Spal, rabbia ed errori Ma la Sampdoria è il passato Ora sotto con la Lazio
di Marco Nagliati
Il rigore che ha deciso la gara di sabato criticato anche dai media nazionali Però c’è pure lo svarione di Oikonomou. La squadra deve rialzarsi subito
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FERRARA. “Uno che fischia un rigore così non è capace di fare l’arbitro, nemmeno nei dilettanti”. Tranciante e netto Massimo Mauro, opinionista di punta di Sky Calcio Club, la popolare trasmissione serale condotta da Fabio Caressa. Il penalty che ha affossato la Spal a Genova, al 92’ del match con la Sampdoria, non poteva che fare il “giro” su televisioni e giornali nazionali. La decisione assurda, forse volutamente “cattiva”, del 33enne torinese Luca Pairetto è stata talmente evidente da non essere rubricata come incidente di percorso. Il Corriere dello Sport non è stato meno abrasivo nel commentare la moviola: “Pairetto assegna un rigore che non c’è, spianando la strada alla Samp. Malissimo come lui Massa, che al Var lo asseconda”. Per la testata romana, semmai, il fallo era di Ramirez su Viviani. Per Tuttosport, l’ago della bilancia di un match equilibrato “lo sposta Pairetto che assegna un rigore generoso”. La Gazzetta dello Sport è più soft nella riflessione, ma si capisce comunque che il penalty non c’era: “Contatto leggero e rigore generoso”.
Nel ventre di Marassi
La notte di Genova, consumata nel ventre di Marassi, ha dunque certificato un’amara chiusura di girone d’andata per la Spal. Bella e commovente anche con la Sampdoria: ha sofferto quando c’era da stringere i denti di fronte alle folate doriane, mai ha rinunciato a giocare. Miracoli di Viviano su Felipe e Antenucci, palla gol sprecata da Floccari. Poi, la mannaia fatta calare da Pairetto al 2’ dei 4’ minuti di recupero concessi. Qualche anima blucerchiata sussurrava, a mo’ di scuse e giustificazioni, che forse l’arbitro nel contatto Ramirez-Viviani aveva inteso un procurato danno. E sì, in effetti è così: ma al contrario. La dinamica dell’azione è nitida: Ramirez allunga la gamba sinistra e tocca quella destra di Viviani, poi si tuffa mentre il centrocampista spallino cade sbilanciato. Rigore? Macchè, sarebbe stata punizione per i biancazzurri. Invece è finita a rovescio con mister Semplici che in conferenza stampa in diverse occasioni ha stentato a controllarsi. Anche parlando dei suoi: se Pairetto ha firmato la condanna non va sottaciuto che le condizioni per essere giudicati dal tribunale le ha create Oikonomou. Una pallaccia persa per mollezza e mancato coinvolgimento da trincea: un rinvio lungo e la gara sarebbe finita. Uno 0-0 che avrebbe fatto benone per classifica e morale. «Errori così non si possono vedere neppure in Eccellenza» ha sibilato Semplici.
Una battaglia a quattro
Domenica sera, un elegantissimo Semplici, ha festeggiato Capodanno in città: «Nella mia Ferrara» ha tenuto a precisare. Le spine dell’epilogo del Ferraris tolte, lo sguardo in avanti: «Abbiamo girato a 15 punti - dice il tecnico -, pochi per quello che abbiamo seminato. Ma siamo pienamente in corsa. Sappiamo che dovremo superarci per arrivare al nostro sogno: ci crediamo e lotteremo fino alla fine». Il calendario di gennaio non si presta ai sorrisi, in ottica spallina: sabato al Mazza arriva la Lazio, poi trasferta contro la lanciatissima Udinese (5 vittorie consecutive) e chiusura con l’arrivo dell’Inter. Tra romani e friulani ci sarà la sosta e con essa il mercato, quindi qualcosa potrebbe cambiare. Ai biancazzurri servono un paio di difensori e almeno altrettanti centrocampisti. E andranno respinte le avance per Lazzari e Viviani. Non un lavoro agevole per il ds Vagnati. Nell’ambiente biancazzurro pare essersi cementata l’idea che la corsa salvezza è circoscritta a quattro club: Spal, Crotone, Verona e Benevento. Un poker per un solo posto. Forse sarà così, eppure al momento Genoa e Cagliari sono a tiro e il Chievo appare in rottura prolungata. E se i clivensi facessero come l’Empoli nella scorsa stagione? Toscani abbondantemente salvi fino alla penultima giornata, poi sverniciati all’ultimo dal Crotone. «Mi auguro che qualche altra squadra possa essere risucchiata - confidava Semplici a Genova -, ma è difficile». Sulla stessa linea le riflessioni del presidente Mattioli: «I prossimi sei mesi saranno determinanti per mantenere questa categoria. Dobbiamo restare concentrati per fare bene. Penso che sarà una gara a quattro squadre e dobbiamo arrivare primi di questo gruppetto». La Spal ha posto buone basi, ora serve l’ultimo step: fisicità e qualità tecniche. Perché nel ritorno saranno indispensabili acuti per ora solo sfiorati, quei colpi d’ala che invece stanno facendo le attuali fortune di Sassuolo e Cagliari, tanto per citarne un paio.
