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Serve una Spal che osi alta come l’Aquila/LA DIRETTA

di Paolo Negri
Serve una Spal che osi alta come l’Aquila/LA DIRETTA

Oggi alle 15 al “Mazza” contro la super Lazio. Tegola: Salamon e Floccari verso il forfait

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FERRARA. Where Eagles Dare. Magnifico film, con grandi interpreti quali Richard Burton e Clint Eastwood, che i meno giovani ricorderanno sicuramente. Titolo italiano della pellicola: Dove osano le Aquile.

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Ecco, qui parliamo al singolare, e l’Aquila è quella laziale. Che osa eccome, e vola altissima. Grande squadra, quella biancoceleste, magnificamente guidata da Simone Inzaghi, allenatore con i controfiocchi. Oggi alle 15 la Lazio (quinta in classifica, con una partita in meno, e capace di esprimere un gioco tra i migliori in assoluto del campionato, oltre ad avere il secondo attacco del torneo) scende al “Paolo Mazza” per affrontare la Spal nella prima di ritorno. Morale: la Spal dovrà a sua volta osare alta, altissima, se vorrà strappare qualche piuma alla rapace formazione avversaria.

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Il confronto a tavolino è impari, improbo per i biancazzurri. La classifica e gli obiettivi sono agli antipodi, il budget non ne parliamo, i valori individuali si commentano da soli. Ma la bellezza del calcio risiede anche nel perpetuarsi della sfida tra Davide e Golia. Non sempre vince il più forte, a volte la spunta chi - in quel confronto - sa essere il migliore. La Spal, oggi, può farcela?

La Spal dell’andata ce l’ha fatta: 0-0 all’Olimpico. La Spal vista contro il Napoli è andata ad un soffio dall’impresa. E allora, perchè non crederci? Certo, servirà una combinazione di fattori: la gara perfetta da parte degli uomini di mister Semplici; una giornata non felicissima dei laziali; quel pizzico di fortuna che alla Spal è mancato in diverse occasioni, vedi anche l’ultimo confronto di Genova con la Sampdoria (il pallone di Felipe dentro per trequarti, l’inesistente rigore contro a tempo di recupero già iniziato). Ma tutti questi aspetti - che si spera possano essere coniugati - non fanno che aumentare il fascino della sfida. Bellissima. Importantissima ma non decisiva, almeno per la Spal. Ci spieghiamo. I tre punti odierni hanno valenza basilare per la Lazio, nella sua corsa alla Champions. Per la Spal sarebbero oro colato, un colpaccio megagalattico, la prima grande impresa della stagione, un riflesso abbagliante sulla classifica. Ma solo un folle potrebbe affermare che la salvezza dei biancazzurri passa da un successo sui capitolini. Dunque: attenzione, concentrazione, slancio, famelica voglia di punti. Cuore oltre l’ostacolo, come si sarebbe detto una volta. Al tempo stesso, animo lieve. Conterà l’interpretazione: se all’altezza, nessuno potrà imputare alcunchè alla Spal, quale che sia il risultato finale.

Argomenti, la squadra di Semplici ne possiede. Da Gomis in porta alla torre di controllo Vicari, dalla freccia Lazzari alle capacità balistiche di Viviani, dal gioco a tuttocampo di Schiattarella alla qualità offensiva di Antenucci, fino all’identità del collettivo. In più, e di più, cosa servirà? Eh, bisognerà bloccare i talenti avversari. Impedire che Luis Alberto e Milinkovic Savic spostino la diga difensiva, si inseriscano favoriti dai movimenti di Immobile ed al tempo stesso creino spazi per lo stesso bomber. Variante: bisognerà vedere se la Lazio si schiererà con l’abituale 5-3-1-1 o se Inzaghi opterà per un 3-4-2-1 con gli incursori tra le linee, cosa che potrebbe dare fastidio ai biancazzurri. Che dal canto loro erano attesi con la stessa formazione di sabato scorso a Genova, ma annusando l’aria di ieri sembra che Salamon e Floccari rischino entrambi il forfait per problemi muscolari. Un bel guaio.

Gara alle porte. Via al ritorno, che dovrà portare in dote alla Spal un bottino di punti ben superiore ai 15 dell’andata. Mettere un mattoncino già oggi sarebbe strabiliante.
 

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