Non solo la pista Kasami C’è pure l’ipotesi Machach
Lo svizzero resta una soluzione prioritaria e percorribile per il centrocampo Ma il Napoli presta il giovane francese appena ingaggiato da svincolato
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FERRARA. Con il d.s. Davide Vagnati in missione franco-belga, l’attenzione è concentrata anche sull’imminente mercato di gennaio. La Spal inserirà sicuramente alcune pedine, due o tre, per alzare il tasso di competitività, fisicità e soluzioni del gruppo. Tutto a fronte di sei o sette cessioni nell’attuale organico di 28 uomini. Le speculazioni, le voci, le notizie, le piste veritiere e quelle più difficilmente credibili sono diverse. Attendibile l’ipotesi che porta a Pajtim Kasami, centrocampista mancino classe 1992, passaporti svizzero e macedone, 1.88, esperienze in Italia (Lazio, Palermo), Inghilterra (Fulham, Nottingham Forest), Grecia (Olympiakos Pireo), nazionale elvetico. Dalla scorsa estate è in Svizzera, al Sion, ha il contratto fino al 2020. Perchè dunque dovrebbe andarsene? E come potrebbe ingaggiarlo la Spal?
Kaisami è stato serio obiettivo biancazzurro già la scorsa estate, quando ad un certo punto pareva tutto fatto. La trattativa poi è saltata, ma la stima e l’interesse sono sempre rimasti vivi. Il ritorno in Svizzera non è stato un successo, non sotto il profilo individuale bensì collettivo: il Sion è ultimissimo alla pausa invernale, ad inizio gennaio verrà a sostenere la preparazione al centro sportivo del Catania, a Torre del Grifo, e prepara dei cambiamenti. Kasami può essere ceduto, o prestato, lui vuole misurarsi a livelli più competitivi e la serie A lo è. Il suo procuratore è Mino Raiola, che alla Spal ha già portato Salamon, quindi il canale esiste. Kasami garantirebbe i requisiti (giovane ma esperto, grande impatto fisico, centrocampista di forza, passo, inserimento e buon piede, conoscenza del campionato italiano) che i biancazzurri vanno cercando.
Poi, la voce inerente Hakan Calhanoglu, classe 1994, del Milan. Possibile? La Spal gioca con un sistema tattico che non prevede il trequartista, mentre il turco è trequartista di ruolo, può giocare solo in quella posizione e le sue difficoltà al Milan nascono principalmente da un abituale utilizzo (la maggior parte delle volte in cui è stato mandato in campo) come mezz’ala: non lo è, non la può fare, non ha il passo, la frequenza, la continuità per giostrare da interno. È un 10 puro. Inoltre bisogna vedere se uno che ha fatto la Champions col Bayer Leverkusen ed è al Milan possa eventualmente calarsi nella realtà Spal.
Da tenere monitorata la pista che porta a Zinedine Machach, 21enne marsigliese che il Napoli ha appena ingaggiato, da svincolato, dopo la burrascosa rottura con il Tolosa. Giovane, di fisico e di talento, mezz’ala sinistra o centrocampista centrale, il Napoli a gennaio lo presta, per dargli minutaggio e rodarlo in A. Le piste sono tre: Benevento, Chievo e Spal, in ordine alfabetico. I rapporti tra i partenopei ed i biancazzurri sono ottimi, il discorso è fattibile. A favore di Machach: la qualità, le prospettive. Contro: non gioca da settembre, e non conosce la serie A.
La Spal monitora anche difensori centrali e laterali, in quest’ultimo ruolo per garantire alternative serve sicuramente un elemento. Molto dipenderà pure dalle partenze. Tanti elementi finora sono stati ai margini, mai utilizzati (Marchegiani, Poluzzi, Della Giovanna, Vitale, Bellemo, Konate): improbabile che restino tutti. Poi bisognerà vedere lo sviluppo degli intrecci di mercato che potrebbero coinvolgere qualche big (Viviani, Mora) che suscita interessi. E ancora: il Brescia vuole assolutamente Eros Schiavon, per dare esperienza e solidità alla mediana. Infine, anche la punta norvegese Ohikhuaeme - semplicemente Ohi -, dello Stabaek, già cercata in estate, può arrivare solo a fronte di una partenza. Ad esempio se il Genoa, il Sassuolo o il Chievo volessero davvero Paloschi. Ma l’operazione avrebbe senso?
Paolo Negri
Kaisami è stato serio obiettivo biancazzurro già la scorsa estate, quando ad un certo punto pareva tutto fatto. La trattativa poi è saltata, ma la stima e l’interesse sono sempre rimasti vivi. Il ritorno in Svizzera non è stato un successo, non sotto il profilo individuale bensì collettivo: il Sion è ultimissimo alla pausa invernale, ad inizio gennaio verrà a sostenere la preparazione al centro sportivo del Catania, a Torre del Grifo, e prepara dei cambiamenti. Kasami può essere ceduto, o prestato, lui vuole misurarsi a livelli più competitivi e la serie A lo è. Il suo procuratore è Mino Raiola, che alla Spal ha già portato Salamon, quindi il canale esiste. Kasami garantirebbe i requisiti (giovane ma esperto, grande impatto fisico, centrocampista di forza, passo, inserimento e buon piede, conoscenza del campionato italiano) che i biancazzurri vanno cercando.
Poi, la voce inerente Hakan Calhanoglu, classe 1994, del Milan. Possibile? La Spal gioca con un sistema tattico che non prevede il trequartista, mentre il turco è trequartista di ruolo, può giocare solo in quella posizione e le sue difficoltà al Milan nascono principalmente da un abituale utilizzo (la maggior parte delle volte in cui è stato mandato in campo) come mezz’ala: non lo è, non la può fare, non ha il passo, la frequenza, la continuità per giostrare da interno. È un 10 puro. Inoltre bisogna vedere se uno che ha fatto la Champions col Bayer Leverkusen ed è al Milan possa eventualmente calarsi nella realtà Spal.
Da tenere monitorata la pista che porta a Zinedine Machach, 21enne marsigliese che il Napoli ha appena ingaggiato, da svincolato, dopo la burrascosa rottura con il Tolosa. Giovane, di fisico e di talento, mezz’ala sinistra o centrocampista centrale, il Napoli a gennaio lo presta, per dargli minutaggio e rodarlo in A. Le piste sono tre: Benevento, Chievo e Spal, in ordine alfabetico. I rapporti tra i partenopei ed i biancazzurri sono ottimi, il discorso è fattibile. A favore di Machach: la qualità, le prospettive. Contro: non gioca da settembre, e non conosce la serie A.
La Spal monitora anche difensori centrali e laterali, in quest’ultimo ruolo per garantire alternative serve sicuramente un elemento. Molto dipenderà pure dalle partenze. Tanti elementi finora sono stati ai margini, mai utilizzati (Marchegiani, Poluzzi, Della Giovanna, Vitale, Bellemo, Konate): improbabile che restino tutti. Poi bisognerà vedere lo sviluppo degli intrecci di mercato che potrebbero coinvolgere qualche big (Viviani, Mora) che suscita interessi. E ancora: il Brescia vuole assolutamente Eros Schiavon, per dare esperienza e solidità alla mediana. Infine, anche la punta norvegese Ohikhuaeme - semplicemente Ohi -, dello Stabaek, già cercata in estate, può arrivare solo a fronte di una partenza. Ad esempio se il Genoa, il Sassuolo o il Chievo volessero davvero Paloschi. Ma l’operazione avrebbe senso?
Paolo Negri
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