Spal a Marassi. Punti da cercare con il lanternino
Oggi alle 15 contro la Samp obiettivo risultato. L’ideale per finire l’andata e un 2017 storico
FERRARA. Sotto la Lanterna i punti dovranno essere cercati con il... lanternino. Con meticolosità, con perseveranza.
La Spal chiude il girone d’andata oggi (sabato 30 dicembre) alle 15 a Genova contro la Sampdoria. Trattasi dell’ultimo atto di un 2017 solare che resterà negli annali, nella storia biancazzurra. L’anno del ritorno in serie A. Prima la conquista e i festeggiamenti. Adesso, la lotta. Obiettivo salvezza, al momento la squadra di Semplici sarebbe in porto. Ma bisogna dare continuità, creare un margine sulla concorrenza, aumentare il capitale-fiducia. Per questo andare a punto/i in quel di Marassi equivarrebbe ad un grande risultato. In effetti, lo sarebbe.
Il compito, ovvio, non si annuncia agevole. Perchè la Samp è squadra di valore, di qualità, con organizzazione, gioco e individualità. A centrocampo e in attacco è di livello assai interessante. Dietro, molto meno. E difetta pure nella regolarità di prestazioni. Ma queste sono variabili non prevedibili. Ecco perchè toccherà alla Spal far sì che i blucerchiati inizino a balbettare e facciamo emergere i difetti. Se invece si lascerà loro corda, allora prevarranno le doti degli uomini di Giampaolo: difficili da contenere, se lasciati esprimersi a briglia solta.
Dunque, la Spal cosa dovrà fare? Intanto, evitare di subire gol dopo pochi secondi... È un handicap troppo pesante, non sempre si può rimediare. Poi, bloccare le fonti di gioco avversarie, in primis il regista Torreira e il trequartista Ramirez: entrambi hanno piedi raffinati, idee, genialità. Gli attaccanti saranno atipici, nel senso che nè Quagliarella nè Caprari sono punte di riferimento: il primo nasce come “spalla” offensiva, il secondo addirittura come ala. Non è detto che sia un vantaggio: sono gli attaccanti che la Spal patisce di più. E occhio anche a Praet, che nell’Anderlecht era un 10 puro e che Giampaolo ha trasformato in mezz’ala tanto qualitativa quanto produttiva.
Assodato tutto ciò, la Spal non dovrà essere attanagliata dal timorpanico ma, al contrario, giocare. Ok: controllo dell’avversario, aggressività, intensità, attenzione. Ma senza la manovra diverrebbe tutto inutile, non si può pensare solo a contenere. I biancazzurri, ripetiamo, devono/vogliono portare a casa qualcosa, e per riuscirci bisognerà per forza osare, provare a incidere. I mezzi per farlo ci sono. L’identità spallina, l’orgoglio, il volume di gioco di Schiattarella, la qualità, il movimento e l’intelligenza di due punte come Antenucci e Floccari possono far sì che anche la Samp abbia di che preoccuparsi. Aggiungiamoci Viviani: interessantissimo il suo confronto a distanza col pari ruolo Torreira. Registi cerebrali e di piede: più mobile e più propenso al dialogo e agli inserimenti il doriano (coperto da Barreto); più didascalico lo spallino, supportato dal dinamismo del citato Schiattarella e di Grassi. Entrambi, Torreira e Viviani, temibili su calcio piazzato, specialità autentica del biancazzurro. Giocatori non in fotocopia ma con caratteristiche - non tutte - comuni. Non a caso la Samp per gennaio sta pensando a Viviani come alternativa prima e poi come successore (nella prossima stagione) di Torreira, pezzo pregiato per il prossimo mercato estivo. La concorrenza per i blucerchiati è quella della Fiorentina, e ovviamente della Spal che non vorrebbe privarsi adesso del centrocampista.
Formazione. Tutto scontato. Rientro di Felipe al posto di Cremonesi, conferma per gli altri dieci iniziali della gara col Torino. Obiettivo risultato, per festeggiare: il magico 2017 che se ne va, e un 2018 che regali altre soddisfazioni.
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