Il Natale a casa Spal nel segno dell’unità «Siamo una famiglia»
di Sergio Armanino
Ben 1.150 persone riunite in fiera dai colori biancazzurri Protagonista il vivaio, euforia per nuovi e vecchi idoli
3 MINUTI DI LETTURA
FERRARA. Qual è il tuo giocatore preferito? Non lo so... la Spal!
È tutto qui lo spirito che ha segnato la cena di Natale della Spal, nelle parole del piccolo biancazzurro intervistato per il video racconto delle giovanili spalline. Quel concetto di “famiglia Spal” che un po’ tutti, l’altra sera alla cena di Natale biancazzurra, hanno ripreso e che ha fatto da filo conduttore, dalle parole di patron Simone Colombarini a quelle del presidente: «Sono tutti come miei nipoti, molti li conosco per nome, di qualcuno so anche quanti gol ha segnato», ha confessato con gli occhi che gli brillavano un Walter Mattioli pervaso da un inconsueto spirito, che va oltre la festività. La Spal ha messo a tavola 1.150 persone negli stand della fiera ed Enrico Menegatti, per l’occasione conduttore della serata, ha chiamato uno a uno i giovani e giovanissimi interpreti del vivaio biancazzurro, scandendo nomi e cognomi loro, dei rispettivi staff, dai più piccoli fino alla prima squadra, fino a ciascun dipendente della Spal: un tributo a tutta la grande famiglia.
Serata piacevolissima, servizio catering impeccabile, ospite d’eccezione il vescovo, monsignor Gian Carlo Perego: «Ho ricevuto un’impressione molto bella, di una realtà sportiva che è valore aggiunto per la città. Lo sport è impegno e può aiutare i nostri giovani a crescere e a far crescere la città. Spero che la salvezza possa essere un traguardo possibile», le parole di sua eccellenza, che non nasconde la sua fede terrena per i colori nerazzurri dell’Inter.
Salvezza che è stata fermamente ribadita come obiettivo da Simone Colombarini: «Abbiamo acconsentito di sforare un po’ il budget per poter avere qualche rinforzo». Con il presidente che, però, parla di «ritocchi, perché crediamo in questo gruppo e le rimonte con il Verona e a Benevento devono dare maggiore convinzione nei mezzi che ci sono».
Patron, massimo dirigente e l’assessore Aldo Modonesi hanno poi ricordato i lavori fatti e quelli da portare a termine la prossima estate allo stadio “Paolo Mazza” per portarlo alla capienza di 16mila posti. «È qualche estate che non ci annoiamo - ha ironizzato Modonesi -, ma ci piace farci trovare preparati. Dalla Lega Pro alla serie B e poi alla serie A è stato un bel percorso: abbiamo voluto dare alla squadra, alla società e alla città uno stadio degno e siamo pronti a completare l’opera».
Fra una portata e un intervento, fra le immagini dei 110 anni di storia del club, la vendita dei biglietti per la lotteria e la passerella delle giovanili sul palco, ecco la prima squadra presa d’assalto da calciatori in erba e... genitori. Nessuno si è sottratto a regalare autografi, selfie e sorrisi, su tutti il più ricercato è stato Marco Borriello, che anche a Ferrara ha un bel seguito di ammiratrici... Poi, tutti sul palco, mentre sul grande schermo scorrevano le immagini dei gol segnati quest’anno, anche loro chiamati uno a uno, e qualche segnale è arrivato dall’entusiasmo della platea: subito ovazione per Gomis, altrettanto per Schiavon, Lazzari, Borriello e Antenucci, nuovi e consolidati idoli. Delirio per mister Semplici, ormai un’istituzione cittadina: «Questa prima che una società è una grande famiglia - ha ribadito pure il tecnico - e il percorso di questi anni è anche merito vostro. La serie A è un’esperienza straordinaria e difficilissima, lo sapevamo: soffriremo, l’importante è rimanere uniti».
È tutto qui lo spirito che ha segnato la cena di Natale della Spal, nelle parole del piccolo biancazzurro intervistato per il video racconto delle giovanili spalline. Quel concetto di “famiglia Spal” che un po’ tutti, l’altra sera alla cena di Natale biancazzurra, hanno ripreso e che ha fatto da filo conduttore, dalle parole di patron Simone Colombarini a quelle del presidente: «Sono tutti come miei nipoti, molti li conosco per nome, di qualcuno so anche quanti gol ha segnato», ha confessato con gli occhi che gli brillavano un Walter Mattioli pervaso da un inconsueto spirito, che va oltre la festività. La Spal ha messo a tavola 1.150 persone negli stand della fiera ed Enrico Menegatti, per l’occasione conduttore della serata, ha chiamato uno a uno i giovani e giovanissimi interpreti del vivaio biancazzurro, scandendo nomi e cognomi loro, dei rispettivi staff, dai più piccoli fino alla prima squadra, fino a ciascun dipendente della Spal: un tributo a tutta la grande famiglia.
Serata piacevolissima, servizio catering impeccabile, ospite d’eccezione il vescovo, monsignor Gian Carlo Perego: «Ho ricevuto un’impressione molto bella, di una realtà sportiva che è valore aggiunto per la città. Lo sport è impegno e può aiutare i nostri giovani a crescere e a far crescere la città. Spero che la salvezza possa essere un traguardo possibile», le parole di sua eccellenza, che non nasconde la sua fede terrena per i colori nerazzurri dell’Inter.
Salvezza che è stata fermamente ribadita come obiettivo da Simone Colombarini: «Abbiamo acconsentito di sforare un po’ il budget per poter avere qualche rinforzo». Con il presidente che, però, parla di «ritocchi, perché crediamo in questo gruppo e le rimonte con il Verona e a Benevento devono dare maggiore convinzione nei mezzi che ci sono».
Patron, massimo dirigente e l’assessore Aldo Modonesi hanno poi ricordato i lavori fatti e quelli da portare a termine la prossima estate allo stadio “Paolo Mazza” per portarlo alla capienza di 16mila posti. «È qualche estate che non ci annoiamo - ha ironizzato Modonesi -, ma ci piace farci trovare preparati. Dalla Lega Pro alla serie B e poi alla serie A è stato un bel percorso: abbiamo voluto dare alla squadra, alla società e alla città uno stadio degno e siamo pronti a completare l’opera».
Fra una portata e un intervento, fra le immagini dei 110 anni di storia del club, la vendita dei biglietti per la lotteria e la passerella delle giovanili sul palco, ecco la prima squadra presa d’assalto da calciatori in erba e... genitori. Nessuno si è sottratto a regalare autografi, selfie e sorrisi, su tutti il più ricercato è stato Marco Borriello, che anche a Ferrara ha un bel seguito di ammiratrici... Poi, tutti sul palco, mentre sul grande schermo scorrevano le immagini dei gol segnati quest’anno, anche loro chiamati uno a uno, e qualche segnale è arrivato dall’entusiasmo della platea: subito ovazione per Gomis, altrettanto per Schiavon, Lazzari, Borriello e Antenucci, nuovi e consolidati idoli. Delirio per mister Semplici, ormai un’istituzione cittadina: «Questa prima che una società è una grande famiglia - ha ribadito pure il tecnico - e il percorso di questi anni è anche merito vostro. La serie A è un’esperienza straordinaria e difficilissima, lo sapevamo: soffriremo, l’importante è rimanere uniti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
