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«Dato tutto, ma ora servono cose diverse»

di Marco Nagliati
«Dato tutto, ma ora servono cose diverse»

Semplici salva cuore e orgoglio della Spal Però alla ripresa il passo deve cambiare

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FERRARA. L’uragano Lazio spazza il Mazza e certifica: la corsa salvezza sarà un mini campionato a “quattro”. In casa Spal il sospetto albergava da tempo, tanto è vero che da alcune settimane sia dirigenti che mister Semplici inquadravano nel mirino soltanto Crotone, Verona e Benevento. Ora, la questione diventa un po’ più ufficiale: Genoa, Cagliari, Sassuolo e Chievo stanno prendendo le distanze. Ieri l’Aquila ha chiarito il concetto: la retroguardia spallina è travolta. Troppo larghi i centrali, poco protetta la difesa dal filtro del centrocampo. La simil Maginot biancazzurra naufraga, attaccata dalla tecnica e dalla fisicità laziale.

Finisce a testa bassa ma cuore che batte, tuttavia. Perché la curva canta ed è commovente: davvero. Finché c’è questo, esiste compattezza. Di certo, il dì della Befana porta la debacle numericamente peggiore della stagione. Però, ragazzi: la Lazio ha il miglior attacco della serie A. «Con noi la gente non si annoia» dice in sala stampa mister Inzaghi. Hai voglia, vorrebbe replicare il “collega” Semplici. Nel 2-5, ci si domanda: tutta forza della Lazio o svariate debolezze spalline? Il tecnico ferrarese precisa: «Sapevamo che avremmo dovuto disputare la partita perfetta. Vorrei ricordare che la Lazio, in trasferta, ha un percorso quasi pieno (otto vinte, due pareggiate ed un solo ko che sarebbe poi il derby; ndr). Certo, anche i nostri errori hanno inciso ma i loro valori tecnici e fisici sono evidenti».

Poi, l’orgoglio: «La Spal ha dato tutto; sul 2-3 eravamo in gara, abbiamo sfiorato il 3-3 in un paio di occasioni. Nella ripresa, chiaramente, abbiamo pagato anche psicologicamente. Questa volta il nostro massimo non è stato sufficiente. Dopo la sosta servirà qualcosa di diverso».

Il mercato, of course. Semplici puntualizza rapido: «La Lazio ha valori sopra la media ed ha messo a nudo tutte le nostre carenze. Secondo me, sulla singola gara, è la squadra più forte del campionato: può battere chiunque. Pertanto, da parte nostra, non sarebbe giusto fare valutazioni in chiave mercato basandoci su questa partita. Io, questo match lo metto a parte».

Salamon, incerto fino all’ultimo per qualche problema muscolare gioca un tempo (maluccio), poi rimane negli spogliatoi nell’intervallo. Entra Rizzo e la Spal passa al 4-4-2: un modulo che può aiutare? Semplici storce il naso. «Quando tutta la squadra è sotto la linea della palla e si prende gol non è questione di come ti schieri, forse sono cali di concentrazione. Sui quali lavoriamo ma non è agevole cambiare rapidamente questo aspetto. Con il 4-4-2, usato anche in altri incontri, non è che poi abbiamo avuto grandi vantaggi. Come tecnico devo rispecchiare le qualità e le caratteristiche del gruppo che alleno: siamo stati costruiti per giocare in altra maniera (il 3-5-2; ndr). In corsa si può cambiare modulo, certo. Ma le nostre caratteristiche sono altre. Gli errori che commettiamo non sono figli del modulo. Se poi dal mercato arriveranno giocatori con caratteristiche differenti, studieremo il modo di sfruttare le loro qualità».

Ora la sosta, poi un’infilata da brividi: trasferta a Udine, successivamente Inter e Milan al Mazza con l’intermezzo del viaggio a Cagliari. A metà febbraio Napoli e sette giorni dopo altro viaggio, questa volta Crotone. Meglio riposarsi bene, che poi ci sono certi spifferi in arrivo...

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