Kurtic primissima scelta Bjarnason resta attuale
Powell all’Aston Villa può liberare l’islandese, alternativa all’ambìto atalantino Per il brasiliano Everton il mister del Partizan dice: «Una buona offerta e parte»
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FERRARA. Ieri sera alle 19.53 Amir Ruznic, procuratore di Jasmin Kurtic, è stato irremovibile:
«Non mi va di parlare. Non dico niente. Cerchi di capirmi, non parlo».
Gentile, ma fermo. Fermissimo. Kurtic, nazionale sloveno, come noto è il principale obiettivo della Spal per rafforzare il centrocampo. Gran fisico, grande esperienza, perfetta conoscenza del calcio italiano, tatticamente duttile, forte di testa, ottima progressione, settepolmoni, Kurtic potrebbe lasciare l’Atalanta. Mica facile, vista l’aria che tira a Bergamo. Anche se si vuole giocare di più, con continuità, e alla Dea non accade, Kurtic fa parte di una realtà vincente, in corsa anche in Europa League. Se andrà, non andrà via a cuor leggero, e anche l’Atalanta ci sta pensando due volte. Però il discorso esiste, la trattativa c’è, la Spal preme. Da considerare anche la concorrenza, Cagliari e Chievo. Che in classifica stanno un po’ meglio (5 e 7 punti più dei biancazzurri) e rischiano quindi di essere rivali serie. Di sicuro la Spal non molla.
Ovviamente il d.s. Vagnati deve contemplare le alternative. Ieri i giornali inglesi hanno confermato che il nazionale islandese Birkir Bjarnason è pronto a lasciare l’Aston Villa ed a tornare in Italia, dove la destinazione sarebbe la Spal. Bjarnason a Birmingham non ha spazio (solo 7 presenze da gennaio 2017, proveniente dal Basilea), evidentemente l’ambientamento è stato complicato. Va però detto che l’altro giorno, nella tonitruante vittoria 5-0 contro il Bristol City, Bjarnason è subentrato dalla panchina ed ha segnato il quatro gol dei Villans. Un dettaglio che può cambiare le carte in tavola? La stampa inglese ne dubita. Perchè nello stesso ruolo dell’islandese ci sono Conor Hourihane, Jack Grealish e Henri Lansbury. Inoltre il manager Steve Bruce è in forcing per ottenere un suo pupillo, quel Nick Powell - del Wigan - che Bruce ha allenato due anni fa nell’Hull City: se lo ottiene, lascia partire Bjarnason.
Insomma, sono tutte situazioni aperte, in divenire, non semplici, che contrastano con l’esigenza della Spal di chiudere rapidamente per un rinforzo importante. È il motivo per cui Vagnati è attivissimo su vari fronti. Ad esempio: Everton Luiz del Partizan.
Il centrocampista brasiliano, capace di giocare tanto da mezz’ala quanto da mediano, è nel mirino da tempo, trattativa resa più complicata dall’inserimento dei danarosi russi della Dinamo Mosca e del Rostov (dove lo vuole il neo-allenatore Valerj Karpin, ex centrocampista offensivo di infinita classe). Non più tardi di ieri, però, la stampa serba era unanime nel ripetere che la Spal continua il pressing su Everton e sul Partizan. La squadra serba sta per esaurire le vacanze (il campionato è fermo per la sosta invernale) e si ritroverà dopodomani - mercoledì 10 - per iniziare la preparazione a Zemunelo, il proprio centro d’allenamento in località Zemun, alle porte di Belgrado. Poi, il 24, partenza per Cipro, dove il gruppo lavorerà a Limassol. La dirigenza del Partizan vuole definire la situazione di Everton entro la settimana che inizia oggi. Ieri, l’allenatore bianconero Miroslav Djukic ha affermato:
«Everton è un esempio, un grande professionista, con un'intensità di gioco enorme e valida per qualsiasi squadra europea. Solo che a volte è troppo emotivo e si mette nei guai troppo spesso (il riferimento al mai sopito caso delle reazioni agli insulti razzisti ricevuti dalle tifoserie avversarie; ndr). Se rimarrà? Vedremo. Lui ora è un nostro tesserato ma vendere i giocatori è l'unica fonte di entrate che abbiamo qui, e dobbiamo considerarlo come qualcosa di normale. Certo, vogliamo che Everton rimanga, ma tutte le offerte redditizie devono essere incluse nel conto».
