Spal battuta da un rigore inesistente
A fine partita l'episodio che cambia le sorti del match: subito dopo lo stesso Quagliarella raddoppia per il 2-0 a favore della Sampdoria
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GENOVA. L’anno finisce male per la Spal, battuta a tempo scaduto a Genova a causa di un rigore inesistente. Dopo, il 2-0 è solo contorno. Certo, se Oikonomou avesse spazzato via quel pallone, anzichè regalarlo, non si starebbe a recriminare. Ma i biancazzurri non meritavano simile sconfitta, quando il sapore del risultato utile - meritato - addolciva già la bocca. E sarebbe stato pesantissimo per la classifica. Invece il girone d’andata termina con un ko che potrebbe avere anche contraccolpi.
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Partita vivacissima, ritmi subito molto alti. Il pressing doriano è intenso, la manovra vuole essere avvolgente, spesso con combinazioni a un tocco. La Spal cerca di districarsi, non rinuncia a proporsi, a pungere. Compito non semplice. Il Doria ha qualità, ed il delizioso Ramirez non dà riferimenti: svaria, ha passo diverso da quello di Viviani che non può essere il suo cane da guardia, cosicchè tocca spesso a Vicari uscire per chiudere sul trequartista ed in taluni casi guardarlo “a uomo” quando l’uruguagio agisce in posizione di 9. Per favorire lo stesso Ramirez, Caprari e Quagliarella spesso si allargano, al fine di aprire i centrali spallini e creare il varco in mezzo.
La Spal ha il pregio di non stare a guardare, cerca il fraseggio avvolgente, mette paura sull’asse Floccari-Schiattarella, prima che su lancio di Viviani un dubbio fuorigioco strozzi la chance dello stesso Floccari. La Samp perde fluidità e continuità, i biancazzurri sono bravi a non darle corridoi, a costringerla a sbagliare passaggi. I portieri non sono chiamati ad intervento alcuno. Finchè allo scoccare della mezz’ora tocca a Gomis metterci il piedone per dire no a Ramirez, smarcato da un filtrante in area dopo palla persa in uscita dalla Spal e immediatamente recuperata e messa dentro dai doriani: questi gli errori da evitare, da parte dei biancazzurri.
Che poi provano a far male con destro piazzato di Viviani su appoggio di Antenucci: corner. E, dall’angolo, la perentoria capocciata di Felipe fa gridare al gol, se non ci fosse uno scimmiesco Viviano che salta all’indietro e toglie la redonda dallo spazio fatale tra linea e sacco. Dai, è una buona Spal. Incoraggiante lo 0-0 all’intervallo.
Nella ripresa la Samp parte subito all’assalto, la pressione si accentua, i corner fioccano. Semplici si sbraccia per invitare i suoi a non farsi schiacciare, a stare più “su”. La squadra lo ascolta, ma si entra in una fase in cui ci si allunga su entrambi i fronti. La Spal ha chances per piantare qualche banderillas, però sbaglia all’atto del gesto finale, e non deve lasciare spazi per gli strappi locali. Poi capita che Floccari alzi il destro del possibile vantaggio. Nulla al confronto della chance che ha Antenucci: magari non impeccabile nella conclusione, certo che Viviano è decisivo per la seconda volta nel match. Ma se non concretizzi paghi.
La Spal deve rivedere l’assetto difensivo a causa dell’uscita per infortunio di Vicari. Entra Oikonomou (centro-destra, con Salamon che slitta al centro) e proprio il greco, a recupero già iniziato, combina la frittata perdendo un pallone che porta, secondo l'arbitro, Viviani a commettere un (inesistente) fallo da rigore. Quagliarella trasforma. E lo stesso veterano poi chiude i conti, sottomisura. Finale crudele per una Spal protagonista di una bella prestazione. Bisognerà avere la forza di non abbattersi e di ripartire da quella. Ma andrà anche alzata la qualità individuale, dotandosi di soluzioni o alternative che garantiscano maggior competitività. Perdere gare come questa grida vendetta.
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