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Berlusconi bacchetta Rino: «Milan a due punte»

Berlusconi bacchetta Rino: «Milan a due punte»

L’ex presidente: «Con questo modulo non si va da nessuna parte. Bonaventura sulla scia di Kakà»

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MILANO. Rino Gattuso lavora su gambe, testa e tattica del suo Milan cercando la via di uscita dalla crisi, e secondo Silvio Berlusconi per prima cosa dovrebbe rivedere la gestione degli attaccanti. «Al bravo Rino mando i più affettuosi auguri ma vedo ancora il Milan con una punta e con questo modulo non si va da nessuna parte», ha notato l'ex presidente rossonero, ribadendo il mantra ascoltato più e più volte dai predecessori di Gattuso, nonché dallo stesso nuovo allenatore rossonero nella telefonata con cui Berlusconi gli ha dato il suo “in bocca al lupo” a fine novembre, dopo l'esonero di Vincenzo Montella. Gattuso in queste settimane ha varato la difesa a quattro, ristabilendo una costante del Milan berlusconiano, ma ha insistito con il tridente, utilizzando Suso nella sua posizione prediletta, da esterno. «Sono ancora tifosissimo, vedo il Milan giocare in un certo modo, sente un forte dolore, e non riesco quasi nemmeno a vedere tutta la partita», ha raccontato Berlusconi, che si è anche preso la briga di far «esaminare da un amico tutte le partite della scorsa stagione: non c'è un solo cross utilizzato positivamente dall'unica punta». «Si deve giocare con due punte, una delle quali Suso, e dietro Bonaventura, che gioca alla Kakà e non è molto inferiore a Kakà. Le ali devono essere i nostri terzini - ha sottolineato -. Ne ho parlato con Sacchi, Ancelotti e Capello e sono tutti concordi con questo. A tutti i tifosi del Milan, in lutto come me, dico di sperare in bene ed esercitare una corale pressione affinché torni a giocare come deve». Berlusconi potrebbe essere accontentato già sabato: senza lo squalificato Suso, Gattuso contro l'Atalanta medita di usare Calhanoglu alle spalle di Cutrone e André Silva. L'ex proprietario, che ad aprile ha ceduto il club al cinese Li Yonghong, è apparso tutt'altro che convinto anche dalle scelte di mercato della nuova società. Lo si può intuire dal fatto che ha definito «i fuoriclasse del Milan» solo Suso, Bonaventura e Donnarumma, tutti acquisti della vecchia gestione, escludendo Bonucci, il rinforzo più costoso della scorsa estate.

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