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La Spal sfoglia il libro dei rimpianti

di Marco Nagliati
La Spal sfoglia il libro dei rimpianti

Sassuolo, Atalanta e Samp: pali e arbitro, mancano 4 punti

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FERRARA. È un mondo fantasy, quindi da maneggiare con cura. Questo è il libro delle occasioni perdute. Due-tre frammenti che per un paio di centimetri non hanno permesso alla Spal di chiudere il girone d’andata con qualche punticino in più. Quelli dell’autostima, che peraltro avrebbero permesso ai biancazzurri di trovarsi un pelo al di sopra della zona retrocessione. Un palo, una traversa, un fischio storto... Circostanze clamorose che avrebbero potuto ribaltare l’orizzonte. “Sliding doors” sintetizzano gli anglosassoni: porte girevoli che mutano il destino in base allo scorrimento verso un lato piuttosto che un altro.

«Chiudiamo la prima parte del campionato a 15 punti - racconta mister Semplici -, pochi per quanto abbiamo seminato». Gli fa eco, da qualche settimana, il presidente Mattioli: «Sì, in classifica ci manca qualche punto». Ecco, dov’è che la Spal ha lasciato briciole lungo il cammino? C’è chi rimpiange i pareggi venendo rimontati con Crotone e Fiorentina, però per coerenza si devono pure conteggiare i punti miracolosi colti con Verona e Torino impattando nel finale dopo il doppio svantaggio. No, quegli epiloghi fanno parte del gioco; del talento altrui o delle amnesie che talvolta si impadroniscono dei giocatori.

Non possono essere prodezze o svarioni ed essere messe nel computo dei rimpianti, perché in questo caso tanti episodi sono a favore (vedi il colpo corsaro a Benevento partendo dallo 0-1 oppure il 3-2 al 94’ di Rizzo all’Udinese) come altri sono negativi (la prodezza del napoletano Ghoulam all’83’ per il definitivo 3-2 degli azzurri). La Spal può semmai rammaricarsi dove sfortuna ed arbitri hanno inciso, scenario che esula dall’aspetto squisitamente tecnico. Alla graduatoria biancazzurra si può dire manchino 4 punti: non pochi alla luce di una battaglia salvezza che si deciderà con uno scarto risicato.

La prima lacrima è scesa a ottobre, nella sconfitta interna col Sassuolo già - tra l’altro - passato in vantaggio dopo nemmeno 1’ su inciampo clamoroso di Vicari. A inizio ripresa Vaisanen lancia lungo e libera Antenucci, solo davanti a Consigli: controllo e palo bruciante. Una grande carta buttata in un match che era bloccatissimo. Un punto al vento.

Pianto due: in una Bergamo con pioggia torrenziale, la Spal gioca una ripresa splendida. Pareggia con Rizzo e al 92’ coglie con Antenucci (ahilui) una traversa pezzesca. Ultima azione del duello: tiro a giro magnifico di “Anteseven7”, il nerazzurro Toloi sfiora di testa deviando il pallone di quel millimetro sufficiente a strozzare l’urlo in gola ai ferraresi: due punti in acqua.

Terzo singhiozzo: al Ferraris di Genova, contro la Sampdoria, la Spal ha lo 0-0 in tasca. Nel primo tempo non ha avuto buona sorte: un colpo di testa di Felipe è stato respinto da Viviano quando il pallone era entrato per tre-quarti (diciamo che ha pareggiato la lotteria fortunata della settimana precedente col Torino, quando l’incornata di Belotti centra il palo e Viviani l’allontana con sfera parimenti in rete per tre-quarti). Ripresa gagliarda, combattiva. Palle gol per Floccari e Antenucci, ma pari che vale oro. In pieno recupero l’arbitro Pairetto si inventa il rigore che dà il successo alla Samp. Per i ferraresi un punto scippato. E sono questi, in fondo, i quattro assi che mancano al tavolo da poker spallino.

Sabato pomeriggio riparte la giostra e che il ritorno restituisca qualcosa.

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