Beh, se sapessimo come risolvere il problema avremmo fatto un bel passo avanti. Fuori casa, se non dai te stesso e oltre, non ti imponi: bisogna dare di più sotto questo aspetto. Abbiamo leader emotivi, come Hall e Fantoni, e tecnici come Riccardo Cortese; abbiamo un gruppo con potenzialità e qualità per essere intenso in difesa e pericoloso in attacco, dobbiamo estendere a tutti quanti questa comune coscienza: tendiamo a essere remissivi».
Come a uscire da questa situazione? «Ci sono stati confronti, la società si aspetta una classifica sicuramente migliore, non sono state metabolizzate due sconfitte, mi preoccupa questa differenza di atteggiamento, questo ventre molle da trasferta; a parte a Forlì siamo stati discontinui e impalpabili, pure superficiali, cosa che a noi non va bene».
«Tutti siamo in discussione - ha chiuso il diesse del Kleb -; dietro l’operato dei giocatori c’è l’attività della società e non solo, siamo tutti chiamati a fare analisi e autocritica, come del resto a metterci in discussione, a venirci incontro, facendo un passo verso il collega o il compagno ancora di più di quanto è stato fatto fino ad ora. La classifica, sotto questo aspetto, latita un po’: abbiamo anche giocato quasi due mesi senza un americano come Rush. Però alcune situazioni esulano da questo aspetto».
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