ciclismo - la “tassa sul sudore” imposta dalla federazione
Ferrara protegge i suoi amatori
Card obbligatoria per gli enti di promozione. Uisp e Acsi la dribblano
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FERRARA. L’hanno già ribattezzata la “tassa sul sudore”, quella che spreme fino all’ultimo la passione dei ciclisti amatoriali. È stato l’ultimo atto della Federciclismo prima di chiudere per le vacanze: l’obbligo di sottoscrivere la Bike Card al costo di 25 euro l’anno. Una tessera senza la quale non si potrà correre nemmeno nel cortile di casa, con denari che finiranno alla federazione: indispensabile per tutti i ciclisti amatoriali che vogliano partecipare a gare o turistiche organizzate dagli enti di promozione sportiva. Il motivo è che i federali della bici non ci stanno più a vedere centinaia e centinaia di appassionati che si iscrivono all’ente, pagano la quota per la garetta e nulla finisce nelle casse federali. A Ferrara c’è una fortissima tradizione legata alle manifestazioni amatoriali, organizzate nel 70% dei casi dall’Uisp e per il restante 30% dall’Acsi. E proprio queste due organizzazioni sono le sole (sulle diciannove del panorama nazionale) ad avere raggiunto un accordo con la Federazione, che evita ai loro tesserati il balzello della Bike Card. Sotto il cielo estense non serviranno altri esborsi. «In effetti siamo tra quelli che il problema non l’avranno - dice Enrico Balestra, presidente provinciale Uisp -; con la Federciclismo dobbiamo soltanto incontrarci il 10 gennaio per accordarci sui dettagli». In sostanza capire quale quota “girare” in qualità di ente sportivo alla federazione e come differenziare lo status di organizzatori rispetto a coloro che si limitano semplicemente a sottoscrivere tesseramenti.
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