La Nuova Ferrara

Sport

Defibrillatori salvavita in tutti gli impianti

di Sergio Armanino
Defibrillatori salvavita in tutti gli impianti

Completata la dotazione in città, qualcosa ancora manca in provincia Grazie a donazioni e sponsorizzazioni va avanti anche la formazione

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FERRARA. “Chi salva una vita, salva il mondo intero”, c’è scritto nel Talmud, testo sacro dell’Ebraismo. Con un defibrillatore a portata di mano nel momento in cui serve, dunque, si può salvare il mondo. È per questo che dallo scorso mese di luglio, dopo un paio di rinvii necessari per renderla applicabile, la legge italiana prevede l’obbligatorietà dei defibrillatori automatici nei luoghi in cui si pratica sport.

A cinque mesi di distanza, qual è la situazione a Ferrara? Lo abbiamo chiesto all’assessore comunale allo sport: «A Ferrara - risponde Simone Merli -, ben prima di tutte le deroghe, tutti gli impianti comunali sono stati dotati di defibrillatore: direi da inizio 2017, se non già a fine 2016, avevamo coperto tutti gli impianti pubblici, che sono 127, ma non tutti hanno l’obbligo, comunque oltre cento. Non abbiamo usufruito delle deroghe per l’abbattimento del rischio, abbiamo ragionato come se fosse da fare subito, anche con tantissimi contributi privati: in particolare il centro commerciale il Castello, ma anche altri, hanno devoluto i defibrillatori e noi come Comune li abbiamo assunti come beni comuni, facendoci carico della manutenzione».

Strutture pubbliche al passo, dunque, ma i privati? «Non abbiamo alcun controllo su di loro, ma, come utente, preferirei andare in una struttura che ne è dotata. Per altro, il costo non è più così rilevante, si trovano defibrillatori a prezzi molto abbordabili, sono molto semplici da utilizzare e, comunque, in ogni società sportiva almeno una persona deve seguire il corso per l’abilitazione a usarlo».

Sul versante privato, ma anche degli enti di promozione sportiva, ecco Romano Becchetti della palestra Millenium, nonché presidente Asi provinciale: «Controlli sui privati? Alla Millenium non ne ho avuti e neanche gli affiliati Asi me ne hanno segnalati: io spero che tutti, anche viste le proroghe, si siano dotati del defibrillatore e che almeno una persona abilitata a usarlo ce l’abbiano. In palestra da noi, nell’arco delle 12 ore d’apertura, facciamo in modo che sia sempre presente una persona abilitata. Ormai credo che tutti siano in regola».

Abilitazione che arriva frequentando l’apposito corso: «Che è abbastanza semplice - continua Becchetti -, a noi lo ha fatto un medico che ha lavorato sulle ambulanze e ora è al pronto soccorso: la macchina in sè è semplice. È chiaro che, nel momento in cui servisse usarlo, bisogna mantenere la calma, ma è la macchina stessa, quando la applichi, a dirti se è necessario utilizzarla. Il corso dura una mattinata, chiunque può avere quel brevetto, non è necessario aver studiato fisiologia! Palestre, piscine, chi gestisce campi da calcio: ormai si sono adeguati tutti, giustamente. E i controlli prima o poi inizieranno, qualche verifica andrà fatta».

Nota dolente, i costi: «Come Asi nazionale è stata fatta una convenzione con un’azienda, i nostri associati li abbiamo indirizzato lì: chiesi al medico che ci ha fatto il corso se andava bene e ci ha detto di sì. Un defibrillatore così ci costa circa 600 euro, non in convenzione anche il 50% in più».

Alla Befana dello sport, che tornerà in scena dopodomani, spesso è stata fatta raccolta fondi proprio per acquistare defibrillatori. Luciana Pareschi, deus ex machina dell’appuntamento al palasport, è anche delegata Coni per Ferrara: «La situazione in provincia? So che a Comacchio e a Bondeno sono più che a posto, si sono impegnati, anche per scelte delle amministrazioni comunali, sul litorale gli stessi imprenditori negli stabilimenti balneari e nelle palestre. Bondeno è stata all’avanguardia, hanno fatto corsi anche nelle scuole su iniziativa di “Chi gioca alzi la mano”. Sono stata ad alcune manifestazioni a Cento e ho visto che sono attrezzati anche lì: a Ferrara siamo certi che ci siano i defibrillatori, adesso bisogna proseguire con i corsi: alcuni step sono già stati fatti già fatti, anche grazie a centro commerciale Il Castello, Delphi International di Riccardo Cavicchi, Lions, Unione Industriali, che ci hanno offerto molte formazioni: bisogna andare avanti su questa strada, anche in provincia».



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