Spal, il Toro per le corna Ma c’è l’incognita di chi gioca sulla fascia sinistra
di Paolo Negri
Costa e Konate out, Mattiello in forse e da quella parte agisce Iago Falque Nel caso, Mora potrebbe tornare nella sua vecchia posizione
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FERRARA. Un bene o un male? Sì, la vittoria del Torino mercoledì a Roma contro i giallorossi - con la conseguente qualificazione per il derby con la Juventus nei quarti di finale di Coppa Italia - che riflessi può avere per i biancazzurri che domani alle 15 ospiteranno i granata al “Paolo Mazza”?
Difficile dirlo. Sia perchè quella di Mihajlovic è squadra da alti e bassi, che fluttua da grandi prestazioni e gare deludenti, sia perchè la chiave di lettura può essere duplice. Toro galvanizzato dall’impresa, carico, deciso a scendere a Ferrara per una partita che da quelle parti ritengono «alla portata»? Oppure la somma di un eccesso di fiducia e di un po’ di stanchezza per l’impegno infrasettimanale potranno incidere in negativo?
Mihajlovic a Roma ha operato un turn over a metà. Dei probabili undici anti-Spal (Sirigu; De Silvestri, Nkoulou, Lyanco, Molinaro; Rincon, Valdifiori, Baselli; Iago Falque, Belotti, Berenguer), contro i giallorossi hanno giocato dall’inizio in cinque (De Silvestri, Lyanco, Molinaro, Valdifiori e Belotti), mentre uno (Valdifiori) è stato sostituito nel finale e due (Rincon e Berenguer) sono subentrati. Dunque, un’oculata gestione delle forze. Il dubbio per domani potrebbe essere in difesa centrale tra l’esperto e riposato Burdisso ed il giovane e vitaminico Lyanco. Il Toro tra l’altro è rientrato subito a casa, ieri si è allenato a porte chiuse al Filadelfia, oggi sosterrà la rifinitura e poi partirà per Ferrara: non crediamo che i granata al “Mazza” possano accusare stanchezza.
Tutto, o molto, dipenderà dunque dalla Spal. Dal suo modo di interpretare la partita. Dalla capacità di sfruttare lo slancio motivazionale della vittoria colta a Benevento. Dall’abilità nel prendere il Toro per le corna. Per battere i granata servirà una prestazione in... stile Torino (quello di un tempo): cuore, grinta, determinazione, agonismo, concentrazione, voglia di vincere. E acume tattico.
Vediamo. Il 5-3-2 della Spal sarà opposto al 4-3-3 degli ospiti. Significa parità numerica a centrocampo, una gabbia di tre centrali difensivi per l’unica punta di riferimento Belotti, due laterali a fronteggiare le ali granata. Dunque, i biancazzurri sembrano equilibrati, e in attacco avranno risorse in grado di mettere in difficoltà la non granitica retroguardia avversaria. L’interrogativo vero e proprio riguarda una fascia. Quella sinistra della Spal, la destra del Torino. Su quel lato del campo agisce Iago Falque, il più talentuoso, continuo ed efficace dei granata. E da quella parte mister Semplici è in difficoltà, nel senso che non ha o potrebbe non avere interpreti di ruolo: Costa si sta riprendendo dall’infortunio e tornerà solo per la prima di ritorno contro la Lazio; Konate è reduce dall’operazione al piede ed al netto da ciò non aveva collezionato nemmeno un secondo; Mattiello ha vissuto una settimana non serena, causa un problema al polpaccio. Ce la farà? Recupererà? Se sì, in quali condizioni sarà? E se non dovesse farcela?
Indicazioni precise non ci sono. La Spal, quando si allena a porte chiuse (come ieri e come oggi per la rifinitura) non comunica nemmeno il banale aggiornamento quotidiano sulle condizioni dei singoli. Quindi, non si hanno notizie certe sullo stato fisico di Mattiello. Per giocare, e contrastare adeguatamente Iago Falque, dovrà dare garanzie. L’auspicio in casa-Spal è che il quadro sia questo. In caso contrario, chi potrebbe giocare? Un altro terzino di ruolo non c’è. Anzi, sì: Mora. Per il capitano sarebbe un ritorno alle origini, al ruolo ricoperto fino a quando Semplici non ha avuto l’intuizione di impostarlo stabilmente come mezz’ala sinistra. Mora conosce il ruolo, ha esperienza, mestiere, carica agonistica, capacità di stare in campo. Toccasse a lui, non sarebbe preso alla sprovvista, pur a fronte dell’ampio bagaglio di qualità ed imprevidibilità dell’avversario diretto.
