Spal, il grido di Antenucci «Siamo eroi»
di Marco Nagliati
Sabato il bomber ha elogiato grinta e spirito Ora però servono innesti di peso dal mercato
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FERRARA. «Siamo stati tutti eroi» sillabava orgoglioso Mirco Antenucci sabato sera, dopo avere riacciuffato per la coda il Toro con un’altra esaltante rimonta. Dapprima Verona, quindi Benevento. Infine il Torino. Tre volte in svantaggio nelle ultime uscite e Spal sempre capace di rialzarsi: barcolla ma non molla. Al Mazza dallo 0-2 al 2-2 sia con l’Hellas che con i granata, in Campania match ribaltato con una doppietta di Floccari. Sei reti messe a referto, per una media di due piuttosto convincente. È la difesa, in tutta evidenza, il tallone d’Achille. Poi mister Semplici tiene a precisare che ci si protegge da reparto a reparto, che anche a centrocampo gli errori non mancano. Però, ultimamente, sono più gli errori individuali rispetto a quelli d’assieme che stanno frenando la squadra.
Dopodiché, il carattere e lo spirito di squadra sono innegabilmente un punto di forza della brigata estense, che nella lunghissima maratona salvezza potrà mettere in gioco temperamento e compattezza ambientale. La sensazione è che la permanenza in serie A sarà in ballo per una questione di dettagli. «L’esperienza ce la siamo fatta» faceva evidenziare sui taccuini lo stesso tecnico spallino in sala stampa, dopo la partita con il Torino. La sua, una riflessione con doppio destinatario: la squadra, in primis. Se a ottobre reggeva l’alibi della “prima volta” a certi livelli per tanti calciatori, adesso le praterie sono state più o meno calcate tutte. Il percorso è giunto quasi a metà, di conseguenza tanti svarioni non sarebbero più presentabili. Invece, ancora, capita che Cremonesi e Mattiello (ad esempio) non “leggano” una parabola lenta e facile e dopo 17” permettano al Toro di passare. Appena 8’ dopo, ecco Salamon (non nuovo a leggerezze) che non spazza e perde palla innescando il contropiede dello 0-2. Poi la Spal s’è trasformata, diventando ruggente ed emozionante. Ecco: se si giocasse così sullo 0-0 qualche punto in più in saccoccia ci sarebbe.
L’altro segnale che Semplici intende inviare, parlando di conoscenza acquisita della categoria, è legato al mercato. Per rimanere in piena corsa necessitano interventi mirati e di peso. Poche cose ma che influiscano. Patron Colombarini l’aria l’ha fiutata appieno: «Abbiamo messo a disposizione un budget superiore a quanto pensato in precedenza». Okay, le intenzioni sono granitiche. Epperò c’è un rigagnolo che potrebbe infiltrarsi e creare qualche crepa: il canto delle sirene. Le richieste di altri club nei confronti dei gioiellini della corona, sostanzialmente Lazzari e Viviani (la Fiorentina ha aperto un canale esplorativo). La Spal dovrà essere brava nel resistere e convincere che la vetrina non si svuota. Il senso del mercato di gennaio è quello di rinforzarsi e non cedere chi s’è messo in luce per andarlo poi a sostituire, perché in quel caso la sostanza della rosa cambierebbe di poco.
Sarebbe un peccato cedere alle lusinghe, considerato che pur soffrendo (come preventivabile) finora la pattuglia ferrarese sta navigando come da aspettative e speranze. La Spal è in piena corsa, il battito cardiaco forte. Inserendo qualità e fisicità, mister Semplici avrebbe ulteriori armi vincenti. Un saluto a chi finora è rimasto ai margini o s’è dimostrato non competitivo come si sperava (Oikonomou in retroguardia, per dire: il greco ormai è sparito dai radar) e dentro innesti che davvero consentano un ulteriore salto. Serve un centrale difensivo, indispensabili nerbo e corsa a centrocampo. Il ds Vagnati segue Bonifazi, corteggia il granata Acquah. Punta forte sul centrocampista svizzero Kasami, è attento sul brasiliano Everton Luiz (mediano) in uscita dal Partizan. Su sponda viola ha nel radar Maxi Olivera (difensore) e Carlos Sanchez (centrocampista). Carne al fuoco ce n’è. Intanto, sabato, viaggio a Genova. L’andata si chiude su sponda Sampdoria. Sulla carta, impegno duro-duro. Però, come dice Antenucci: «Siamo eroi».