Nel ventre di Marassi
La notte di Genova, consumata nel ventre di Marassi, ha dunque certificato un’amara chiusura di girone d’andata per la Spal. Bella e commovente anche con la Sampdoria: ha sofferto quando c’era da stringere i denti di fronte alle folate doriane, mai ha rinunciato a giocare. Miracoli di Viviano su Felipe e Antenucci, palla gol sprecata da Floccari. Poi, la mannaia fatta calare da Pairetto al 2’ dei 4’ minuti di recupero concessi. Qualche anima blucerchiata sussurrava, a mo’ di scuse e giustificazioni, che forse l’arbitro nel contatto Ramirez-Viviani aveva inteso un procurato danno. E sì, in effetti è così: ma al contrario. La dinamica dell’azione è nitida: Ramirez allunga la gamba sinistra e tocca quella destra di Viviani, poi si tuffa mentre il centrocampista spallino cade sbilanciato. Rigore? Macchè, sarebbe stata punizione per i biancazzurri. Invece è finita a rovescio con mister Semplici che in conferenza stampa in diverse occasioni ha stentato a controllarsi. Anche parlando dei suoi: se Pairetto ha firmato la condanna non va sottaciuto che le condizioni per essere giudicati dal tribunale le ha create Oikonomou. Una pallaccia persa per mollezza e mancato coinvolgimento da trincea: un rinvio lungo e la gara sarebbe finita. Uno 0-0 che avrebbe fatto benone per classifica e morale. «Errori così non si possono vedere neppure in Eccellenza» ha sibilato Semplici.
Una battaglia a quattro
Domenica sera, un elegantissimo Semplici, ha festeggiato Capodanno in città: «Nella mia Ferrara» ha tenuto a precisare. Le spine dell’epilogo del Ferraris tolte, lo sguardo in avanti: «Abbiamo girato a 15 punti - dice il tecnico -, pochi per quello che abbiamo seminato. Ma siamo pienamente in corsa. Sappiamo che dovremo superarci per arrivare al nostro sogno: ci crediamo e lotteremo fino alla fine». Il calendario di gennaio non si presta ai sorrisi, in ottica spallina: sabato al Mazza arriva la Lazio, poi trasferta contro la lanciatissima Udinese (5 vittorie consecutive) e chiusura con l’arrivo dell’Inter. Tra romani e friulani ci sarà la sosta e con essa il mercato, quindi qualcosa potrebbe cambiare. Ai biancazzurri servono un paio di difensori e almeno altrettanti centrocampisti. E andranno respinte le avance per Lazzari e Viviani. Non un lavoro agevole per il ds Vagnati. Nell’ambiente biancazzurro pare essersi cementata l’idea che la corsa salvezza è circoscritta a quattro club: Spal, Crotone, Verona e Benevento. Un poker per un solo posto. Forse sarà così, eppure al momento Genoa e Cagliari sono a tiro e il Chievo appare in rottura prolungata. E se i clivensi facessero come l’Empoli nella scorsa stagione? Toscani abbondantemente salvi fino alla penultima giornata, poi sverniciati all’ultimo dal Crotone. «Mi auguro che qualche altra squadra possa essere risucchiata - confidava Semplici a Genova -, ma è difficile». Sulla stessa linea le riflessioni del presidente Mattioli: «I prossimi sei mesi saranno determinanti per mantenere questa categoria. Dobbiamo restare concentrati per fare bene. Penso che sarà una gara a quattro squadre e dobbiamo arrivare primi di questo gruppetto». La Spal ha posto buone basi, ora serve l’ultimo step: fisicità e qualità tecniche. Perché nel ritorno saranno indispensabili acuti per ora solo sfiorati, quei colpi d’ala che invece stanno facendo le attuali fortune di Sassuolo e Cagliari, tanto per citarne un paio.
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