Non resta che attendere. La Spal ha varie assenze sul fronte difensivo (Felipe, Vaisanen, i due laterali citati, un altro - appunto - in dubbio) ed in panchina rischia di avere solo un centrale (Oikonomou) e nessun laterale. Bisognerà fare di necessità, virtù, domani sarebbe di estrema importanza cogliere un risultato positivo. La vittoria farebbe volare di qualche posizione. L’importante, in ogni caso, sarà non perdere, per centrare il terzo risultato utile di fila. Crederci.
Difficile dirlo. Sia perchè quella di Mihajlovic è squadra da alti e bassi, che fluttua da grandi prestazioni e gare deludenti, sia perchè la chiave di lettura può essere duplice. Toro galvanizzato dall’impresa, carico, deciso a scendere a Ferrara per una partita che da quelle parti ritengono «alla portata»? Oppure la somma di un eccesso di fiducia e di un po’ di stanchezza per l’impegno infrasettimanale potranno incidere in negativo?
Mihajlovic a Roma ha operato un turn over a metà. Dei probabili undici anti-Spal (Sirigu; De Silvestri, Nkoulou, Lyanco, Molinaro; Rincon, Valdifiori, Baselli; Iago Falque, Belotti, Berenguer), contro i giallorossi hanno giocato dall’inizio in cinque (De Silvestri, Lyanco, Molinaro, Valdifiori e Belotti), mentre uno (Valdifiori) è stato sostituito nel finale e due (Rincon e Berenguer) sono subentrati. Dunque, un’oculata gestione delle forze. Il dubbio per domani potrebbe essere in difesa centrale tra l’esperto e riposato Burdisso ed il giovane e vitaminico Lyanco. Il Toro tra l’altro è rientrato subito a casa, ieri si è allenato a porte chiuse al Filadelfia, oggi sosterrà la rifinitura e poi partirà per Ferrara: non crediamo che i granata al “Mazza” possano accusare stanchezza.
Tutto, o molto, dipenderà dunque dalla Spal. Dal suo modo di interpretare la partita. Dalla capacità di sfruttare lo slancio motivazionale della vittoria colta a Benevento. Dall’abilità nel prendere il Toro per le corna. Per battere i granata servirà una prestazione in... stile Torino (quello di un tempo): cuore, grinta, determinazione, agonismo, concentrazione, voglia di vincere. E acume tattico.
Vediamo. Il 5-3-2 della Spal sarà opposto al 4-3-3 degli ospiti. Significa parità numerica a centrocampo, una gabbia di tre centrali difensivi per l’unica punta di riferimento Belotti, due laterali a fronteggiare le ali granata. Dunque, i biancazzurri sembrano equilibrati, e in attacco avranno risorse in grado di mettere in difficoltà la non granitica retroguardia avversaria. L’interrogativo vero e proprio riguarda una fascia. Quella sinistra della Spal, la destra del Torino. Su quel lato del campo agisce Iago Falque, il più talentuoso, continuo ed efficace dei granata. E da quella parte mister Semplici è in difficoltà, nel senso che non ha o potrebbe non avere interpreti di ruolo: Costa si sta riprendendo dall’infortunio e tornerà solo per la prima di ritorno contro la Lazio; Konate è reduce dall’operazione al piede ed al netto da ciò non aveva collezionato nemmeno un secondo; Mattiello ha vissuto una settimana non serena, causa un problema al polpaccio. Ce la farà? Recupererà? Se sì, in quali condizioni sarà? E se non dovesse farcela?
Indicazioni precise non ci sono. La Spal, quando si allena a porte chiuse (come ieri e come oggi per la rifinitura) non comunica nemmeno il banale aggiornamento quotidiano sulle condizioni dei singoli. Quindi, non si hanno notizie certe sullo stato fisico di Mattiello. Per giocare, e contrastare adeguatamente Iago Falque, dovrà dare garanzie. L’auspicio in casa-Spal è che il quadro sia questo. In caso contrario, chi potrebbe giocare? Un altro terzino di ruolo non c’è. Anzi, sì: Mora. Per il capitano sarebbe un ritorno alle origini, al ruolo ricoperto fino a quando Semplici non ha avuto l’intuizione di impostarlo stabilmente come mezz’ala sinistra. Mora conosce il ruolo, ha esperienza, mestiere, carica agonistica, capacità di stare in campo. Toccasse a lui, non sarebbe preso alla sprovvista, pur a fronte dell’ampio bagaglio di qualità ed imprevidibilità dell’avversario diretto.
Non resta che attendere. La Spal ha varie assenze sul fronte difensivo (Felipe, Vaisanen, i due laterali citati, un altro - appunto - in dubbio) ed in panchina rischia di avere solo un centrale (Oikonomou) e nessun laterale. Bisognerà fare di necessità, virtù, domani sarebbe di estrema importanza cogliere un risultato positivo. La vittoria farebbe volare di qualche posizione. L’importante, in ogni caso, sarà non perdere, per centrare il terzo risultato utile di fila. Crederci.
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