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«Serve una Bondi dura e organizzata per fermare Jesi»

«Serve una Bondi dura e organizzata per fermare Jesi»

Basket A2. Coach Martelossi mette in guardia i suoi «Non possiamo lasciarli tirare da tre come sanno fare»

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FERRARA. Per la Bondi, settimana corta. Dopo il facilissimo successo casalingo contro Bergamo, è già tempo di rimettersi in viaggio. I biancazzurri oggi partiranno alla volta di Jesi, dove domani sera (palla a due alle 20.30) affronteranno la Termoforgia.

Partita ostica...

«È vero - conferma coach Alberto Martelossi -, Jesi ha perso quattro delle ultime cinque gare, ma l’ha fatto giocando sempre punto a punto, a Forlì, poi, ha perso in maniera abbastanza clamorosa. Di questa squadra mi viene in mente la definizione di Talento, sì, con la T maiuscola, dove per talento s’intende la capacità di più giocatori di costruirsi in maniera personale un tiro, realizzandolo con buone percentuali, qualità che non hanno tutte le squadre. A livello di talento, Jesi è al top. Dal canto nostro bisogna che giochiamo una gara al massimo per provare a vincere. Durante le gare Jesi può avere break negativi, che però facilmente recupera grazie proprio al talento».

Focus su Hasbrouck, Brown e Rinaldi, ma non solo...

«È certo che non possiamo pensare di andare a fare una partita a ritmi alti, controbattendo il loro talento, anche perché non siamo in grado di farlo. Dobbiamo fare una gara molto intelligente e ordinata per più tempo possibile. Diventa importantissimo farlo fuori casa. Pensando che dall’altra parte incontrerò Hasbrouck e Rinaldi, fra i giocatori che ho allenato due dei migliori per comprensione del gioco e spirito di squadra, mi fa capire che l’indice di difficoltà della gara contro la Termoforgia è molto alto».

Espugnare Jesi per chiudere bene contro Piacenza il girone d’andata: è questo l’obiettivo a breve termine che vi ponete?

«Il successo contro Bergamo può essere solamente dannoso per la nostra mentalità. La facilità con cui ci è riuscito qualcosa in quella gara, anche con la complicità degli avversari, beh, non è una situazione reale di questo campionato. Bisogna che riusciamo a ritornare in una situazione di durezza, cercando di fare le due gare più continue possibili e rialzare la testa solo dopo. A livello fisico, dobbiamo giocare le ultime due gare dell’andata come se fossero partite playoff, sappiamo che gli avversari ci proporranno questo tipo di atteggiamento, che noi dobbiamo controbattere, ben consci che il cammino è ancora lungo».

A Jesi sarà fondamentale partire con il giusto piglio.

«Sotto questo punto di vista stiamo scontando dei problemi, aspetto di cui ci dobbiamo rendere conto: la determinazione e la consapevolezza del compito, come del rispetto degli avversari, sono le medicine per migliorare questa situazione. L’approccio ai quarti molte volte fa la partita».

L’aspetto tecnico che a Jesi dovrà fare la differenza?

«Ancora una volta di più, la percentuale al tiro da fuori, in particolare quella di Jesi. Non possiamo sperare negli errori, ma dobbiamo provocarli. La Termoforgia tira bene da tre punti, con molti giocatori e da palle rubate, altra situazione che andrà monitorata. Noi stessi le gare migliori le abbiamo fatte con buone percentuali al tiro da fuori, ergo con buona circolazione di palla. Dal punto di vista mentale, più di sempre non bisogna scomporsi sulle loro giocate di bravura. Bisogna che teniamo i nervi saldi anche quando incapperemo in momenti di fiducia jesina».

Allenamento al completo, ieri pomeriggio, per la Bondi. Capitan Riccardo Cortese, ai box martedì pomeriggio a causa di un leggero attacco febbrile, era regolarmente al proprio posto sul parquet. Coach Martelossi e il suo vice Andrea Bonacina hanno impartito ai loro giocatori gli ultimi dettami. Oggi, ultimo allenamento “ferrarese” e partenza pomeridiana alla volta del quartier generale jesino.

Lorenzo Montanari



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