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Doti tripalliche, limiti qualitativi Il mercato è indispensabile

Doti tripalliche, limiti qualitativi Il mercato è indispensabile

FERRARA. Una volta, per indicare lo spirito indomito di una squadra, si parlava di cuore Toro, alludendo alla tipica grinta dei granata. Un Dna andato smarrito con il tempo, e ieri - al cospetto del...

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FERRARA. Una volta, per indicare lo spirito indomito di una squadra, si parlava di cuore Toro, alludendo alla tipica grinta dei granata. Un Dna andato smarrito con il tempo, e ieri - al cospetto del Torino stesso - fatto proprio dalla Spal. Che è più che mai in corsa. Per la salvezza. I biancazzurri si aggrappano con gli artigli al proprio obiettivo. L’inimmaginabile (dopo 10 minuti) pareggio con il Torino è utilissimo per la graduatoria. Consente di aumentare di un punto il vantaggio sul Verona - penultimo - travolto a Udine, di agganciare il Crotone (effetto Zenga...) sepolto dalla Lazio e di andare a -2 dal Cagliari. Non ci volevano il non credibile successo del Genoa sul Benevento (rigore a tempo scaduto) e la terza vittoria di fila del Sassuolo contro un’Inter che sta finalmente mostrando il suo vero spessore (?). Ma occhio: il Chievo (21 punti, +6 sulla Spal) non è fuori dalla mischia, un suo crollo - per età media e valori - non è da escludere.

La Spal ha orgoglio inversamente proporzionale ai propri limiti: doti tripalliche compensano lampanti deficienze qualitative. Sulle prime bisognerà insistere, sulle seconde sarà opportuno intervenire massicciamente in sede di imminente mercato. Perchè non si può sempre regalare, commettere incredibili errori difensivi, partire con l’handicap, andare regolarmente in svantaggio: lo sforzo per rimediare diventa immane, e non sempre si è potuto, si può e si potrà fare risultato. (p.n.)

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