Dopodiché, il carattere e lo spirito di squadra sono innegabilmente un punto di forza della brigata estense, che nella lunghissima maratona salvezza potrà mettere in gioco temperamento e compattezza ambientale. La sensazione è che la permanenza in serie A sarà in ballo per una questione di dettagli. «L’esperienza ce la siamo fatta» faceva evidenziare sui taccuini lo stesso tecnico spallino in sala stampa, dopo la partita con il Torino. La sua, una riflessione con doppio destinatario: la squadra, in primis. Se a ottobre reggeva l’alibi della “prima volta” a certi livelli per tanti calciatori, adesso le praterie sono state più o meno calcate tutte. Il percorso è giunto quasi a metà, di conseguenza tanti svarioni non sarebbero più presentabili. Invece, ancora, capita che Cremonesi e Mattiello (ad esempio) non “leggano” una parabola lenta e facile e dopo 17” permettano al Toro di passare. Appena 8’ dopo, ecco Salamon (non nuovo a leggerezze) che non spazza e perde palla innescando il contropiede dello 0-2. Poi la Spal s’è trasformata, diventando ruggente ed emozionante. Ecco: se si giocasse così sullo 0-0 qualche punto in più in saccoccia ci sarebbe.
L’altro segnale che Semplici intende inviare, parlando di conoscenza acquisita della categoria, è legato al mercato. Per rimanere in piena corsa necessitano interventi mirati e di peso. Poche cose ma che influiscano. Patron Colombarini l’aria l’ha fiutata appieno: «Abbiamo messo a disposizione un budget superiore a quanto pensato in precedenza». Okay, le intenzioni sono granitiche. Epperò c’è un rigagnolo che potrebbe infiltrarsi e creare qualche crepa: il canto delle sirene. Le richieste di altri club nei confronti dei gioiellini della corona, sostanzialmente Lazzari e Viviani (la Fiorentina ha aperto un canale esplorativo). La Spal dovrà essere brava nel resistere e convincere che la vetrina non si svuota. Il senso del mercato di gennaio è quello di rinforzarsi e non cedere chi s’è messo in luce per andarlo poi a sostituire, perché in quel caso la sostanza della rosa cambierebbe di poco.
Sarebbe un peccato cedere alle lusinghe, considerato che pur soffrendo (come preventivabile) finora la pattuglia ferrarese sta navigando come da aspettative e speranze. La Spal è in piena corsa, il battito cardiaco forte. Inserendo qualità e fisicità, mister Semplici avrebbe ulteriori armi vincenti. Un saluto a chi finora è rimasto ai margini o s’è dimostrato non competitivo come si sperava (Oikonomou in retroguardia, per dire: il greco ormai è sparito dai radar) e dentro innesti che davvero consentano un ulteriore salto. Serve un centrale difensivo, indispensabili nerbo e corsa a centrocampo. Il ds Vagnati segue Bonifazi, corteggia il granata Acquah. Punta forte sul centrocampista svizzero Kasami, è attento sul brasiliano Everton Luiz (mediano) in uscita dal Partizan. Su sponda viola ha nel radar Maxi Olivera (difensore) e Carlos Sanchez (centrocampista). Carne al fuoco ce n’è. Intanto, sabato, viaggio a Genova. L’andata si chiude su sponda Sampdoria. Sulla carta, impegno duro-duro. Però, come dice Antenucci: «Siamo eroi».
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