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«Spal, gara alla portata Il Torino rischierà molto»

di Paolo Negri
«Spal, gara alla portata Il Torino rischierà molto»

Cresciuto e impostosi in granata, tre anni in biancazzurro anche come capitano «La salvezza passa attraverso partite come questa, che è abbordabile»

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FERRARA. «Mi chiama da Ferrara? Ma che piacere...».

Rosario Rampanti è il signore di sempre. Il trascorrere del tempo non ne ha modificato lo stile. Nè, ma questo è un aneddoto, la parlata, la cadenza lenta e riflessiva. Normal one era, capitano della Spal che passeggiava in centro con coppola e loden, anonimo tra la gente anonima. E così resta, mai sopra le righe nemmeno oggi a 69 anni, ex allenatore scudettato (due volte) con la Primavera del Torino, finalista europeo come c.t. della Nazionale Under 18, poi assessore allo sport del Comune di Moncalieri e - adesso - opinionista di Toro News, seguito, apprezzato, ascoltato. Anche in seno alla società granata, ci dicono.

Figlio del Filadelfia (quando il Dna del Toro si trasmetteva là nel vecchio e mitico tempio), cresciuto in granata, 112 partite e 8 gol in A col Torino (oltre alla conquista di una Coppa Italia); tre anni, 90 partite, 4 gol e la fascia di capitano della Spal, anche se lui si fa modesto («Ma no, il capitano era Gibellini, io lo sono stato dopo, per un po’»). L’uomo giusto, Rampanti, per parlare dello Spal-Torino di sabato al “Paolo Mazza”.

Rampanti, che partita sarà?

«Aperta a tutti i risultati. Ed alla portata della Spal, che per salvarsi - e può farcela - deve approfittare di gare come questa».

Su cosa basa la sua riflessione?

«Il Torino ha sofferto a Crotone, a Benevento si è imposto all’ultimo istante... È una squadra che ha sempre balbettato contro chi in classifica le sta sotto. È una questione di mentalità, sbagliata, dei giocatori del Torino. Un aspetto psicologico negativo, perchè per valori tecnici il Toro è superiore alle formazioni che in graduatoria navigano nella sua zona».

La Spal, dunque, deve approfittare di queste oscillazioni granata.

«Esatto: il Torino si sta segnalando per l’alternanza del suo cammino. Cose belle poi gare scialbe o errate nell’approccio. La situazione è abbastanza delicata. Il Torino a Ferrara rischierà molto. Vincendo a Roma con la Lazio sembrava aver riacquisito fiducia, poi col Napoli si è slabbrato, ha disputato una partita senza senso».

Quali sono i problemi dei granata?

«A centrocampo hanno trovato un buon assetto, “a tre”, sono abbastanza robusti, ma Baselli - che è l’uomo migliore - attraversa un brutto periodo. Hanno un buon portiere e due bravi difensori centrali, però balbettano i terzini, sia De Silvestri che Molinaro denunciano diverse titubanze. Davanti sta facendo molto bene Iago Falque, il più regolare, ma Niang ha fallito, si è infortunato un giocatore importante come Ljajic e Belotti è in crisi, anche se il gol al Napoli potrebbe averlo risvegliato».

Oggi il Torino gioca in Coppa all’Olimpico contro la Roma: un vantaggio per la Spal in vista della gara di sabato?

«Non so se Mihajlovic farà turn over, ma io questa cosa sinceramente non la capisco. Col Torino nel 71/72, dopo aver vinto la Coppa Italia, giocavamo campionato, Coppa Italia e Coppa delle Coppe, eravamo in sedici più due giovani, avevamo un allenatore e arrivammo senza problemi a primavera. Adesso hanno mille giocatori, l’allenatore, il vice, uno staff di dieci persone tra preparatori, analisti e compagnia bella, e non possono giocare gare infrasettimanali? La verità è che un calciatore professionista deve pensare che il calcio è il suo unico lavoro. E le società dovrebbero farsi valere».

La Spal, diceva, può battere il Torino.

«Cero. Ha le sue chances. E la salvezza, ripeto, passa attraverso incontri come questo. Immagino che i tecnici della Spal avranno già studiato il cammino del Toro, la sua disposizione tattica e tutto quanto. La Spal la seguo con simpatia, ho visto qualche partita e sabato seguirò con grande interesse il match con il Torino. Lo vedrò da casa, in tv, ma per me sarà come essere lì allo stadio “Mazza”».

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