Traduzione: se la proposta è giusta, il Partizan lo vende subito, anche perchè Everton a giugno va in scadenza contrattuale. Adesso la Spal deve capire se si può chiudere subito, a condizioni eque. La trattativa non potrà andare all’infinito.
Paolo Negri
«Non mi va di parlare. Non dico niente. Cerchi di capirmi, non parlo».
Gentile, ma fermo. Fermissimo. Kurtic, nazionale sloveno, come noto è il principale obiettivo della Spal per rafforzare il centrocampo. Gran fisico, grande esperienza, perfetta conoscenza del calcio italiano, tatticamente duttile, forte di testa, ottima progressione, settepolmoni, Kurtic potrebbe lasciare l’Atalanta. Mica facile, vista l’aria che tira a Bergamo. Anche se si vuole giocare di più, con continuità, e alla Dea non accade, Kurtic fa parte di una realtà vincente, in corsa anche in Europa League. Se andrà, non andrà via a cuor leggero, e anche l’Atalanta ci sta pensando due volte. Però il discorso esiste, la trattativa c’è, la Spal preme. Da considerare anche la concorrenza, Cagliari e Chievo. Che in classifica stanno un po’ meglio (5 e 7 punti più dei biancazzurri) e rischiano quindi di essere rivali serie. Di sicuro la Spal non molla.
Ovviamente il d.s. Vagnati deve contemplare le alternative. Ieri i giornali inglesi hanno confermato che il nazionale islandese Birkir Bjarnason è pronto a lasciare l’Aston Villa ed a tornare in Italia, dove la destinazione sarebbe la Spal. Bjarnason a Birmingham non ha spazio (solo 7 presenze da gennaio 2017, proveniente dal Basilea), evidentemente l’ambientamento è stato complicato. Va però detto che l’altro giorno, nella tonitruante vittoria 5-0 contro il Bristol City, Bjarnason è subentrato dalla panchina ed ha segnato il quatro gol dei Villans. Un dettaglio che può cambiare le carte in tavola? La stampa inglese ne dubita. Perchè nello stesso ruolo dell’islandese ci sono Conor Hourihane, Jack Grealish e Henri Lansbury. Inoltre il manager Steve Bruce è in forcing per ottenere un suo pupillo, quel Nick Powell - del Wigan - che Bruce ha allenato due anni fa nell’Hull City: se lo ottiene, lascia partire Bjarnason.
Insomma, sono tutte situazioni aperte, in divenire, non semplici, che contrastano con l’esigenza della Spal di chiudere rapidamente per un rinforzo importante. È il motivo per cui Vagnati è attivissimo su vari fronti. Ad esempio: Everton Luiz del Partizan.
Il centrocampista brasiliano, capace di giocare tanto da mezz’ala quanto da mediano, è nel mirino da tempo, trattativa resa più complicata dall’inserimento dei danarosi russi della Dinamo Mosca e del Rostov (dove lo vuole il neo-allenatore Valerj Karpin, ex centrocampista offensivo di infinita classe). Non più tardi di ieri, però, la stampa serba era unanime nel ripetere che la Spal continua il pressing su Everton e sul Partizan. La squadra serba sta per esaurire le vacanze (il campionato è fermo per la sosta invernale) e si ritroverà dopodomani - mercoledì 10 - per iniziare la preparazione a Zemunelo, il proprio centro d’allenamento in località Zemun, alle porte di Belgrado. Poi, il 24, partenza per Cipro, dove il gruppo lavorerà a Limassol. La dirigenza del Partizan vuole definire la situazione di Everton entro la settimana che inizia oggi. Ieri, l’allenatore bianconero Miroslav Djukic ha affermato:
«Everton è un esempio, un grande professionista, con un'intensità di gioco enorme e valida per qualsiasi squadra europea. Solo che a volte è troppo emotivo e si mette nei guai troppo spesso (il riferimento al mai sopito caso delle reazioni agli insulti razzisti ricevuti dalle tifoserie avversarie; ndr). Se rimarrà? Vedremo. Lui ora è un nostro tesserato ma vendere i giocatori è l'unica fonte di entrate che abbiamo qui, e dobbiamo considerarlo come qualcosa di normale. Certo, vogliamo che Everton rimanga, ma tutte le offerte redditizie devono essere incluse nel conto».
Traduzione: se la proposta è giusta, il Partizan lo vende subito, anche perchè Everton a giugno va in scadenza contrattuale. Adesso la Spal deve capire se si può chiudere subito, a condizioni eque. La trattativa non potrà andare all’infinito.
Paolo Negri
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