«La squadra ed i tifosi: straordinari»
di Marco Nagliati
Il tecnico della Spal riconosce gli errori Poi elogia carattere e spinta del “popolo”
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FERRARA. La Spal chiude sfinita. Metà squadra a terra con i crampi, un’altra porzione con le mani sulle ginocchia a respirare. Mentre il Torino ha per lungamente vissuto la gara come un allenamento, la formazione biancazzurra è andata oltre i propri limiti. Partenza shock, doppio svantaggio. Altroché matador... I granata, probabilmente, hanno pensato al Natale. Sembrava discesa. Alla lunga, il Mazza è diventato davvero un’arena: rimonta da adrenalina purissima, prestazione - dice mister Semplici - sopra le righe. Terza volta consecutiva sotto, seconda di fila a Ferrara addirittura di due reti. E come con il Verona, pure ieri il 2-2 è giunto di rigore con il glaciale “Anteseven 7”.
Semplici arriva in sala stampa prima di Mihajlovic ed ha il volto soddisfatto. Prima di qualsiasi analisi, gli preme esprimere un moto dell’anima: «I miei giocatori hanno dato tutto, mettendo in campo carattere ed orgoglio. E poi voglio ringraziare i nostri tifosi, perché pur quando eravamo sotto 0-2 non hanno smesso di incitarci. Ci hanno spinto alla rimonta. Ecco, squadra e “popolo” sono stati straordinari. L’unità con la nostra gente è decisiva». La ciliegina sulla torta è stata messa, prima però è necessario comprendere quali elementi hanno contribuito alla cottura. Pronti via e Spal malmenata di brutto... «Ripetiamo i soliti errori - sospira Semplici -: dopo 17” prendiamo gol, dopo 9’ arriva il secondo. Contro un Torino forte, organizzato... Mica è facile rialzarsi. Invece la squadra ha dato una risposta meravigliosa».
«Avere pareggiato in questo modo dà fiducia, però dobbiamo analizzare gli errori che commettiamo: permettiamo agli avversari di segnarci reti facili. L’esperienza in categoria l’abbiamo fatta, quindi evitiamo certi scivoloni». Ci si domanda, oltre agli evidenti strafalcioni dei singoli, anche difficoltà mentali? È dura reggere la pressione di questa lunga battaglia salvezza? Semplici non si sottrae: «Sbagli individuali, certo. Forse anche difficoltà mentali. Dobbiamo capire i momenti delle partite, la “lettura” delle singole giocate. Sulla seconda realizzazione del Torino il pallone era da gettare via, invece l’abbiamo voluta giocare. Però, lo dico con forza, questa è stata una delle partite più belle che abbiamo giocato quest’anno».
«Ribadisco: dobbiamo capire che certi errori non ce li possiamo permettere. Però non possiamo neppure dimenticare la voglia che questi ragazzi hanno gettato in campo, la forza. La voglia di rimettere in piedi l’incontro». E nel finale, a proposito di amnesie, quasi arriva il 2-3 granata col colpo di testa di Belotti. «Già, ci è anche andata bene - sussurra Semplici -: fossimo stati sconfitti sarebbe stata un’ingiustizia. Una botta tremenda». Così, si parla di filosofia calcistica. Di trasformazione spallina in atto. Semplici spiega: «In passato abbiamo costruito la squadra in un certo modo, cioè per essere manovrieri. Adesso cerchiamo di essere meno belli ma più concreti: perché non abbiamo tutte le qualità necessarie per passare la palla come fanno altre formazioni. Stiamo tentando di cambiare pelle, solo che a volte eccediamo nel voler uscire palla al piede come facevamo un tempo. Il lavoro va avanti. Vero che abbiamo dei limiti, ma anche delle qualità. Poi sta a me cercare di nascondere i nostri difetti il più possibile».
Semplici arriva in sala stampa prima di Mihajlovic ed ha il volto soddisfatto. Prima di qualsiasi analisi, gli preme esprimere un moto dell’anima: «I miei giocatori hanno dato tutto, mettendo in campo carattere ed orgoglio. E poi voglio ringraziare i nostri tifosi, perché pur quando eravamo sotto 0-2 non hanno smesso di incitarci. Ci hanno spinto alla rimonta. Ecco, squadra e “popolo” sono stati straordinari. L’unità con la nostra gente è decisiva». La ciliegina sulla torta è stata messa, prima però è necessario comprendere quali elementi hanno contribuito alla cottura. Pronti via e Spal malmenata di brutto... «Ripetiamo i soliti errori - sospira Semplici -: dopo 17” prendiamo gol, dopo 9’ arriva il secondo. Contro un Torino forte, organizzato... Mica è facile rialzarsi. Invece la squadra ha dato una risposta meravigliosa».
«Avere pareggiato in questo modo dà fiducia, però dobbiamo analizzare gli errori che commettiamo: permettiamo agli avversari di segnarci reti facili. L’esperienza in categoria l’abbiamo fatta, quindi evitiamo certi scivoloni». Ci si domanda, oltre agli evidenti strafalcioni dei singoli, anche difficoltà mentali? È dura reggere la pressione di questa lunga battaglia salvezza? Semplici non si sottrae: «Sbagli individuali, certo. Forse anche difficoltà mentali. Dobbiamo capire i momenti delle partite, la “lettura” delle singole giocate. Sulla seconda realizzazione del Torino il pallone era da gettare via, invece l’abbiamo voluta giocare. Però, lo dico con forza, questa è stata una delle partite più belle che abbiamo giocato quest’anno».
«Ribadisco: dobbiamo capire che certi errori non ce li possiamo permettere. Però non possiamo neppure dimenticare la voglia che questi ragazzi hanno gettato in campo, la forza. La voglia di rimettere in piedi l’incontro». E nel finale, a proposito di amnesie, quasi arriva il 2-3 granata col colpo di testa di Belotti. «Già, ci è anche andata bene - sussurra Semplici -: fossimo stati sconfitti sarebbe stata un’ingiustizia. Una botta tremenda». Così, si parla di filosofia calcistica. Di trasformazione spallina in atto. Semplici spiega: «In passato abbiamo costruito la squadra in un certo modo, cioè per essere manovrieri. Adesso cerchiamo di essere meno belli ma più concreti: perché non abbiamo tutte le qualità necessarie per passare la palla come fanno altre formazioni. Stiamo tentando di cambiare pelle, solo che a volte eccediamo nel voler uscire palla al piede come facevamo un tempo. Il lavoro va avanti. Vero che abbiamo dei limiti, ma anche delle qualità. Poi sta a me cercare di nascondere i nostri difetti il più possibile».
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