Juve d’assalto a Verona Allegri punta su Dybala
Dopo due panchine il tecnico rimette in campo dall’inizio il numero 10 e sbotta: «Basta paragoni con Messi e CR7. Mandzukic? Rimarrà qui, per Pjaca vedremo»
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TORINO. Il ritorno tra i titolari di Paulo Dybala è la mossa di Allegri per conquistare i tre punti a Verona, indispensabili per non «buttare all'aria» lo splendido mese di dicembre bianconero. Dopo due panchine consecutive in campionato, la Joya torna titolare al Bentegodi, «campo su cui la Juve non vince dal 2001», in una formazione che potrebbe tornare all'albero di Natale visto le assenze di De Sciglio, Buffon e Pjanic e Cuadrado. Con l'argentino ci saranno anche Higuain e Mandzukic, per il quale mister Allegri allontana le sirene della Cina.
«Rimarrà, non accetterebbe un campionato non competitivo mentre per Pjaca valuteremo, ha bisogno di giocare». Ritrova dunque la maglia da titolare Dybala, reduce da «una bella settimana di allenamento» e di nuovo «sereno» dopo il periodo in ombra. «Paulo è cresciuto molto da quando è arrivato tre anni fa e ha ancora tanti margini di miglioramento - è la difesa di Allegri -. I paragoni con Messi e Ronaldo fatti all'inizio sono stati dannosi, non si può paragonare un ragazzo di 24 anni a mostri sacri del calcio, ha le sue qualità, è un giocatore straordinario ma deve fare il suo percorso». Paragoni dannosi non solo per Dybala, secondo Allegri. «I ragazzi giocano mezz'ora e il giorno dopo valgono 40 milioni, il nuovo futuro del calcio italiano è tizio, abbiamo trovato il nuovo centrocampista alla Pirlo... I ragazzi vanno lasciati crescere - è il j'accuse di Allegri -: una volta un giocatore per essere bravo e dimostrare doveva fare minimo 100 partite in Serie A, capisco che il mondo è cambiato, ma così è troppo».
Le assenze di Pjanic e Cuadrado, «ancora alle prese con un'infiammazione al pube che lo mette a rischio anche per il derby di Coppa Italia», orientano Allegri verso un ritorno al centrocampo a due, vista anche l'abbondanza in attacco. «Di riposare non ha bisogno nessuno, hanno lavorato bene la scorsa settimana, con un'intensità diversa perché abbiamo avuto un po’ più di tempo. L'assenza di Pjanic? O giocherà uno tra Bentancur e Marchisio, o passeremo al centrocampo a due», conferma. Nessuna preferenza sulla coppia ideale di centrocampisti. Chiunque giochi, è il messaggio di Allegri, quel che conta è «il campo, è una partita in cui bisogna prendere i tre punti: ci sono delle gare come gli scontri diretti dove può succedere di tutto e delle partite dove non può succedere niente, c'è solo da vincere, continuare a stare vicini al Napoli, perché prima della sosta ci sono due partite importanti per chiudere questa prima parte della stagione nel migliore dei modi».
«Rimarrà, non accetterebbe un campionato non competitivo mentre per Pjaca valuteremo, ha bisogno di giocare». Ritrova dunque la maglia da titolare Dybala, reduce da «una bella settimana di allenamento» e di nuovo «sereno» dopo il periodo in ombra. «Paulo è cresciuto molto da quando è arrivato tre anni fa e ha ancora tanti margini di miglioramento - è la difesa di Allegri -. I paragoni con Messi e Ronaldo fatti all'inizio sono stati dannosi, non si può paragonare un ragazzo di 24 anni a mostri sacri del calcio, ha le sue qualità, è un giocatore straordinario ma deve fare il suo percorso». Paragoni dannosi non solo per Dybala, secondo Allegri. «I ragazzi giocano mezz'ora e il giorno dopo valgono 40 milioni, il nuovo futuro del calcio italiano è tizio, abbiamo trovato il nuovo centrocampista alla Pirlo... I ragazzi vanno lasciati crescere - è il j'accuse di Allegri -: una volta un giocatore per essere bravo e dimostrare doveva fare minimo 100 partite in Serie A, capisco che il mondo è cambiato, ma così è troppo».
Le assenze di Pjanic e Cuadrado, «ancora alle prese con un'infiammazione al pube che lo mette a rischio anche per il derby di Coppa Italia», orientano Allegri verso un ritorno al centrocampo a due, vista anche l'abbondanza in attacco. «Di riposare non ha bisogno nessuno, hanno lavorato bene la scorsa settimana, con un'intensità diversa perché abbiamo avuto un po’ più di tempo. L'assenza di Pjanic? O giocherà uno tra Bentancur e Marchisio, o passeremo al centrocampo a due», conferma. Nessuna preferenza sulla coppia ideale di centrocampisti. Chiunque giochi, è il messaggio di Allegri, quel che conta è «il campo, è una partita in cui bisogna prendere i tre punti: ci sono delle gare come gli scontri diretti dove può succedere di tutto e delle partite dove non può succedere niente, c'è solo da vincere, continuare a stare vicini al Napoli, perché prima della sosta ci sono due partite importanti per chiudere questa prima parte della stagione nel migliore dei modi».
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